Salvini al Washington Post si veste da ministro degli Esteri

Salvini al Washington Post si veste da ministro degli Esteri, e fa esplodere guerre diplomatiche, con la Palestina, l’Ucraina, la Ue. Basta, fermatelo! Lo si faccia dimettere.

Dopo aver vestito gli abiti del ministro dell’Interno, delle Infrastrutture, dello sviluppo (del nord), della Marina militare e della Difesa, dell’Agricoltura e delle Politiche europee, Matteo Salvini ha dato un saggio al mondo intero delle sue opinioni da ministro degli Esteri. E le ha sparate grosse, ma davvero grosse.

Ci chiediamo cosa pensino Conte e Moavero delle parole liberamente espresse, ma da bar sport, da Salvini sul mondo al quotidiano Washington Times. Parole che hanno indignato il mondo intero. Le mettiamo in fila per non sbagliare, ma davvero sono pericolose per l’Italia e l’Europa le sue opinioni.

Salvini: “Condivido e apprezzo Trump su Russia e Gerusalemme capitale di Israele” 

Partiamo da Israele. Stupefacente la posizione di Salvini. Quanto al presidente Usa Donald Trump, “apprezzo il fatto che abbia seguito ciò che ha promesso agli elettori, come ha fatto con il riconoscere Gerusalemme come capitale d’Israele. Una decisione su cui sono pienamente d’accordo”. E il riavvicinamento tra gli Usa e la Russia di Putin “è un bene per l’Italia”. Parole pericolosamente impegnative che mettono l’Italia in enorme difficoltà nello scacchiere mediorientale. Chi detta la linea di politica estera sul riconoscimento di Gerusalemme quale capitale dello Stato di Israele, che significherebbe sancire l’apartheid contro il popolo palestinese? E i 5Stelle hanno qualcosa da dire? Intanto, ecco la durissima reazione dell’ambasciatore della Palestina. L’appoggio del ministro dell’Interno, Matteo Salvini, alla decisione del presidente americano, Donald Trump, di trasferire l’ambasciata Usa a Gerusalemme – come da lui dichiarato in un’intervista sul Washington Post – “va contro la pace e contro la giustizia ed è triste che sia un ministro italiano a dichiararlo”, ha affermato l’ambasciatore palestinese in Italia, Mai Alkaila. “Come palestinesi abbiamo pieno diritto sulla nostra terra e nessuno può cancellare questo diritto, né Trump né altri”, ha aggiunto la diplomatica. “E’ triste che un ministro italiano faccia affermazioni del genere perché vanno contro il diritto internazionale che l’Italia ha sempre rispettato”, ha evidenziato Alkaila che promette di “continuare la battaglia per la libertà del popolo palestinese e il riconoscimento dello Stato di Palestina e di Gerusalemme come capitale”.

Salvini: “La Russia ha fatto bene ad annettere la Crimea”. Scoppia la guerra diplomatica con Kiev

E la Russia? L’amata Russia di Salvini? Non c’è dubbio: aveva il diritto di annettere la Crimea perché “c’è stato un referendum, e il 90 per cento della popolazione ha votato per il ritorno nella Federazione russa”. Ed ecco la reazione indignata dell’ambasciata ucraina. “Il ministero degli Affari Esteri d’Ucraina ha recepito con indignazione le dichiarazioni del ministro dell’Interno italiano Matteo Salvini rese in un’intervista al quotidiano The Washington Post, in cui il ministro ha messo in dubbio la sovranità e l’integrità territoriale dell’Ucraina”, si legge in un comunicato diffuso dall’ambasciata ucraina in Italia. “Condanniamo questa posizione del ministro italiano come non fondata sui fatti reali e in contraddizione con i principi e le norme riconosciuti dal diritto internazionale – si legge nella nota – ci attendiamo che il governo italiano ancora una volta condanni l’aggressione russa contro l’Ucraina, l’occupazione della Crimea e del Donbas. Siamo convinti che le irresponsabili dichiarazioni di alcuni politici non siano in grado di mettere in dubbio la decisiva posizione della comunità internazionale a sostegno dell’Ucraina nel ripristinare la sua sovranità e l’integrità territoriale”.

Salvini al Washington Post: “piano Marshall per l’Africa per impedire che partano”

Nel colloquio con il quotidiano statunitense, il leader della Lega ha affrontato diversi temi ‘caldi’ che hanno segnato le prime settimane del nuovo governo. Dall’immigrazione e dalla battaglia all’interno dell’Unione europea per una equa suddivisione delle quote di migranti in arrivo: “L’Europa ha realizzato che l’Italia ha fatto molto, forse troppo. Ho spiegato ai miei colleghi francesi e tedeschi che non possiamo prenderne più”. “L’obiettivo finale non è distribuire migranti tra tutti i paesi europei, ma impedire che partano dall’Africa e entrino in Europa”, ha spiegato Salvini sottolineando che serve “un piano Marshall per l’Africa per migliorare le condizioni di vita nei paesi di origine”. Salvini ha ricordato che “l’Ue ha dato fondi per 6 miliardi alla Turchia, e solo 500 milioni all’Africa” e quindi “la nostra lotta sarà per spendere di più in Africa”. Salvini ha assicurato inoltre di essere sulla stessa linea con il premier Giuseppe Conte, “i nostri toni sono diversi, ma abbiamo la stessa posizione” sugli sbarchi.

