Prof. Vasapollo: “Il Pd smetta di sostenere i fascisti in Venezuela. Poniamo fine a questa vergogna nazionale”

da: l’Antidiplomatico.it

“Il terrorismo mediatico contro il Venezuela è a livelli inauditi. Perchè io professore universitario non posso mai esprimere una voce di dissenso sui media mainstream?”

Con La Stampa, giornale della Fiat, che trasforma in eroe il terrorista che ha lanciato granate contro il Ministero degli Interni e il Tribunale supremo; con il Corriere della Sera e la sempre ben informata, rigorosamente da New York, Giovanna Botteri che parlano di “messa in scena”; con Repubblica che lancia la fake news delle fake news di gas lanciato dentro un camion di studenti arrestati; il livello dell’informazione italiana si dimostra, anche nel caso del Venezuela, di un livello infimo.

Dopo l’attentato terrorista di martedì a Caracas, ha denunciato il neo-ministro degli esteri Venezuelano Moncada, ancora nessuna telefonata di solidarietà dalla Spagna, dall’Italia e dall’Unione Europea, tre dei soggetti maggiormente impegnati con Washington nel supportare quella destra impegnata per l’ennesima volta nella destituzione violenta del paese. Una vergogna assoluta.

Abbiamo nuovamente ascoltato per un punto sulla situazione del Venezuela che resiste da questa nuova aggressione il Prof. Luciano Vasapollo, docente universitario e uno dei massimi conoscitori italiano delle vicende dell’America Latina, in particolare delle rivoluzioni progressiste in corso nel continente.

L’intervista

Una campagna mediatica quella italiana sempre più fuori controllo. E’ possibile arrivare a strumentalizzare il lancio di granate contro il Minsitero degli Interni e il Tribunale supremo?

Si è possibile, come dimostrano i media italiani impegnati in una propaganda costante e giornaliera. Ringrazio l’AntiDiplomatico, Contropiano, Radio città aperta e pochi altri media coraggiosi in questa fase di propaganda di massa che esclude ogni voce di dissenso dal mainstream. E’ chiaramente una lotta impari contro quello che definisco ‘terrorismo pubblico e privato massmediatico’.

Una definizione molto forte?

Utilizzo quest’espressione così forte, anche in modo provocatorio. Ma, se ci pensate, l’obiettivo ultimo di chi crea e diffonde terrorismo è condizionare le scelte delle persone, ad esempio di non andare a teatro, al cinema o all’estero in vacanza. Con la stessa logica agisce anche la propaganda mediatica. L’obiettivo è quello che si abbia paura a parlare di Donbass, Siria o Venezuela al posto di lavoro o nei luoghi sociali se non con la posizione dominante.

Oltre ai media, la politica a senso unico fa la sua parte…

Certo. In Italia, così come nel resto dell’Unione Europea, destra e presunta sinistra sono uguali. Hanno le stesse posizioni su immigrazione, precarizzazione del lavoro, distruzione di diritti e in politica estera sono tutti a favore dell’imperalismo neo-liberista. Sono uguali. L’esempio più incredibile riguarda proprio il Venezuela e le iniziative in comune tra PD e Fratelli d’Italia in giro per l’Italia nella presentazione mano nella mano di un libro, presunto Sacro Graal di quello che sta accadendo in Venezuela. Menzogne contro il governo di Maduro, in realtà, uno dei tanti strumenti dei golpisti che vogliono destituire con la violenza e il terrorismo il legittimo rappresentante del popolo venezuelano che è divenuto un vessillo comune di PD e Fratelli D’Italia. Una vergogna. Ma non è solo il Venezuela. Destra e sinistra liberale hanno le stesse posizioni su Siria, Libia, Donbass. E in politica interna questa comune posizione si registra soprattutto nella repressione del dissenso interno.

Repressione, può essere più chiaro?

Si, ad esempio, ieri è accaduto un fatto vergognoso. Nel Consiglio comunale di MIlano hanno fatto irruzione 30 fascisti di Casapound, mentre fuori l’Usb protestava per la questione migranti. Secondo il racconto di chi era lì la polizia si è spostata di proposito e ha permesso che i manifestanti venissero picchiati. Un nostro compagno, Riccardino, molto noto negli ambienti dei movimenti sociali, ha riportato fratture nello zigomo e sul naso.  Oggi, per fare un altro esempio, nel Tiburtino, storico quartiere rosso di Roma, si permette sempre a Casapound di strumentalizzare la questione dei migranti. Si cerca lo scontro con la cittadinanza del quartiere? Come si fa a permettere una adunanza fascista in una zona proletaria e popolare? Minniti vuole lo scontro non la prevenzione.

Tornando al Venezuela, i media che oscurano la repressione qui, parlano di una brutale in corso nel paese, con il “regime” di Maduro che addirittura, secondo un delirante articolo di Repubblica, trasforma i camion in una “Auschwitz” contro gli studenti?

Siamo ormai oltre il ridicolo. Oltre la post verità. Siamo alla collusione di chiari interessi e progetti politici. E’ il momento che qualcuno risponda a queste semplici domande. Perché la stampa democratica non racconta delle violenze e del terrorismo quotidiano dell’estrema destra venezuelana? Il terrorismo mediatico che interessi ha? Quelle che un tempo si chiamavano le sette sorelle, le grandi multinazionali dell’energia, che vogliono riprendersi il petrolio venezuelano stanno finanziando i giornali? Che interessi perseguono questi media nel raccontare le menzogne quotidiane che ci propinano? Arrivano dei soldi?

Le esperienze di Iraq, Libia e Siria offrono un terreno di confronto con quello che sta accadendo in Venezuela. Si vuole creare anche di Maduro l’immagine di un nuovo Hitler da abbattere?

Si, esattamente questo. Maduro il nuovo Hitler è il nuovo ordine partito per i media di regime e l’articolo di Repubblica di oggi lo dimostra. E’ vero. E’ lo stesso identico copione che è già stato utilizzato tante volte nel recente passato da chi poi ha utilizzato lo strumento della “guerra umanitaria” per distruggere tutti quei paesi che si stavano opponendo alle logiche dell’imperialismo. Quello che vorrei dire a questi signori che oggi insultano la loro intelligenza con quello che scrivono e raccontano sul Venezuela è questo: non vi  bastano 20 elezioni dal 1999, 18 vinte dalla rivoluzione bolivariana. Non vi bastano un governo democratico, popolare, progressista e un processo che ha fatto dell’uguaglianza sociale e della redistribuzione il suo cavallo di battaglia. Non vi basta aver dato un nome, dignità, istruzione e sanità a milioni di cittadini venezuelani che prima semplicemente non esistevano. Non vi basta che in questi anni la rivoluzione bolivariana, mentre qui ci disperiamo e respingiamo poche migliaia di disperati che scappano dalle nostre guerre, ha accolto e dato gli stessi diritti a sei milioni di colombiani. Non vi basta solo perché il Venezuela è il primo paese al mondo per riserve di petrolio e secondo le ultime statistiche anche di oro?  Maduro, in questo mondo al contrario creato dalle menzogne mediatiche, è il nuovo Hitler. I fascisti golpisti sono “manifestanti pacifici” che lottano per la libertà. Benvenuti nel mondo di Repubblica e del PD.

Sui morti nelle manifestazioni in Venezuela, i giornali italiani, riprendendo le fonti della destra venezuelana, parlano di “massacro in corso”. Queste dichiarazioni aiutano poi le ingerenze della politica. Come si rompe questo circolo vizioso?

Sulla questione dei morti, come è stato nel 2014, il precedente tentativo di destituzione violenta del governo di Maduro, la stragrande maggioranza sono da addebitare alle azioni di terrorismo dell’opposizione. Delle 80 circa dall’inizio della sommossa violenta dell’opposizione, 62 sono imputabili direttamente ai terroristi, chi li chiama in altro modo mente sapendo di mentire. Come i terroristi dell’Isis che si fanno saltare in aria o utilizzano camion per uccidere civili, i terroristi della destra venezuelana bloccano strade, fanno saltare con cavi elettrici chi passa con le moto, impediscono alle ambulanze di arrivare in ospedale, danno fuoco a chi professa un’idea politica diversa o ha un colore differente dai ricchi, uccidono ogni giorno. Per la stampa occidentale poi questi morti sono da imputare al “regime” in uno dei stupri di verità più grandi della storia recente. Ci sono 7 casi di morti imputabili direttamente all’azione della polizia e gli ufficiali coinvolti sono subito stati arrestati. Perché qui non si sa, ma in Venezuela ogni agente della polizia è immediatamente identificabile con il nome che deve essere sempre ben in evidenza nella divisa e nessuno delle forze dell’ordine può girare armato. Ogni abuso viene immediatamente punito. Il resto delle morti sono di persone che non partecipavano alle manifestazioni e sono state strumentalizzate dall’opposizione.

