Lavoro, “gli incidenti mortali continuano ad aumentare anche nel 2017”. I dati dell’Osservatorio indipendente di Bologna

Dall’inizio dell’anno al 21 agosto 2017 sono diventati 431 sui luoghi di lavoro e oltre 950 con le morti sulle strade e in itinere. Sono i dati sul blog dell’osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro, che monitora tutti i morti sul lavoro e non solo gli assicurati INAIL Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro (clicca qui, per collegarti al blog)

Al 31 luglio 2017 dall’inizio dell’anno sono 399 i morti sui luoghi di lavoro, oltre 900 con le morti sulle strade e in itinere. “Al 31 luglio nel 2016 erano 374 i lavoratori morti per infortuni sui luoghi di lavoro, registriamo un aumento del + 6,3%”, si legge ancora sul blog.
Anche quest’anno, poi, il 31% dei morti sui luoghi di lavoro ha dai 61 anni in su.

“Chi parla di continui cali non spiega agli italiani – viene puntualizzato sul blog – che quelli diffusi dall’INAIL e dai media non sono rappresentativi di tutti i morti sul lavoro. Se si vogliono confrontare con i morti dell’Osservatorio con quelli dell’INAIL occorre fare riferimento ai morti di questo istituto senza il mezzo di trasporto.

Tantissime denunce arrivate all’INAIL per infortuni mortali, che tra l’altro sono parziali e non comprensive di tutte le categorie, l’anno successivo, una volta valutate le cause spariranno dalle statistiche. Mediamente ogni anno sono il 30/40% di tutte le denunce arrivate a questo Istituto dello Stato non vengono riconosciute come infortuni mortali sul lavoro.

Ma quelle denunce non riconosciute, chi riguardano, e perché non sono riconosciute? Parliamo di 400/500 denunce di lavoratori morti per infortuni. E’ un miracolo che fa resuscitare questi morti?”

L’anno scorso in Europa sono stati 10.000 i lavoratori morti mentre andavano o tornavano dal lavoro (indagine europea). Tantissime le donne sovraccaricate sul posto di lavoro, oltre che dal carico famigliare e dai lavori domestici. Quando in itinere sono alla guida di un automobile hanno spesso incidenti anche mortali. Molti infortuni poi non vengono riconosciuti come tali a causa della normativa specifica dell’itinere.

“E quando andate a vedere ogni anno le denunce per infortuni pervenute all’INAIL vi accorgete – si legge ancora sul blog – che poi successivamente non vengono riconosciute come morti sul lavoro mediamente il 30/40% delle denunce per infortuni mortali.

Occorre ricordare che anche quest’anno, come i precedenti, che un lavoratore su cinque muore schiacciato dal trattore che guida. Ma con questa casta parlamentare, nessuno escluso, parlare della vita di chi lavora e come parlare di niente. Le percentuali delle morti nelle varie categorie sono sempre quelle tutti gli anni”.

L’agricoltura ha sempre più del 30% delle morti sul totale, segue l’edilizia che supera ogni anno il 20%. Poi l’industria e l’autotrasporto che si contendono sempre il terzo e quarto posto in questa triste classifica. Ma queste due categorie sono sempre sotto il 10%, nonostante milioni di addetti e questo, “per fortuna, abbiamo ancora sindacati che esercitano controlli sulla Sicurezza”.

Infine, gli stranieri morti per infortuni sui luoghi di lavoro sono in questo momento il 10% sul totale.

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