Dopo Basf e Flint, a Cinisello Balsamo si continua a licenziare.

Oggi 22 maggio una delegazione del circolo del Partito della Rifondazione Comunista si è recata al picchetto del primo giorno di sciopero della conceria Motta, una realtà produttiva centenaria di Cinisello Balsamo, il cui futuro sembra incerto.

Dopo anni di licenziamenti individuali ingiustificati e successivi reintegri, dopo il progressivo abbandono degli investimenti da parte della proprietà, che ha già acquisito uno stabilimento in Spagna, ora i lavoratori e le lavoratrici di Cinisello Balsamo vivono con la minaccia della chiusura di interi reparti e della perdita di decine di posti di lavoro.

La Motta di Cinisello Balsamo probabilmente diventerà una scatola vuota, grazie alla quale ciò che verrà prodotto in Spagna riceverà le ultime finiture e potrà fregiarsi del marchio “Made in Italy”.

Il declino di quest’azienda, che lavora per i nomi più famosi dell’alta moda, inserito nel declino del tessuto produttivo della città, non può essere pagato dai lavoratori e dalle lavoratrici, la cui dignità vale più della misera buonuscita offerta da Motta.

Siamo complici e solidali con chi sta scioperando per conservare il posto di lavoro e bloccare il trasferimento delle macchine in Spagna. Auspichiamo che l’intera cittadinanza si mobiliti a sostegno  dello sciopero, che proseguirà nei prossimi giorni, perché lo smantellamento delle attività produttive nel nostro territorio è ormai insostenibile.

Silvia Conca Prc Cinisello

Start a Conversation

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *