Antonio Fuda-Prc “il diritto all’abitare”

Intervento all’assemblea “ImmaginiAmo la città giusta” del 15 novembre 2017

Sono un militante di rifondazione comunista, ma ho sempre praticato la politica anche a fianco delle associazioni; dei movimenti; dei comitati……    Insomma ho cercato (e cerco) di dare il mio contributo dove c’è più bisogno.

Voglio dire subito che sono contento del fatto che si stia tentando di mettere in piedi una lista unitaria, di sinistra e di alternativa al PD, per le prossime elezioni a Cinisello, che spero sia in grado di aggregare coloro che si sono autoesclusi e che sia in grado di offrire a tutti la possibilità di essere protagonisti e di riappropriarsi della politica più nobile e non più quella ignobile che ci ha accompagnato in questi ultimi anni.

Cinisello è una città che ancora conserva un atteggiamento sociale per via del fatto che c’è ancora un pò di impegno aggregativo attraverso l’associazionismo, anche se, purtroppo, molte associazioni non agiscono più in autonomia politica, ma, forse per mancanza di stimoli a sinistra, esse si limitano a gestire situazioni già decisi da altri. In sostanza, questo atteggiamento di “quieto vivere”, le fa apparire come supporto delle amministrazioni, guadagnandoci in ritorno di immagine che gli consente di sopravvivere a se stesse.

Ecco, secondo il mio modo di vedere, questo è il tipo di attività aggregativa che più contrasta col mondo della socialità e della partecipazione alla vita politica cittadina (soprattutto, poi, se la città ha una tradizione di sinistra e partecipativa nei suoi abitanti come lo è Cinisello).

Tuttavia, credo sia necessario interloquire anche col mondo associativo, perché sono luoghi dove la sensibilità sociale può ancora tramutarsi in intervento politico.

Io credo che la partecipazione politica deve essere un fattore stimolante e coinvolgente. riconoscendo e valorizzando le singole esperienze fatte sul territorio e magari, fornendo anche strumenti affinché ciascuno possa concretizzare propri progetti di utilità sociale e collettiva.

Personalmente, in questo momento sto dando il mio contributo dentro un movimento che lotta per il diritto all’abitare. Un diritto che ormai viene negato completamente solo per il fatto che si è poveri. Il numero delle persone in povertà, a Cinisello, nel corso di questi anni di crisi si è moltiplicato a dismisura.

La perdita del posto di lavoro (unica fonte di reddito di moltissime famiglie) equivale alla impossibilità economica di onorare un canone di affitto o di pagare un mutuo, che molti hanno acceso per l’acquisto della casa.

Questo ha fatto si che Cinisello rientri negativamente tra le città a più alto numero di sfratti esecutivi per morosità incolpevole.

In questo contesto, il comune non è stato all’altezza della situazione, non ha saputo

(o voluto) gestire una fase emergenziale che richiedeva un serio e deciso intervento politico di qualità.

Le graduatorie ERP per l’assegnazione di un alloggio pubblico, vantano oltre un migliaio di famiglie iscritte a fronte di 20/25 assegnazioni all’anno. Mentre verifichiamo che in città esistono almeno 5 mila case sfitte (di cui, per la grandissima parte appartenenti a agenzie immobiliari; cooperative; fondazioni…..).

Come immagino saprete, a Cinisello esiste da due anni e mezzo uno spazio occupato, gestito dal movimento casa. Ebbene, questa è l’unica struttura d’emergenza nella quale circa 70 persone (di cui 30 bambini) hanno trovato un tetto dopo aver subito lo sfratto.  Inoltre sappiamo di moltissime famiglie residenti nel nostro comune, che vivono per strada; in auto o presso amici o parenti.

Non essendoci alloggi pubblici sufficienti (vedi politiche abitative tutte incentrate sulle coop o sull’iniziativa privata) il comune interviene con contributi in denaro (quando c’è disponibilità) alla condizione che queste persone non pretendano più nulla.

Gli viene offerta anche la possibilità di stipulare un contratto a canone concordato, però deve essere la famiglia sfrattata a trovarsi un locatore, sapendo che non c’è nessun proprietario o immobiliare, o cooperativa, disposti ad affittare se non vengono esibite almeno due buste paga.

Dunque, il comune se la sta cavando cosi, cioè, sceglie la strada più breve e più semplice, senza ragionare sul come muoversi per tamponare questa emergenza.

Io credo che se veramente questo nuovo soggetto politico, vorrà essere di alternativa al PD e alle destre, dovrà necessariamente passare anche per questo argomento. Ma dovrà affrontarlo attivando una politica sociale degna, affinché nessuno debba rimanere senza casa.

Deve attivare tutto ciò che è nel suo potere politico per garantire a ogni residente la possibilità di superare un eventuale momento di povertà, senza dover subire angherie e ricatti di ogni sorta.

Naturalmente non sto parlando di mero assistenzialismo ma di un sistema che dia un senso all’agire politico puntando a riconsiderare ciò che spinge ciascuno di noi a occuparsi di politica sociale.

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