Propaganda mediatica….

Si esattamente questo. Fonti della destra, video di fascisti su twitter che diventano la notizia di Repubblica e di tutti gli altri giornali. E’ una vergogna quello che sta accadendo. Esistono giornalisti italiani che vogliono fare bene la loro professione? Bene mi spieghino perché i media italiani non mostrano gli assedi a edifici pubblici, a ospedali infantili, a camion di alimenti? Perché i media italiani non mostrano l’arruolamento per le violenze di bambini da parte dell’opposizione in cambio di denaro? Perché i media italiani non mostrano le mitragliette, le armi in possesso da questi “manifestanti pacifici”? Perché i media italiani non dichiarano, invece di trasformarlo addirittura in eroe, che il terrorista che con un elicottero ha lanciato granate e sparato contro ministero degli interni e Corte costituzionale avesse legami diretti con la Cia?

E’ possibile il raffronto di quello che sta accadendo in Venezuela con la situazione del Cile nel 1973?

Assolutamente si. In Venezuela, come nel Cile del 1973, si tenta di destituire con la forza quello che i “golpe morbidi” come in Brasile e Paraguay non possono ottenere, perché il popolo venezuelano è cosciente del potere che la Costituzione del 1999 gl’ha conferito. Si stanno quindi creando le condizioni di un rovesciamento come nel caso di Gheddafi e Saddam. Con una differenza: mentre quest’ultimi avevano stretto alleanze con l’imperialismo e poi sono stati cacciati con la violenza quando hanno detto no, Maduro e Chavez prima di lui non sono mai stati amici dell’imperialismo. Hanno iniziato un processo che come ogni azione umana ha molti limiti e errori, è chiaro, ma che ha cambiato volto per sempre all’America Latina e dato una speranza al mondo di una possibile alternativa alle barbarie del neo-liberismo. La rendita petrolifera per le missioni sociali, questo è quello che per i padroni del mondo non è tollerabile. Aver dato ai poveri una vita degna e tolto ai ricchi parte del loro superfluo non viene accettato.
Come marxista è facile per me spiegare tutto questo con la lotta di classe. Come fu per il Cile di Allende nel 1973, in Venezuela è in corso una lotta di classe. E qui vorrei che fosse chiaro a tutti un punto: Con chi sta il Pd, Repubblica e Gentiloni? Anche alla luce della politica razzista e infame di un altro idolo della “sinistra” Macron, non possiamo non dire che oggi il PD e i suoi similari in Europa stanno dalla parte della borghesia transnazionale, delle multinazionali, dell’imperialismo. Lo dimostra senza nessuna possibilità di smentita il caso del Venezuela.

Nel 1973, per continuare il raffronto e percorrendo un gioco storico forse azzardato, il Pd avrebbe quindi scelto Pinochet e non Allende?

Da materialista storico  so bene che tutte le vicende devono essere sempre rapportate per le fasi in cui si vivono. Ma sì. Vedendo quello che il PD sta facendo a livello politico, leggendo quello che i giornali a lui vicini stanno raccontando del Venezuela, si può dire tranquillamente che, rapportando il tutto al 1973, avrebbero sfruttato lo sciopero dei camionisti e la finta rivolta popolare al soldo della CIA, come emerso pochi anni dopo, per dichiarare “Allende un terrorista che affama il suo popolo”. Per poi, magari, anni dopo, a verità emersa chiaramente, esprimersi su posizioni antifasciste contro il macellaio Pinochet. Troppo tardi, la storia non dimentica. Come non dimenticherà la loro vergognosa azione contro un governo progressista come quello di Maduro.

