600 persone si ritrovano a Milano in un caldo afoso a discutere di politica e alternativa

Ai media mainstream che 600 persone si ritrovano a Milano in un caldo afoso a discutere di politica e alternativa, non interessa, troppo impegnati a fare da circo equestre a Renzi alla festa PD milanese. L’Assemblea è stato un evento politico di rilievo. Una buona cosa, con la grande maggioranza degli interventi in sintonia con Montanari nell’indicare cosa vuole dire lavorare “per una sola lista”.

Tre cose: avere un programma di sinistra non di semplice denuncia ma con radicali alternative (es. università gratuita finanziata da una patrimoniale sulle ricchezze), chiudere la stagione del centro sinistra perché questi governi hanno attuato politiche di destra ed il PD ne è l’alfiere, uniti a sinistra non per sè (partito, associazione etc) ma per il popolo, cioè non ci si unisce per il parlamentare da eleggere ma per risolvere le diseguaglianze.

Campo Progressista con Gad Lerner ha detto la sua e ha escluso questa possibilità e non penso che sia stato casuale questo intervento. Ieri infatti veniamo a conoscenza dei lavori in corso per la costruzione di una “cabina di regia”, di incontri con minoranza PD e altri per continuare a coltivare il centro sinistra, di esclusioni a prescindere (SI, l’area del Brancaccio…figurarci i comunisti!), di manifesto 1 luglio etc. Insomma un impianto di centro sinistra senza sinistra. E’ questa l’area del TINA (there is no alternative), legata al concetto mortifero che le battaglie si vincono al centro, incapace di guardare le cose con un impianto socialista (Corbin) e di conseguenza di allearsi con l’area della sinistra radicale.

A Milano ho visto l’esigenza di mettere in discussione le diseguaglianze, di una critica verso il capitalismo globalizzato e di parole nuove e “rivoluzionarie” sul lavoro, la salute e l’istruzione. Un impianto culturale utile per un programma socialista di radicale cambiamento dell’esistente. Quindi si confrontano/scontrano due culture a sinistra: una forte del marketing politico ma ormai perdente in tutta Europa, l’altra nuova che fa i primi passi coalizzativi ma ancora incerta. Da questo confronto/scontro può sorgere un compromesso? Non sò se sarà possibile con i chiari di luna delle “cabine di regia”. Presto capiremo e spero che le tante parole di alternativa sentite a Milano, non siano smentite dall’adagiarsi al marketing politico del “TINA” o peggio ai “tengo famiglia” della rielezione.

Matteo Prencipe
Segretario Prc federazione di Milano

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