Ancora una strage sulle “strade del capolarato”

Dodici migranti morti in provincia di Foggia. Intervista (audio) ad Angelo Leo: “Come quarant’anni fa. Subito un servizio di trasporto pubblico”. Mercoledi due cortei di protesta, uno di Usb e l’alro della Cgil. Prc: “Nessuna fatalità, vittime dello sfruttamento”.

Questa volta le vittime sulle “strade del capolarato” sono dodici. Una vera e propria strage. Un furgone con targa bulgara carico di uomini di nazionalità africana, braccianti agricoli che tornavano dal lavoro nei campi, si è scontrato con un tir.

Del tutto simile a quello di sabato scorso la dinamica dell’impatto. Questa volta la zona è quella di Lesina, in provincia di Foggia. Mercoledì prossimo, 8 agosto, si terrà – con partenza da San Severo e arrivo proprio a Foggia – una “marcia dei berretti rossi”, come i cappellini che i quattro braccianti agricoli morti nell’incidente stradale avvenuto sabato scorso e i quattro feriti indossavano nei campi per proteggersi dal solleone “mentre raccoglievano i pomodori per avere la vergognosa paga di un euro al quintale”.

In questa intervista audio (clicca qui per ascoltare) parla Angelo Leo, oggi sindacalista della Fiom ma in passato autore di un libro sul capolarato. 

L’Unione sindacale di Base domenica ha tenuto una assemblea, alla quale hanno partecipato centinaia di braccianti delle campagne del Foggiano, nell’ex ghetto di Rignano. E’ stato deciso di proclamare uno sciopero per l’intera giornata di mercoledì 8 agosto, in memoria dei quattro compagni di lavoro morti sabato sulla provinciale 105 mentre tornavano dai campi e per rivendicare “diritti e dignità”.

I 12 lavoratori nell’agricoltura morti oggi, durante un incidente stradale che ha dinamiche simili a quello che ha visto morire altri 4 giovani sabato scorso, non hanno perso la vita per fatalità – dichiara Stefano Galieni, responsabile Immigrazione di Rifondazione Comunista – Sinistra Europea -.

Sono vittime del caporalato che perdura, nella Capitanata come in gran parte del paese che odia i migranti ma poi li fa lavorare per 12 ore al giorno a due euro l’ora. Nel paese in cui ci si prepara anche a togliere i pochi argini legislativi, per quanto insufficienti, per combattere lo sfruttamento e debellare una piaga che colpisce lavoratori migranti e italiani, senza distinzione. Il ministro dei Trasporti impegnato a bloccare le navi umanitarie getti lo sguardo sulle condizioni con cui questi uomini e donne vengono condotti al lavoro, il ministro dell’Interno sprechi uno dei suoi tweet sull’istituzionalizzazione dello schiavismo.

Mercoledì 8 agosto Rifondazione Comunista sarà al corteo, già previsto, che partirà la mattina alle 10 da S.Severo, nei pressi dell’ex ghetto di Rignano e indetta dall’Usb e a quello organizzato per il pomeriggio, con partenza da Foggia, dai sindacati confederali e associazionismo. Ci uniamo al lutto delle famiglie e degli amici dell’ennesima strage e continuiamo a restare al fianco di chi resiste”.

Fonte

Comunicato di Rifondazione Comunista

I 12 lavoratori nell’agricoltura morti oggi, durante un incidente stradale che ha dinamiche simili a quello che ha visto morire altri 4 giovani sabato scorso, non hanno perso la vita per fatalità. Sono vittime del caporalato e dello sfruttamento che perdura, nella Capitanata come in gran parte del paese che odia i migranti ma poi li fa lavorare per 12 ore al giorno a due euro l’ora.

Questa è la realtà, non la “pacchia” descritta dal ministro degli interni Salvini nella sua continua campagna razzista. Il governo invece di bloccare le navi umanitarie combatta le condizioni con cui questi uomini e donne vengono sfruttati.

Mercoledì 8 agosto Rifondazione Comunista sarà al corteo, già previsto, che partirà la mattina alle 10 da S.Severo, nei pressi dell’ex ghetto di Rignano e indetta dall’Usb e a quello organizzato per il pomeriggio con partenza da Foggia dai sindacati confederali e associazionismo. Rifondazione Comunista, si unisce al lutto delle famiglie e degli amici dell”ennesima strage e continua a restare al fianco di chi resiste.

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