Ritrovato il corpo di Santiago Maldonado

Ritrovato il corpo di Santiago Maldonado. Era a poca distanza dove è stato visto l’ultima volta. Ora la polizia dovrà dare molte spiegazioni. Il comunicato della famiglia: “Eravamo nel giusto a protestare per l’inazione”

E’di Santiago Maldonado il cadavere ritrovato in un fiume a trecento metri dove era stato visto l’ultima volta. L’annuncio è arrivato da un giudice che sta seguendo l’inchiesta. E il fratello di Santiago, Sergio, poi ha confermato. Il 28enne era scomparso il 1° agosto scorso, durante una manifestazione in difesa degli indigeni Mapuche. Ora si aspetta l’esito dell’autopsia. Secondo gli esperti ci vorranno un paio di settimane.

La famiglia e molte associazioni per i diritti umani hanno accusato in queste settimane(circa ottanta giorni) la polizia di quanto accaduto al ragazzo. Alcuni giornali argentini hanno pubblicato le conversazioni telefoniche tra i un comando della gendarmeria e alcuni poliziotti in cui si dava l’ordine di far sparire l’automobile dove Santiago è stato fatto salire dopo il suo arresto. Ora la polizia dovrà spiegare come è stato possibile che dove averlo trattenuto il giovane poi trovasse la morte.

Il governo di Mauricio Macri, è stato accusato dall’opposizione di aver dato poca importanza alla misteriosa sparizione del 28enne o perfino di aver coperto azioni illegali della Gendarmeria. Una manifestazione in favore di Maldonado si era svolta il primo ottobre in Plaza de Mayo a Buenos Aires. Il caso, indicato per la giustizia come “sparizione forzata” , ha mobilitato centinaia di migliaia di persone per le strade di Argentina, un paese particolarmente sensibile alla violenza istituzionale dalle conseguenze terribili lasciati dall’ultima dittatura, durata dal 1976 al 1983. «Dov’è Santiago Maldonado?» è stata la questione che ha attraversato il paese fin dall’inizio.

Questo il comunicato della famiglia

Il corpo trovato nel RÍo Chubut è quello di Santiago.
L’incertezza sulla sua fine è terminata. Il calvario che per la nostra famiglia è iniziato il giorno stesso in cui abbiamo saputo della sua sparizione non terminerà fino a quando sarà fatta Giustizia.
Possiamo dire davvero poco sui nostri sentimenti davanti alla conferma dell’identità di Santiago: questo dolore non conosce parole.
Le circostanze del ritrovamento del corpo ci fanno venire molti dubbi. Crediamo sia il momento di procedere con fermezza nelle indagini e di lasciar lavorare senza pressioni il Giudice Lleral. Dobbiamo sapere cos’è successo a Santiago e chi sono i responsabili della sua morte. Tutti. Non solo quelli che gli hanno tolto la vita ma anche quelli che, per le loro azioni o omissioni, hanno collaborato nell’occultamento e hanno pregiudicato il processo di ricerca.

Eravamo nel giusto a protestare per la inazione, l’inefficacia e la parzialità del precedente giudice nell’iter della causa. Continua a risultarci inspiegabile il rifiuto del Governo Nazionale dinanzi alla proposta di collaborazione di esperti dell’ONU, di comprovata esperienza internazionale. Nessuno potrà toglierci dalla testa che si sarebbe potuto fare molto di più e molto prima.
Ai mezzi di comunicazione, alle organizzazioni sociali, dei diritti umani, di categoria, alle persone che ci hanno accompagnato nelle marce per Santiago, chiediamo che continuino a rivendicare Giustizia, con più forza che mai e in pace. Alle forze politiche, che facciano il maggior sforzo possibileper appoggiare e garantire tutte le azioni che ci aiutino a trovare la Verità e a ottenere Giustizia.

La morte di Santiago non deve essere motivo di divisioni o di battaglie interessate. Nessuno può accampare diritti sul dolore di questa famiglia, per la quale chiediamo rispetto. Per Santiago, per noi.

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