Nobel a Nadia Murad

Un esempio di coraggio e di intelligenza per tutte le donne.

“Da prigioniera dello Stato islamico, torturata, seviziata e stuprata ad ambasciatrice Onu e vincitrice del premio Nobel per la Pace 2018. La straordinaria storia della giovanissima attivista irachena Nadia Murad è un esempio di coraggio e di intelligenza per tutte le donne”. Così la Cgil nazionale, in una nota.

“Oggi venticinquenne, Nadia è una ex schiava sessuale, rapita dai miliziani dell’Isis quando ne aveva diciannove. La sua terribile storia – prosegue – è quella di tante altre bambine, ragazze, donne violentate e abusate dall’Isis, comprate e vendute più volte, vittime di ogni tipo di abuso sessuale, fisico e psicologico”.

“La violenza sulle donne – aggiunge la Cgil – è da sempre la violazione dei diritti umani più diffusa, la più pervasiva e strisciante, definita dal Tribunale dell’Aja un crimine contro l’umanità. Per questo – sottolinea – l’assegnazione del Nobel a Nadia Murad rompe un vergognoso silenzio sullo stupro come arma di guerra, che da sempre rappresenta uno strumento specifico di terrore nei conflitti, ma per secoli omesso dai racconti ufficiali e tacitamente accettato. Nadia è stata la prima a rompere il silenzio, a lei dobbiamo dire grazie”, conclude la nota.

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