Svezia, ottima affermazione della sinistra antiliberista

La socialdemocrazia guarda al centro per rimettere insieme i pezzi ma la maggioranza è un rebus.

Lo sfondamento della destra in Svezia non c’è stato e regge – pur perdendo il 3% – il Socialdemokraterna: i socialdemocratici si confermano primo partito svedese con il 28,4% e hanno fatto da argine all’avanzata bruna insieme al Miljöpartiet de gröna (Partito dell’ambiente i verdi), loro alleati nel governo di minoranza (che con il 4,3% hanno superato la soglia del 4% per entrare e in Parlamento) che hanno governato per 4 anni la Svezia con il sostegno esterno del Vänstenparteit (Partito della Sinistra) che mette insieme ex comunisti e sinistra radicale e ambientalista.

La perdita di voti dei socialdemocratici va quasi tutta al Vänstenparteit che passa dal 5,7% al 7,9% grazie a una campagna elettorale forte, internazionalista, ambientalista e contro questa unione europea liberista.

I Partiti borghesi, che speravano di scavalcare la coalizione di governo (che è prima in tutte le contee svedesi meno che a Stoccolma) si fermano tutti insieme al 40,3% e anche qui c’è un travaso di voti tra la formazione più grossa, il Moderaterna (Partito moderato), che perde il 3,5%, fermandosi al 19,8% e non riuscendo a diventare il primo partito svedese. I voti persi vanno in parte ai Democratici Svedesi ma soprattutto ai partner minori della coalizione di centrodestra: il Centerparteit (8,6%), il Kristdemocraterna (6,4%) e il Liberalema (5,5%)
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Anche se Åkesson si è subito affrettato a proclamare: «Noi siamo i grandi vincitori di queste elezioni (…). Eserciteremo una vera influenza sulla politica svedese», il risultato non è certo il successo travolgente che speravano tutta la neo-destra e l’estrema destra nazi-fascista europea: con questi numeri gli Sverigedemokraterna non potranno rovesciare il tavolo come avevano proclamato. Ma il responso delle urne prospetta anche uno stallo: le due storiche coalizioni di centro-destra e di centro sinistra hanno infatti più o meno gli stessi voti e parlamentari, attestandosi entrambe più o meno al 40% (la coalizione rosso-verde è al 40,6%) e separate da 3 decimali e Åkesson cerca di trovare nella destra liberale svedese il corrispettivo del Movimento 5 Stelle in Italia per la Lega: «Sono pronto a parlare, a cooperare, a negoziare con tutti i partiti ma voglio soprattutto invitare a negoziare Ulf Kristersson», il leader sconfitto dei Moderaterna.

Ma anche se qualcuno nella destra liberista sembra disponibile, sarà difficile per il Moderaterna e i suoi alleati europeisti, centristi, liberali e cristiano-sociali accettare di farsi condizionare – anche con un appoggio esterno – da un Partito xenofobo ed anti-europeista che ha tolto loro voti demolendo nelle piazze la concezione liberale della democrazia e del welfare universale che sono il terreno comune tra centro-destra e socialdemocratici, pilastri mai messi in dubbio nemmeno quando la destra liberista ha governato la Svezia.

E forse, in assenza di una chiara legittimità a governare uscita dalle urne, la soluzione potrebbe essere quella avanzata dall’attuale capogruppo socialdemocratico in Parlamento Anders Ygeman: «Siamo pronti a collaborare al di là dei blocchi».

Il primo ministro svedese Stefan Lofven ha detto che intende ‘restare al lavoro’, dopo le elezioni che hanno segnato la peggiore performance del partito socialdemocratico, e invita al dialogo il centrodestra per formare un “governo forte” in grado di arginare gli estremismi. “Il risultato non è ancora chiaro”, ha detto riferendosi alla necessità di cucire alleanze per formare una maggioranza. “Sta ora ai partiti politici cooperare responsabilmente e creare un governo forte”. “Un partito con radici naziste non potrà mai offrire nulla di responsabile”, ha aggiunto.

Fonte

 

 

 

 

 

 

M=Moderati 19,8%  (-3,5%)
C=Partito di Centro 8,6%  (+2,5%)
L=Liberali 5,5%  (stabili)
KD=Cristiano democratici 6,4%  (+1,8%)
S=Socialdemocratici 28,4%  (-2,8%)
V=Vänsterpartiet, il partito di sinistra 7,9%  (+2,2%)
MP=Verdi 4,3%  (-2,4%)
SD=Svedesi democratici, populisti 17,6% degli  (+4,7%)
FI=iniziativa fenninista 0,,4%
ŌVR=1,0%

L’affluenza alle urne è stata del 84,4% degli svedesi, l’1,1% in più del 2014

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