Nuovo cinema Marconi, 2 milioni e 2 sale per il restyling: slogan o fosse la volta buona?

E’ di questi giorni la notizia di una possibile riapertura del Cinema Marconi; Una struttura totalmente rinnovata e recuperata alla città con un project financing da quasi 2 milioni di euro. Secondo le prime indiscrezioni, il progetto di recupero e riqualificazione del cinema teatro che da 5 anni è in stato di abbandono, prevede la realizzazione di due sale di diversa capienza oltre che di uno spazio riservato ai camerini.

Il proponente è una società finanziaria che girerebbe poi la gestione ad altro soggetto qualificato ed entro fine anno dovrebbe essere pubblicato il bando pubblico. Il recupero di un “centro culturale” è una notizia che ci fa certo piacere; il nostro Partito sosteneva già 5 anni orsono che bisognava intervenire su quella struttura e renderla quanto prima a disposizione della collettività.

Questo nostro proponimento coincise con quello di alcune associazioni cittadine ed insieme venne costituito il comitato “Riapriamo il Marconi”. Questo soggetto 3 anni fa era riuscito a smuovere l’opinione pubblica locale con una raccolta firme con oltre 2.000 firmatari e l’organizzazione di un evento davanti al Pertini che hanno portato l’attuale Amministrazione a ridiscutere il futuro della struttura che sembrava destinata a finire nel piano alienazioni comunali, e promuovere una manifestazione d’interesse.

A tale “bando” il Comitato si è presentato avanzando una proposta progettuale che prevedeva la modularità della struttura per garantirne la polifunzionalità. L’idea di poter combinare questi due aspetti in funzione degli eventi da ospitare al fine di garantire la funzione a piena capienza della struttura era l’elemento qualificante del progetto proposto. In concreto il progetto era articolato in due step; nel primo si sarebbero attuati degli interventi minimi e di messa a norma che avrebbero consentito una rapida riapertura del cinema teatro. L’unica modifica rispetto l’esistente era da sostituire il primo settore di poltroncine dove il pavimento era in piano con delle sedie amovibili in modo tale di poter rendere quello spazio modulare a seconda dell’evento/attività.

In fase successiva si sarebbe poi avviato il secondo step progettuale che avrebbe consentito di aumentare la versatilità e la polifunzionalità della struttura attraverso la possibilità di poter dividere lo spazio interno con delle pareti mobili le quali avrebbero permesso, in base alla programmazione delle attività, sia di avere due sale distinte e sia della sala unica in caso di grandi eventi. Altra modifica a livello strutturale riguardava la messa in piano di una porzione ulteriore di pavimento, oltre a quella già esistente nelle prime file di seggiole e la sostituzione di queste fisse con delle sedie amovibili per potere fruttare al meglio quello spazio per altri tipi di attività, quali mostre, laboratori teatrali, dibattiti.

Per quanto riguarda la capienza si sarebbe passati dai circa 600 posti attuali a poco più di 500 tra posti fissi e mobili, sia nel primo step che nel secondo step a spazi modulari; in configurazione due sale, una avrebbe mantenuto le poltroncine fisse con una capienza di 350 posti. Passando al versante dell’offerta culturale si era pensato di affiancare alla classica programmazione con proiezioni di tipo commerciale tutta un’altra serie di attività in campo cinematografico (essai, rassegne di genere, cortometraggi..), teatrale concedendo l’utilizzo della struttura alle compagnie teatrali del territorio, per la realizzazione di corsi, laboratori, produzione di spettacoli ed infine come spazio a disposizione per le associazioni cittadine per alcune attività.

L’idea era quella di farlo diventare un luogo qualificato che catalizzasse le energie positive e progettuali della città, al fine anche di sperimentare nuove forme di partecipazione ed aggregazione. Un progetto che prevedeva un modello di gestione partecipata, insieme a tutte quelle realtà culturali che avrebbero sostenuto direttamente e concretamente il progetto, nel suo divenire in partnership con l’Amministrazione Comunale.

Seppure il progetto abbia incassato il plauso degli Uffici, il successivo percorso partecipato tra i partecipanti al bando promesso dalla AC non vi è stato seguito in virtù di questioni di tipo economico in capo al principale attore privato e il Comune aveva sin da subito indicato che il progetto sarebbe stato totalmente a carico del proponente. Ora invece si parla di una proposta di project financing da quasi 2 milioni di euro (che potrebbe diventare non a costo zero per le casse pubbliche) che prevede la realizzazione di due sale che non si sa se fisse, come un progetto di anni orsono, quando il cinema era ancora funzionante, o modulari come il progetto sviluppato dal comitato. Che venga fatto un investimento sulla cultura su di uno spazio di proprietà pubblica non può che rallegrarci, ma speriamo che questa sia la volta buona per il Marconi, per chi, come il nostro Partito e le altre Associazioni hanno sempre ritenuto che questo sia uno spazio molto importante per la nostra città e che non si traduca in una proposta “arraffa voti”, come sembrò 5 anni fa a ridosso delle elezioni il progetto della piscina al parco della Costituzione.

Riccardo Pennati

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