Le ingerenze del governo italiano e di singoli rappresentanti politici in forze della maggioranza hanno superato il limite consentito dal diritto internazionale. Come li commenta?

Passando sul campo istituzionale perché il PD di fatto è il partito del governo, si sono create le condizioni di una vergogna storica per il nostro paese. Dopo aver avallato il peggior neo-colonialismo e uno dei momenti più tristi di ingerenza negli affari di un altro paese libero e sovrano con la famigerata lettera firmata con il premier di destra Rajoy, Gentiloni si esprima immediatamente a sostegno del governo venenzuelano con la solidarietà a Caracas per l’attacco terrorista subito al Ministero degli interni e Tribunale supremo. Il silenzio italiano è una vergogna. Il silenzio dell’Europa è una vergogna.
Il PD è schierato con la destra, con i golpisti, con i fascisti. Questo è ormai chiaro. Ma gli altri partiti? Prendano posizione ufficiale ora. E’ incredibile per un marxista ateo come me constatare che l’unica figura che oggi rispetti il diritto internazionale, l’autodeterminazione dei popoli e la non ingerenza sia Papa Francesco. In un incontro con tutte le delegazioni diplomatiche dell’America Latina, oggi il Pontefice ha accolto l’Ambasciatore italiano in Venezuela, Jualian Isaias Rodriguez, una figura impegnata nella costruzione della nuova Assemblea Costituente, l’unico progetto in grado di garantire un futuro di pace per il popolo venezuelano. Il Papa ha ribadito anche oggi che al centro debba essere posto il dialogo. Quel dialogo che la destra venezuelana sostenuta dal PD non vuole.

Quindi, che fare?

Vorrei concludere quest’intervista proprio con un appello provocatorio. Vedo sempre una sedicente giornalista che non conosco per particolari meriti, anche se sono decenni che studio a livello accademico l’America Latina, girare tutte le televisioni italiane come se fosse l’Oracolo di Delfi. Vedo la Rai, un servizio pubblico che dipende dai soldi dei contribuenti, inondarci ogni giorno di servizi vergognosi che ricalcano solo le fonti della destra estrema del Venezuela. Bene, essendo un servizio pubblico, chiedo formalmente che a me, o qualcun altro che abbia posizioni diverse da quelle del regime mediatico, possa essere dato spazio per poter raccontare la versione quotidianamente censurata. Chiedo troppo? Non viviamo in un sistema democratico in cui è garantito il pluralismo dell’informazione? Io sono stato decine di volte in Venezuela, ho scritto decine di libri sull’America Latina. Ero a Caracas il 14 aprile del 2013 per l’elezione di Maduro. Ero a Caracas durante il tentativo di golpe violento del febbraio 2014 e ho visto gli incappucciati che girano con le mitragliette che qui destra e sinistra definiscono “manifestanti pacifici”. La mia versione di testimone diretto e professore universitario non interessa alla Rai o dobbiamo iniziare a parlare di censura?

Un’ultimissima domanda su Eurostop. Nato come piattaforma di aggregazione di alcune anime della sinistra, Eurostop domani compirà un importante passo di costruzione di un soggetto politico. Che spazio avrà la politica estera e la difesa dei popoli, come quello venezuelano, in lotta per la sua autodeterminazione, indipendenza e sovranità dall’imperialismo?

Un ruolo assolutamente preponderante. Mi prendo la responsabilità di affermarlo come uno dei fondatori del progetto. Sabato Eurostop, da Movimento inizia, con un’assemblea costituente, un progetto politico al cui interno confluiranno importanti realtà partititiche e di movimenti sociali. Chiaramente maggior spazio è dato alla politica interna, con la lotta alla precarietà alla difesa dei diritti sociali contro le privatizzazioni.
Ma il manifesto si basa su tre No chiari e inequivocabili, che sono tre No se ci pensiamo bene all’imperialismo. No all’euro. No all’Unione europea. No alla Nato. Tre volti di un’unica medaglia, l’imperialismo appunto. In questi tre no c’è l’internazionalismo al centro e il sostegno a tutti i popoli che combattono in questo momento i crimini dell’imperialismo in ogni angolo della terra dal Donbass al Venezuela.

Alessandro Bianchi

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