Pensioni, Prc: «Boeri cambia nome all’Inps per non cambiare politica fallimentare»

COMUNICATO STAMPA
Maurizio Acerbo, segretario nazionale di Rifondazione Comunista – Sinistra Europea, e Roberta Fantozzi, responsabile nazionale Politiche economiche di Rifondazione Comunista – Sinistra Europea, dichiarano:

«Ma perché Boeri esterna su tutto, come fosse il Presidente del Consiglio? Perché magnifica l’abolizione dell’articolo 18, quando è conclamato il fallimento occupazionale del Jobs Act nonostante i circa 18 miliardi di risorse pubbliche per la decontribuzione?

E perché, invece di proporre il cambio di nome dell’INPS, non si preoccupa di chiedere la separazione tra assistenza e previdenza. pretendendo che la prima sia a carico della fiscalità generale? E’ in virtù di questa distorsione tutta italiana che le pensionate e i pensionati di questo paese hanno assegni di miseria e un’età pensionabile altissima.
Dovrebbe essere per primo il Presidente dell’Inps a sollevarla, invece di istituzionalizzarla e lanciarsi su terreni che esulano del tutto dalle proprie competenze.
Tra la tante cose sbagliate, però, una cosa la dice giusta, ed è quella che riguarda i contributi  dei migranti, fondamentali per il nostro sistema di protezione sociale».

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