Catalogna: comunicato del Partito Comunista di Spagna

APRIRE UNA VIA INCLUSIVA E PLURALE PER RECUPERARE LA NORMALITÀ DEMOCRATICA IN CATALOGNA E NEL RESTO DELLO STATO

La dichiarazione del Gruppo di Unidos Podemos, è un tentativo riuscito di rompere con la dinamica attuale causata dalla risposta autoritaria con cui il Governo del PP-C’s ( Partido Popular e Ciudadanos) cerca di affrontare la via unilaterale intrapresa dal Governo di Puigdemont e che ci sta praticamente portando a vivere una situazione di eccezione, in cui la libertà d’espressione comincia ad essere gravemente limitata e che può provocare una risposta violenta alla attuale crisi, causando una frattura istituzionale e sociale con conseguenze imprevedibili.

Lo fa da una posizione federalista e repubblicana, che ha criticato il processo unilaterale che promuove il Governo di Catalogna e che non condivide il Referendum del 1º Ottobre, dato che non include tutte le proposte e non si è sviluppato in modo minimamente democratico, ma allo stesso tempo ha criticato il comportamento del Governo del PP, autoritario e incapace di dialogare ed accordare una soluzione politica a questo conflitto.

Perseguitare idee, proibire con violenza la libertà d’espressione, supera i limiti tollerabili da parte delle forze sociali e politiche che difendiamo una democrazia basata sulla pluralità di idee. Quello che il PP sta attaccando non è solo la possibilità che si celebri una consulta, ma anche i pilastri di qualsiasi società democratica e la base della convivenza pacifica.
Pertanto consideriamo sia necessario unire tutte le forze ed energie in una mobilitazione che si prefigga di togliere il PP dal Governo come primo passo per recuperare una normalità democratica ed evitare una rottura sociale violenta. Questa mobilitazione non può aspettare il 2 Ottobre (perché prima possono succedere fatti che rendono irreversibile la frattura civile) e deve inoltre coniugare le domande nazionali con l’esigenza di recuperare i diritti sociali e sindacali, per migliorare le condizioni di lavoro e di vita di milioni di persone.

Per questo consideriamo molto positiva l’iniziativa proposta oggi dal Gruppo Unidos Podemos, che merita tutto il nostro appoggio. Perché crediamo che possa aprire una via per permettere l’incontro di tutte le forze sociali e politiche che riconoscono il diritto del Popolo Catalano ad esprimere democraticamente la sua volontà in un processo democratico e inclusivo. Nello stesso tempo, pensiamo che questa iniziativa non debba rimanere solo nel quadro di azioni istituzionali di rappresentanti pubblici, ma che si debba promuovere una mobilitazione ampia, plurale, decentrata ed unitaria, di forze sociali e politiche dentro e fuori dalla Catalogna.

Una mobilitazione che lanci un messaggio chiaro e pubblico sul fatto che siamo la maggioranza quelli che credono sia necessario un accordo a livello statale per il diritto del Popolo Catalano a decidere, con un referendum democratico e inclusivo. Accordo che diventerà imprescindibile sviluppare a partire dal 2 Ottobre e per il quale il maggior ostacoloè oggi la permanenza del Governo PP-C’s.
19 settembre 2017
José Luis Centella Gómez
Segretario Generale del PCE
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Di fronte a questo nuovo esempio di autoritarismo, con arresti e interventi che si succedono in Catalogna
Sostegno del PCE alle mobilitazioni in difesa delle libertà democratiche e del diritto all’autodeterminazione.
Il PCE ribadisce che la soluzione per recuperare la normalità democratica e per evitare la rottura della convivenza dei cittadini è un accordo tra le amministrazioni che consenta al popolo catalano di votare pacificamente e in completa sicurezza.

Rajoy, con l’aiuto di Ciudadanos sta cercando di dinamitare la convivenza dei cittadini attraverso la creazione di uno stato di emergenza con conseguenze imprevedibili, proprio quando Unidos Podemos propone una via di buon senso per una soluzione concordata alla crisi istituzionale che ha portato lo scontro tra il Governo centrale e quello catalano.

Di fronte a questa nuova dimostrazione di autoritarismo, con arresti e interventi che si verificano in Catalogna, il PCE ribadisce che la soluzione per ripristinare la normalità democratica e evitare la rottura della convivenza pacifica è un accordo tra le amministrazioni per consentire al popolo catalano di votare pacificamente e in completa sicurezza, per decidere sulle differenti forme di organizzarsi come nazione e allo stesso tempo decidere come garantire i diritti sociali e lavorativi che i governi di Rajoy e Puigdemont / Màs hanno rubato dal 2010.
Di conseguenza, il PCE sostiene le mobilizazioni che, in difesa delle libertà democratiche e in difesa del diritto di autodeterminazione, sono convocate in questo senso.

Partido Comunista de España (PCE)
20/09/2017

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