Il governo italiano tace, in Norvegia invece è stop alle armi agli EAU per timore che possano essere usate nel massacro in Yemen

Nel 2016, le esportazioni norvegesi di armi e munizioni negli Emirati Arabi Uniti, una coalizione guidata dall’Arabia Saudita e sostenuta dagli Stati Uniti, ammontavano a circa 8 milioni di euro. Telesur riporta come il ministero degli Affari esteri abbia annunciato questa settimana la sospensioni di tutte le esportazioni di armi e munizioni agli Emirati Arabi Uniti (EAU) per timore che queste possano essere utilizzate negli attacchi contro lo Yemen.

Gli Emirati Arabi Uniti fanno infatti parte della coalizione militare guidata dall’Arabia Saudita e sostenuta dagli Stati Uniti (USA), che dal 2015 è autrice di indicibile crimini contro l’umanità contro la popolazione yemenita nel tentativo di combattere i cosiddetti ribelli youthi che hanno preso possesso della capitale Sana’a.

Da allora, oltre 10.000 persone sono morte, oltre 3 milioni sono gli sfollati a causa della violenza e, secondo la denuncia dell’Onu, sono migliaia le vittime di epidemie, come il colera, scatenate dalla crisi.

Anche se attualmente non ci sono prove che le munizioni prodotte in Norvegia siano state usate nello Yemen, c’è un rischio crescente in relazione al coinvolgimento degli EAU nel conflitto, ha detto il ministero degli Esteri del paese annunciando la decisione. Comparate ora questa decisione con il silenzio della Farnesina e del governo Gentiloni sul ruolo svolto nel massacro in Yemen. Le nostre armi sono state usate per massacrare i civili yemeniti dal regime saudita come ripetiamo da mesi e come ora scrive il NYT e quindi è divenuta una notizia anche per l’opinione pubblica italiana.

“I permessi di esportazione esistenti sono stati temporaneamente revocati e non verranno rilasciate nuove licenze nelle attuali circostanze”, ha affermato il governo norvegese.

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