Documento votato al CPF

Comitato Politico Federale – 4 maggio 2017

Dopo la  conclusione del Congresso Provinciale, il Comitato Politico Federale delinea unaproposta di lavoro politico a tutti i Circoli, strutture del partito e i compagni/e.

Il Comitato Politico Federale ritiene importante proseguire con forza gli impegni politici, verso l’importante manifestazione antirazzista del 20 maggio, con il pieno sostegno alla piattaforma politica

“Nessuna persona è illegale” elaborata unitariamente insieme alle altre forze della sinistra di alternativa cittadine, alle associazione e movimenti. Su questa piattaforma e con questi obiettivi di autonomia e distinzione, parteciperemo alla manifestazione del 20 maggio indetta dall’appello “Insieme senza muri” insieme a tutti i proponenti di  “Nessuna persona  è Illegale”.

Le politiche neoliberiste hanno letteralmente liberato e legittimato non solo culturalmente il peggiore populismo xenofobo della destra radicale-nazifascista. L’antifascismo nella battaglia per il cambiamento diventa elemento discriminante delle forze sinceramente democratiche, soprattutto in un momento, dove l’acutizzarsi della crisi economica potrebbe delinearne un’uscita da destra con l’emergere delle destre fasciste. L’antifascismo per noi è elemento decisivo nella battaglia per la difesa della democrazia e deve contrastare la destra populista e xenofoba sia culturalmente che politicamente, contro ogni revisionismo storico. Milano è da tempo laboratorio delle destre; il nostro è un ruolo di rilancio dell’antifascismo, come lotta per una democrazia socialmente connotata, innervata dall’antirazzismo. Tutto ciò nella consapevolezza che le destre crescono in tutta Europa a causa delle politiche neoliberiste, che colpiscono redditi, diritti, stato sociale precarizzando la vita delle persone, creando disuguaglianze e marginalizzando interi strati di popolazione. Questi sono i terreni prioritari su cui lavorare per sconfiggere le destre, rilanciando i conflitti contro lo sfruttamento e le articolazioni finanziarie del capitalismo in alternativa alla guerra tra poveri.

Proprio per questo, il Comitato Politico Federale, sentita la relazione del Segretario, impegna la Segreteria a organizzare e riorganizzare la struttura del Partito, costituendo “Gruppi di lavoro” di Federazione monotematici a partire dagli impegni programmatici delineatisi al Congresso Provinciale e alle proposte di lavoro emerse. “Gruppi di lavoro” operativi e di azione, che promuovano momenti concreti di iniziativa politica e di elaborazione, coordinamento, direzione, coinvolgendo l’insieme del Partito, “utilizzando” le capacità presenti nei/nelle militanti, aperte anche a non iscritti che intendono e vogliono dare un loro fattivo contributo di idee e proposte.

Andrà sviluppato un lavoro d’inchiesta e sintesi politica con i “Gruppi di Lavoro”, valutato il loro rapporto con i Circoli del Partito e si dovrà aprire una riflessione generale sull’intervento tra i giovani e gli studenti e il rapporto da ripristinare con i Giovani Comunisti.

In particolare si indicano i seguenti punti di lavoro:

1) Riorganizzazione del partito e organizzazione/autofinanziamento/feste

Dovuta all’attuale situazione del Partito, la riorganizzazione dei Circoli, oggi tende spontaneamente anche al costituirsi di Circoli intercomunali: questa necessità non deve far venir meno una loro articolata presenza territoriale – un Circolo per ogni campanile (Comune) – attraverso “nuclei-cellule” di Partito su base Comunale. I nostri circoli devono divenire ambiti attraenti, per la capacità di promuovere dibattiti di alto livello, per la capacità di essere centri di servizi popolari, per la capacità di essere interlocutori con il mondo dell’associazionismo, per la capacità di puntare tutte le sue forze ed energie per conquistare le giovani generazioni alla militanza politica. E’ necessario quindi l’avvio un piano complessivo di riordino del nostro intervento politico e di allargamento dei gruppi dirigenti, che coinvolga i Circoli della Città e della Provincia. Verificare i necessari processi di aggregazione, di sviluppo di “Zone della Provincia” e della “Città di Milano”. Un percorso costruito con i circoli territoriali, che abbiano un rapporto diretto con la segreteria del partito, attraverso responsabili appositamente nominati, così da determinare un rapporto costante e positivo tra direzione e iniziativa politica. Scaduto in questi anni, colpevolmente, è il valore politico del tesseramento e dell’auto-finanziamento: anche per le condizioni economiche in cui versa il Partito è necessario un urgente suo recupero. Le feste del Partito nei territori e la Festa Provinciale (settembre) dovranno essere un momento di rilancio dell’immagine e azione del partito.

