Milagro e Santiago, i due casi di repressione che stanno segnando il regime di Macrì in Argentina. Grandi manifestazioni in tutto il Paese il primo settembre. La solidarietà del Prc

Ad un mese della sua scomparsa, migliaia di argentini hanno riempito il primo settembre scorso le strade del paese per reclamare allo Stato la vita del giovane Santiago Maldonado, il cui caso ha scosso l’opinione pubblica, che chiede sapere la verità.

Da Buenos Aires fino alla Patagonia, il grido per Santiago ha caratterizzato le manifestazioni, soprattutto nell’emblematica Plaza de Mayo, testimone della lotta di madri e nonne che nelle oscure epoche dell’ultima dittatura militare in questo paese piansero proprio lì i loro figli scomparsi.

Santiago è scomparso nel corso di alcune operazioni di polizia contro la comunità mapuche in resistenza a Chubut, dove occupano le terre dell’italiano Benetton.

“Dove sta?”, “Vogliamo una risposta subito”, poteva leggersi in vari dei cartelli di organizzazioni politici e sociali, vari sindacati, studenti, maestri, operai e cittadini del comune nella capitale argentina.

Persone arrestate e scomparse, diritti sociali ed umani lesi continuamente sono il biglietto da visita del governo neoliberista Mauricio Macri, che in ultimo ha pensato bene di chiedere lo sfratto per un’associazione storica come quella delle “Madres de Plaza de Mayo”, che hanno incarnato lo spirito del dolore per i 30.000 desaparecidos durante la dittatura argentina.

Da una tribuna installata nella Piazza, ad alcuni passi della Casa Rosada, sede del governo, suo il fratello di Santiago, Sergio, ha preso la parola con la voce quasi rotta dal pianto.

“Ad un mese”, ha detto, “lo Stato continua a negare la sua scomparsa per le mani della gendarmeria. L’unico atto prodotto dalle autorità è stato criticare Santiago, i suoi amici e la mia famiglia, siamo stati maltrattati dalla signora ministra di Sicurezza (Patricia Bullrich) che ha dimostrato di non essere qualificata per questo incarico”.

Il fratello maggiore di Maldonado hah chiesto “un’investigazione seria, che si investighi tutto il personale della gendarmeria che era quel 1º agosto a Cushamen”.

L’altra vicenda di repressione riguarda Milagro Sala. Milagro è indigena, deputata al Palasur e attivista della Tupac Amaru, arrestata il 16 gennaio 2016 nella Provincia di Jujuy nella parte estrema nord-ovest del paese, con l’accusa di “istigazione a delinquere” per aver condotto una protesta pacifica. Detenuta senza processo per più di sei mesi, è stata protagonista di una campagna di solidarietà caratterizzata dall’hastag #libertadporMilagroSala che ha invaso i social.
Oggi Milagro Sala è agli arresti domiciliari grazie alle pressioni di diversi Comitati che, muovendosi unitariamente, hanno ottenuto l’intervento delle Nazioni Unite, che a loro volta ne hanno ritenuto la detenzione arbitraria.

Il Partito della Rifondazione Comunista solidarizza con la famiglia di Santiago, con i democratici argentini, chiede la liberazione immediata di Santiago Maldonado, e che siano individuate le responsabilità politiche ed effettive di chi lo ha detenuto forzatamente.
#dondeestàSantiagoMaldonado #apariciònconvida sono gli hastag che invadono i social network accompagnando la foto di questo giovane ragazzo.

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2 Commenti

  1. cacchio ma che vergogna per rifondazione difendere cause ingiuste, c’e’ una disinformazione sui fatti latini americani incredibile, la sinistra italiana impregnata di ideologia vede tutto cio’ che usa una falcie ed un martello o che si proclama di sinistra per difenderlo a spada tratta, come fa con venezuela ed il suo oppressore dittatore socialista Maduro, ed adesso con Argentina, definendo un governo democratico e progressista come “reggime” oppressore, citando 2 casi bizzarri, santiago maldonato non si sa bene che sia successo, è diventato un caso politico dove l’opposizione populista vorrebbe destabilizzare un governo giocando la carta della scomparsa di questo giovane, peccato che non si hanno prove, e quello di milqgro sala e scandaloso che la si voglia difendere una donna che ha rubato truffato il popolo argentino che sta scontando i domiciliari nella sua villa con piscina, ma perfavore rifondazione comunista è per questo ormai nessuno ti vota.

    1. Caro Pablo,

      No non ci vergognamo affatto a difendere gli oppressi e i bisognosi. Hai ragione, c’e’ una disinformazione (voluta) sui fatti latino-americani incredibile.
      Perchè stampa e televisioni non dicono che nei programmi delle destre latinoamericane, che vediamo applicati nei due grandi paesi in cui sono tornate al governo (Argentina e Brasile), si dispiega un neoliberismo selvaggio ove le oligarchie guidate dai grandi poteri multinazionali vogliono riprendersi tutta la torta. Senza mediazioni e con l’arroganza razzista e neocoloniale che le caratterizza.

      Così come tutti i media occidentali sanno (ma tacciono) che gli Stati Uniti hanno già invaso il Venezuela con i gruppi sovversivi come la NED, che supportano la cosiddetta ‘opposizione democratica’ che cerca in realtà il rovesciamento violento di un governo normalmente eletto: si tratta di un grave crimine del diritto internazionale, di un golpe.

      In quanto al voto…beh del tuo possiamo anche farne a meno

      Un caro saluto
      Prc Cinisello

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