La legge popolare per abolire il pareggio di bilancio depositata ieri in Cassazione

A un anno dal “No”, i Comitati contro il nuovo art. 81

Ieri ricorreva il primo anniversario della vittoria del No nel referendum costituzionale. Un avvenimento politico decisivo che il Coordinamento per la democrazia costituzionale, erede del Comitato per il No, ha celebrato e rilanciato depositando in Cassazione il testo della proposta di legge costituzionale di iniziativa popolare per abolire l’obbligo del “pareggio di bilancio”.

La norma è stata introdotta in Costituzione dal governo Monti con l’appoggio della quasi totalità del Parlamento, sotto la pressione dell’Ue e dei mercati finanziari che pretendevano politiche di austerità, condizione perché venisse rifinanziato il debito pubblico italiano.

L’impegno, spiegano per i promotori gli ex parlamentari Massimo Villone e Alfiero Grandi “è quello di far sì che il prossimo Parlamento cancelli l’articolo 81 targato Monti per ripristinare il testo del 1947 che lasciava alla responsabilità del legislatore le decisioni delle politiche di bilancio, oggi nelle mani dei tecnocrati dell’Ue, per introdurre il rispetto dei diritti fondamentali nell’attuazione delle normative europee”.

L’attività è proseguita con la richiesta di modifica della legge elettorale. “Il Coordinamento – si legge in una nota – è al lavoro per una legge di iniziativa popolare sulla scuola e per preparare i quesiti abrogativi di alcune parti del Rosatellum, mentre il pool di avvocati “anti-italicum” continua l’impegno affinché la legge arrivi davanti alla Corte costituzionale il prima possibile”.

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