La replica critica a Salvini e al governo sulle politiche dell’accoglienza da parte degli ambasciatori della Ue

Ed ecco la replica a Salvini dalla Ue, attraverso la riunione tecnica degli ambasciatori. L’Ue apre a una revisione strategica della missione Sophia ma respinge la richiesta italiana di cambiare immediatamente il piano operativo che individua, tra l’altro, i porti di sbarco. Questo è quanto trapelato dalla riunione degli ambasciatori dell’Unione europea nel Comitato politico e di sicurezza (Cops), che si è tenuta a Bruxelles. Non è stata gradita, inoltre, la richiesta italiana decisamente politica ma posta in una sede tecnica, quella degli ambasciatori. Molti hanno considerato “una forma di ricatto” la minaccia italiana di chiudere i porti alle navi militari. Nel quadro della revisione, da concludere “entro qualche settimana”, si terrà conto in particolare dei nuovi orientamenti espressi dal Consiglio europeo di giugno, soprattutto per quanto riguarda lo sbarco delle persone salvate in mare. La riunione del Cops, cominciata mercoledì e proseguita oggi per l’intera giornata – con non poca tensione – ha raggiunto un’intesa, riferiscono ancora le fonti, alla luce di una condivisa consapevolezza delle posizioni espresse dall’Italia. Il braccio di ferro, tra Commissione e governo italiano, continua anche sulle navi civili e di Frontex. La Commissione europea “è pronta a svolgere pienamente la sua funzione di coordinatrice”, ha scritto il presidente dell’esecutivo comunitario, Jean-Claude Juncker, in una lettera per rispondere alla richiesta del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, di creare una cellula di crisi Ue sugli sbarchi. “Non va però dimenticato che l’Ue non ha competenza per determinare il luogo/porto sicuro da usare per gli sbarchi in seguito a un’operazione di ricerca e salvataggio in mare”, ha precisato.

Erasmo Palazzotto dalla nave di Open arms: “Salvini chieda scusa e si dimetta”

Finito qui? Nemmeno per sogno. Al Washington Post Salvini si è ben guardato di parlare delle bufale sulla vicenda che ha portato alla morte di una donna e del suo bambini per responsabilità della Guardia costiera libica. Glielo ricorda però Erasmo Palazzotto, il deputato di LeU che si trova sulla nave della Ong Open arms che ha raccolto Josefa, la superstite e ha denunciato al mondo la vicenda. “Davanti alle agghiaccianti dichiarazioni del comandante della Guardia Costiera Libica, apparse oggi, che nei fatti conferma la versione di Open Arms ritengo che il Ministro degli Interni italiano debba chiedere ufficialmente scusa alla Ong spagnola e se fossimo in un Paese serio dovrebbe anche rassegnare immediatamente le sue dimissioni”, afferma – come riporta l’ufficio stampa di LeU – Erasmo Palazzotto da bordo della nave Astral di Open Arms, replicando all’intervista del colonnello della Guardia Costiera di Misurata, Tofag Scare, apparsa oggi su La Stampa, dove peraltro conferma che i libici hanno lasciato in mare i due corpi senza vita di una donna e un bambino. “Non è accettabile – prosegue l’esponente di Leu – che davanti ad una tragedia come questa il Ministro degli Interni dia credito a criminali che hanno già fornito 4 versioni diverse sostenendo insieme al Governo italiano che vi era stato un solo intervento di recupero”.

 E Fnsi e Ordine dei giornalisti lo accusano di minare la libertà di espressione querelando Saviano

“Le ‘querele di governo’ annunciate su carta intestata di un ministero rappresentano l’ennesima variante delle aggressioni contro la libertà di informazione e il diritto di critica. Ognuno ha diritto a difendere la sua onorabilità, ma non facendosi scudo del potere e dell’autorità di governo. La querela scagliata da Salvini contro Saviano è ancora più grave perché arriva dopo le polemiche sulla scorta allo scrittore”, sottolineano in una nota la Federazione nazionale della stampa e l’Ordine nazionale dei giornalisti. “Invece della ‘querela di governo’ – affermano Fnsi e Ordine – il ministro avrebbe potuto sollecitare un confronto pubblico ove far valere le sue ragioni in un contraddittorio con Roberto Saviano, da anni nel mirino della mafia e della camorra. Ci auguriamo che dall’interno dello stesso governo vogliano alzarsi voci critiche e autorevoli prese di distanza dalla ‘querela di governo’. Naturalmente questa scelta avrà una sola conseguenza pratica: l’ulteriore discesa dell’Italia in tutte le graduatorie internazionali in materia di libertà di informazione”.

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