Manifestazione Antirazzista per Soumaila Sacko

soumailaSoumalia Sacko è stato assassinato due giorni fa a fucilate vicino alla baraccopoli di San Ferdinando. A pochi mesi dalla tentata strage di Macerata e all’omicidio razzista di Idy Diene a Firenze.

Soumalia Sacko era un lavoratore, un sindacalista che difendeva i braccianti schiavizzati nella piana dei pomodori e per questo è stato assassinato. Chi osa ribellarsi viene assassinato. Grave ed irresponsabile è il silenzio del governo della destra giallo-verde di Lega e M5S.

Non hanno ritenuto di condannare niente, se non oggi in extremis con parole di circostanza nell’intervento di insediamento alla Camere.

Non smetteremo di batterci, contro lo sfruttamento e la schiavitù nascosta, perché forti dell’insegnamento delle lotte bracciantili di ieri, che insegnavano a non togliersi “il cappello” davanti ai caporali e ai padroni e di oggi con l’esempio di Sacko.

Per questo saremo in piazza sabato. No allo sfruttamento, no alla schiavitù.

Segreteria Provinciale del PRC – Milano


Manifestazione Antirazzista per Soumaila Sacko

Hanno ammazzato ancora, uno sparo contro un nero.

Vorrebbero che ci abituassimo a questo macabro tiro a segno che fa da sfondo alla retorica razzista e ci ricorda che non si tratta solo di parole ma di fatti che fanno male: di ingiustizie. Le ingiustizie che si attorcigliano assieme nella storia di Soumalia Sacko e nella storia della Piana di Gioia Tauro. Una terra i cui abitanti subiscono da tempo immemore l’infamia delle ‘ndrine e la fatica di coltivare la terra come braccianti sfruttati. Una terra in cui il colore della pelle è diventato un elemento della gerarchia del lavoro e dove i braccianti africani hanno combattuto molte volte in questi anni contro il caporalato.

Soumalia Sacko era un attivista sindacale, in mezzo ai campi, come tanti altri prima di lui in quelle terre.

La sua morte non ha provocato nessun commento del Ministro del Lavoro, né di quello dell’Interno.

D’altra parte non osiamo pensare quel che avrebbero potuto dire.

Chi soffia sul vento del razzismo, della guerra tra poveri, della restaurazione dei muri e delle frontiere é il mandante morale di ogni crimine a sfondo razziale.

Chi si ricorda di Soumalia Sacko siamo noi, tutti quelli che si ricordano di Jerry Maslo ucciso per punizione, Auro Bruno bruciato dentro a un centro sociale, Abba ucciso a sprangate e tutti coloro a cui hanno sparato negli ultimi anni perché neri e di tutti quelli che sono venuti dopo.

Non smetteremo mai di lottare affinché non accada mai più e per sconfiggere il razzismo lo sfruttamento, la mafia e tutte le ingiustizie che sempre sono intrecciate tra loro.

Non possiamo rimanere indifferenti.

Siamo e saremo sempre dalla parte di chi attraversa il Mediterraneo per cercare rifugio da guerre ed ingiustizie, dalla parte di chi é costretto a vivere all’interno di capanne fatte di lamiere per 2 euro all’ora.

Nessuno spazio a fascismo, razzismo e sessismo!

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