Elezione sindaci, presidi sotto le prefetture il 14 e 15 dicembre

Prc aderisce a mobilitazione indetta dalla rete delle Città in comune

ELEZIONE SINDACI – PRC: INACCETTABILE ED ANTICOSTITUZIONALE ELEGGERE “SINDACI DI MINORANZA” AL PRIMO TURNO COL 40% DEI VOTI. ADERIAMO ALLA INIZIATIVA DI LOTTA INDETTA DALLA RETE DELLE “CITTA’ IN COMUNE” E PARTECIPEREMO AI PRESIDI SOTTO LE PREFETTURE PREVISTI PER GIOVEDI’14 e VENERDI’15 DICEMBRE.

Il PRC-SE ha contribuito alla presentazione in tutti i consigli comunali dove siamo presenti, direttamente o con liste di sinistra e civiche alternative al PD, di ordini del giorno contro il tentativo, in atto nella commissione Affari Costituzionali dell Camera, di modificare in senso antidemocratico ed anticostituzionale la legge per l’elezione dei Sindaci e dei Consigli Comunali, prevedendo l’elezione del sindaco al primo turno anche con il 40% più uno dei voti. Il Sindaco di minoranza.

Se questa legge fosse stata in vigore negli ultimi anni, Fassino sarebbe diventato sindaco di Torino al primo turno, senza dover andare al ballottaggio che poi perse, e Accorinti non sarebbe mai diventato sindaco di Messina, solo per ricordare due esempi clamorosi.

Rifondazione Comunista non ha mai condiviso e votato la legge 81/93 (e successive modifiche) per l’elezione diretta dei sindaci, basata su un principio di limitazione della rappresentanza proporzionale con un premio di maggioranza; a maggior ragione oggi denuncia il grave tentativo di modifica con l’abbassamento della soglia per l’elezione del sindaco ed il conseguente aumento del premio di maggioranza.

Invitiamo, per tanto, tutte le nostre federazioni ed i nostri circoli a partecipare alle mobilitazioni sotto le Prefetture, contribuendo attivamente alla loro organizzazione e pubblicizzazione.

Raffaele Tecce

responsabile Enti Locali della segreteria nazionale del PRC SE

COMUNICATO DELLA Rete delle “Città in Comune”

Legge per eleggere i sindaci col 40% dei voti ? La Rete delle Città in Comune: presidi e conferenze stampa giovedì 14 e venerdì 15 dicembre in numerose città italiane. Per dire no ad una proposta che mette sotto scacco la democrazia

12 dicembre –

Presidi e conferenze stampa – giovedì 14 e venerdì 15 dicembre – in numerose città italiane per lanciare la campagna contro la proposta di legge – della maggioranza parlamentare che sostiene il governo – che prevedrebbe di eleggere al primo turno i candidati a sindaco che superino il 40% dei voti. La Rete delle città in Comune lancia questa due giorni solo come primo atto di un’azione diffusa sul territorio e che vedrà l’impegno nei consigli comunali, con la presentazione di ordini del giorno che chiedono al parlamento di ritirare o bocciare la proposta, e altre iniziative a breve scadenza anche fuori dai “palazzi” per sensibilizzare i cittadini su un atto che è un vero e proprio schiaffo alla volontà popolare.

Si istituzionalizzerebbe infatti una sorta di sindaco di “minoranza” che è in palese contrasto con i principi costituzionali dell’uguaglianza del voto, e che per questo proposta che ha gli stessi profili di incostituzionalità di leggi elettorali come i cosiddetti Italicum e Porcellum. Come puntualmente evidenziato dalla Consulta nei sui pronunciamenti in merito. Insomma per interessi e calcoli di parte – in primis del PD – si farebbe spregio delle più basilari regole della democrazia. L’ennesimo tentativo di colpo di mano teso alla “conquista del potere” che è – per i promotori della proposta – l’unica preoccupazione, anche se ciò favorirà ulteriore anti politica, astensionismo, distanza fra cittadini e istituzioni, e indirettamente rigurgiti anti democratici che molti in superficie dicono di voler contrastare. La Rete – fatta di consiglieri comunali e non, rappresentanti di liste di cittadinanza, di sinistra in molti consigli comunali del paese – nel contrastare questo scempio auspica la più ampia condivisione e presa di posizione di tutte quelle realtà e organizzazioni che della difesa della nostra carta costituzionale e di una reale democrazia partecipata hanno fatto la cifra del loro impegno pubblico. Perché questo è l’ennesimo esempio che dimostra quanto i valori democratici non siano dati acquisiti ma vadano quotidianamente difesi. Nell’interesse di tutti, non di una parte.

La Rete delle Città in Comune

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