Elezioni in Turchia

PRC: «Nonostante repressione e brogli, la sinistra mantiene presenza parlamentare».

Le elezioni in Turchia si sono svolte in un clima di intimidazione, violenze, accuse di brogli, che ancora una volta hanno evidenziato il dispotismo di Erdogan ed il suo volto repressivo.

Ma i brogli elettorali, la soppressione di molti seggi, e la repressione non sono riusciti a fermare l’ottimo risultato del Partito dei Popoli (HDP), partito della sinistra laica, che raccoglie anche il consenso dei kurdi: L’HDP ha mantenuto la presenza in parlamento, superando lo sbarramento del 10%, con più dell’11% dei consensi. Ciò, nonostante vi siano diversi dirigenti in carcere e fra questi i suoi due Presidenti.

Dai primi calcoli sembrerebbe che circa 70 parlamentari rappresenteranno questa importante forza di pace nelle istituzioni, che si mantiene come il terzo partito, e resta la sola speranza di veder sorgere una Turchia diversa.

Mentre esprime le più vive congratulazioni all’HDP, il Prc non dimentica che il regime ha riservato un trattamento vergognoso anche per gli osservatori internazionali presenti ieri in Turchia. Infatti, nelle ore del voto, sono state fermate 10 persone (di cui 4 italiani/e) che hanno voluto essere presenti nei luoghi in cui più spesso si è impedita qualsiasi forma di democrazia. Donne e uomini accusati di “tentare di manipolare le elezioni” a cui ci sentiamo vicini e che sosterremo in ogni momento.

Chiediamo l’immediata liberazione delle persone fermate, a partire da Cristina Cattafesta del CISDA.

Stefano Galieni (Resp. Pace PRC-SE)
Marco Consolo (Resp. Area Esteri PRC-SE)

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