L’ordinanza contro i poveri di Como : «È il decreto Minniti-Orlando»

«Non ci sarà nessun passo indietro, nessun tentennamento, nessuna cessione ai professionisti del falso buonismo filo immigrazionista ipocrita e peloso». Ieri il deputato leghista Nicola Molteni si è scatenato in difesa dell’ordinanza del sindaco di Como, Mario Landriscina, che vieta – fra le altre cose – di distribuire i pasti a barboni e clochard fino al 10 gennaio. Landriscina, sostenuto da una coalizione di Forza Italia, Lega Nord e Fratelli d’Italia, negli scorsi giorni ha provato a spiegare l’inspiegabile decisione. Ma in queste ore i volontari, applauditi dalla sinistra della città, sono tornati in strada a distribuire bevande calde.

E per il 23 dicembre la rete di associazioni «Como senza frontiere» invita tutti i cittadini a scendere in piazza portando panini, biscotti e tramezzini per un «bivacco solidale». Tornerà nelle strade l’ampio fronte antifascista che lo scorso 9 dicembre si era mobilitato su proposta del Pd in reazione all’irruzione del movimento Veneto fronte skinhead proprio ad una riunione dell’associazione di aiuto ai migranti?

IL FATTO È CHE «l’ordinanza urgente emessa dal sindaco Landriscina «a tutela della vivibilità urbana e del decoro del centro urbano che punisce il mancato rispetto con una sanzione pecuniaria da euro 50 ad euro 300 mendicanti, clochard e persone costrette a vivere in strada è universalmente considerata una misura inconcepibile. Eppure è benedetta dal decreto Minniti-Orlando», spiega Andrea Maestri, di Possibile e oggi nella nuova creatura politica di sinistra Liberi e uguali. Che ieri con Pippo Civati ha annunciato un’interrogazione parlamentare sulla vicenda prima che le camere vengano sciolte (le previsioni dicono che succederà fra il 27 e il 29 dicembre). Maestri oltre ad essere un deputato è un avvocato amministrativista e immigrazionista, patrocinante in Cassazione, ma anche volontario di Avvocato di Strada, associazione onlus che offre tutela legale gratuita alle persone senza dimora.

«L’ORDINANZA, PER QUANTO odiosa, è legittima se per legittimità intendiamo conformità alla legge», dice. «Non fa altro che applicare l’articolo 50 del Testo Unico degli Enti Locali come riscritto dal decreto Minniti – Orlando del 20 febbraio 2017 n. 14». Al momento della traduzione in legge del decreto «decoro urbano» aveva votato no e ne aveva segnalato l’incostituzionalità: «Il decreto Minniti-Orlando dilata in misura abnorme e in modo indeterminato il potere extra ordinem dei sindaci, incidendo su beni di rango costituzionale come la libertà personale e quella di circolazione e discriminando i cittadini in base alle loro condizioni sociali e personali».

MA QUESTA dell’incostituzionalità sarebbe un’altra storia. Per adesso intanto cominciano a fioccare le ordinanze dei sindaci (di destra) basate esattamente su quel decreto. E i militanti del Pd si mobilitano contro un provvedimento firmato da una coppia di ministri dem, uno dei quali addirittura leader della minoranza di sinistra del partito. Che contesta le politiche renziane e ancora ieri, da Napoli, avvertiva il suo partito di «raddrizzare la barra, la linea che in queste ore e in questi giorni sta seguendo il partito porta a una sconfitta». Parlava di banche, ma non di sicurezza e di politiche sociali.

DEL RESTO QUELLO che i democratici di Como contestano al sindaco forzista è proprio la stessa identica cosa che ha fatto Enrico Ioculano, sindaco di Ventimiglia, però del Partito democratico: un’ordinanza emessa nell’estate del 2016 che vietava la somministrazione di cibo e bevande «a persone migranti, senza fissa dimora e in condizioni di necessità», poi revocata dopo la mobilitazione delle associazioni cattoliche, dei No Border e dei volontari accorsi in città a manifestare. Ordinanza emessa in base alla precedente normativa, la Legge Maroni, di cui il provvedimento Minniti-Orlando è figlio anche più esteso e creativo. «La mente del presepe al contrario di Como sono i ministri Minniti e Orlando, esponenti di spicco del Pd, e il braccio è il sindaco Landriscina, a guida di una coalizione tra Forza Italia, Lega e FdI», è la conclusione di Maestri.

Fonte: il manifesto – Autore: Maria Teresa Accardo

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