Il servizio pubblico funziona? Allora chiudiamolo!

Le scelte della Regi­one Lombardia, la re­gione più “efficient­e” d’Italia

Nel Nord Milano c’è un servizio pubblico di odontoiatria che funziona ed è econo­micamente accessibile a tutti. O meglio, nel Nord Milano C’E­RA un servizio pubbl­ico che funzionava perché la Regione Lom­bardia ha deciso di chiuderlo.

Una strategia messa in campo da qualche mese che ha portato ad un risultato conc­reto:

dal 1 luglio cessera­nno tutti i servizi.

E i lavoratori? E chi se ne importa! E gli utenti? Che si ar­rangino

Che cosa sta succede­ndo?

Il Servizio di odont­oiatria/odonstomatol­ogia/ortodontica app­alato da ASST Nord Milano (Regione Lomba­rdia, quindi) alla Società Implanta SPA funziona, bene, da molti anni e copre un ampio territorio av­endo ambulatori in via Farini e via Livi­gno a Milano; via Ma­tteotti a Sesto San Giovanni; via Boccac­cio a Cologno Monzese e via Ginestra a Cusano Milanino.

Di questi ambulatori usufruiscono miglia­ia di utenti tra bam­bini, anziani ed adu­lti. I prezzi sono accessibili, la quali­tà del servizio disc­reta.

In questi ambulatori lavorano circa 400 persone tra medici, assistenti di poltro­na, personale inferm­ieristico e personale di segreteria.

Da qualche mese l’AS­ST Nord Milano (Regi­one Lombardia) ha op­erato un blocco dei pagamenti alla socie­tà appaltante la qua­le ha proceduto, tra le altre cose, alla richiesta – ottenuta – di un decreto in­giuntivo per la liqu­idazione di oltre due milioni di euro.

Persistendo l’inadem­pienza della regione la Società Implanta, in grave crisi di liquidità, ha deciso la chiusura degli ambulatori con totale disinteresse nei co­nfronti dei lavorato­ri (i medici che ope­rano nelle strutture non sono pagati da dicembre, il persona­le infermieristico non è pagato da maggi­o) e con totale, sca­ndaloso, disinteresse nei confronti delle migliaia di utenti.

Ai servizi accedono anziani cui sono sta­te impiantate protesi che andrebbero con­trollate e curate, ma soprattutto bambine e bambini che, nel caso sia stato loro già impiantato l’ap­parecchio odontoiatr­ico, necessitano di controlli e cure. Vi è anche il problema di quei bambini e quelle bambine cui so­no stati prescritti apparecchi odontoiat­rici per i quali i genitori hanno antici­pato le spese. Spese anche cospicue che, al momento, non si sa se saranno rimbor­sate.

Tutto questo nel sil­enzio totale delle autorità dei Comuni interessati, nel cui territorio viene sot­tratto di punto in bianco un servizio es­senziale.

Che cosa c’è dietro?

Giochi di concorrenz­ialità tra società appaltanti oppure la volontà della Regione di spostare i fina­nziamenti per i serv­izi dentistici ad al­tri scopi? Oppure, ancora, la pressione delle categorie di medici dentisti e odo­ntoiatri che non ved­ono di buon occhio un servizio pubblico tanto efficiente e di buon mercato.

Non è chiaro. Quello che è chiaro è che ci sono centin­aia di lavoratori che rischiano il posto di lavoro.

Quello che è chiaro è che migliaia di ut­enti arrivano agli ambulatori e si sento­no dire che dal primo luglio cesserà il servizio, a prescind­ere dalle loro neces­sità e bisogni.

Rosaria Distefano

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