2) La comunicazione interna ed esterna, la formazione:

Sulla comunicazione va potenziata l’area digitale, il canale internet e social media. Dobbiamo dotarci di una rete organizzata di media-attivisti che sappiano rilanciare e sostenere il valore delle nostre azioni/proposte/denunce. Lo studio come pratica politica, come arricchimento dei quadri politici è fondamentale per tutti noi. Per questo in collaborazione stretta con la struttura Regionale, è necessario programmare momenti di formazione politica permanente, sui temi politici come sulla promozione della conoscenza della teoria marxista.

3) Il lavoro e lotta alla precarietà

Va organizzato l’intervento del partito nel mondo del lavoro e porci l’obiettivo di favorire una nostra presenza diretta negli ambiti strategici delle industrie, del terziario e del pubblico impiego. In un territorio ormai sconvolto dalle crisi industriali, dalla precarizzazione, dai licenziamenti, occorre aprire una riflessione articolata e non episodica in una “Conferenza sul Lavoro”. Centrale nella conferenza sarà lo sviluppo dell’analisi delle trasformazioni della rivoluzione industriale 4.0, dell’economia digitale, la riduzione dell’orario di lavoro e di distribuzione dello stesso.

4) legalità e lotta alle mafie

Il sistema mafioso vive di “opacità”, di contiguità per ricevere appalti come per favori agli “amici degli amici” e si avvale strategicamente del silenzio che anche il centro sinistra spesso decreta con la sua inattività. La nostra dura azione di denuncia deve sapersi unire ai movimenti civili, per allargare il fronte di resistenza democratico e liberare i nostri territori dalla presenza organizzata di “Ndrangheta” e cosche mafiose.

5) Difesa dei beni comuni e del territorio

Dobbiamo sostenere il movimento largo che mette in discussione non solo il forte impatto sull`ambiente, ma anche la gestione delle risorse, il deficitario rapporto costi/benefici, la non democraticità delle scelte. Dobbiamo proseguire l’impegno di un’ampia e articolata rete di relazioni con i movimenti, i comitati e tutte le organizzazioni attive per la difesa del territorio, della mobilità sostenibile, del lavoro e dei beni comuni, a partire dall’acqua pubblica.

6) Difesa della scuola pubblica

La nostra scuola pubblica vive il dramma più grande della sua storia moderna ed è in forse lo stesso concetto di scuola universale. Da scuola pubblica di eccellenza, oggi si combatte una strenua e giornaliera lotta per la sopravvivenza. Il nostro obiettivo è di contribuire a riannodare le fila di un pensiero alto della funzione dell’insegnamento e del ruolo della scuola pubblica nella società, unendo le rivendicazioni studentesche al necessario riscatto di un corpo docente precarizzato e demotivato.

7) Economia socio-solidale, consumo sostenibili, pratiche sociali di mutualismo.

Sul terreno delle pratiche sociali mutualistiche, che fino ad oggi sono state lasciate allo spontaneismo e al volontarismo, è necessario avviare un salto di qualità avviando un coordinamento e la centralizzazione di alcuni aspetti organizzativi. Bisogna far tesoro di quanto propone la RAP (Rete di Autorganizzazione Popolare) costituendola anche a Milano e valorizzare le nostre esperienze milanesi in termini di mutualismo e autorganizzazione come GAP e Arancia Metalmeccanica.

8)  Lotta per il diritto alla casa.  

Sul terreno della riqualificazione degli spazi urbani e delle periferie e dell’esigenza drammatica di nuove abitazioni. Rinnovare la proroga di tutti gli sfratti, individuare risorse economiche per il sostegno all’affitto, promuovere una nuova edilizia pubblica e il pieno utilizzo di tutte le strutture pubbliche vuote ed abbandonate. La lotta per il diritto alla casa deve sapersi saldare alla lotta contro il degrado dei quartieri popolari e degli spazi pubblici.

9) Difesa della democrazia, antifascismo, antirazzismo.

L’emergenza democratica negli ultimi vent’anni è coincisa con l’attacco continuo allo stato sociale. Antifascismo e antirazzismo sono due facce della stessa medaglia, di un’azione coordinata,  che a partire dai livelli di unità raggiunta con forze politiche, sindacali, associazione  e  movimenti, sappia contendere il terreno alle destre fasciste nei quartieri, nelle scuole e nei luoghi di lavoro.

10) Internazionalismo, comunità migranti, lotta al razzismo.

Il nostro internazionalismo, si deve legare strettamente con lo sviluppo delle relazioni estere, i rapporti con le strutture consolari e lo sviluppo di collaborazioni con le comunità migranti presenti nel nostro territorio. Insieme a queste il sostegno allo sviluppo del movimento “Nessuna persona è illegale”, al  mantenimento della rete costruita e l’azione per una battaglia culturale e sociale  continuativa che fa dell’antirazzismo il punto fondamentale.

11) La sanità lombarda:

Partiamo da un deficit significativo di intervento sui temi del diritto alla salute. Và costruito un nostro programma di lavoro e di proposta, connettendoci con le reti sociali già esistenti ed organizzando già nella primavera del 2017, un seminario interno formativo e preliminare dei nostri compagni/e.

Milano, 04 maggio 2017

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