Gaza a un passo dalla guerra

Gaza. L’uccisione di sette militanti di Hamas, tra cui un capo militare, da parte di una unità speciale israeliana ha innescato ieri una ondata di lanci di razzi palestinesi e raid aerei israeliani che hanno portato la Striscia sull’uscio di un nuovo ampio conflitto.

Una linea sottile separava ieri sera la Striscia di Gaza da una nuova guerra. Il blitz israeliano di domenica nella zona di Khan Yunis, in cui è stato ucciso un comandante militare di Hamas e altri sei membri del movimento islamico, ha avuto conseguenze inevitabili ed immediate.

Gaza e le vicine città e località israeliane sono piombate in un clima da conflitto. Lanci di razzi palestinesi e attacchi aerei israeliani sono andati avanti per ore prima di lasciare spazio ad una pausa carica di tensione. Benyamin Netanyahu domenica aveva spiegato e difeso, di fronte alle proteste dell’ala più estrema del suo governo di destra, la decisione di permettere a soldi e carburante del Qatar di entrare a Gaza dove due milioni di palestinesi vivono in condizioni a dir poco precarie. Aveva sottolineato la necessità di evitare nuovi conflitti armati. E qualche ora dopo i comandi militari hanno dato il via ad un’operazione in profondità nel territorio palestinese.

Il commando israeliano, a bordo di un’auto e in abiti civili, è entrato nel territorio di Gaza all’altezza di Khan Yunis. L’ala militare di Hamas, Ezzedine al-Qassam, ha riferito che le forze israeliane sotto copertura hanno sparato e ucciso Nour el-Deen Baraka, un comandante di livello medio, responsabile, pare, della costruzione di gallerie sotterranee in quella zona. Le cose per i soldati israeliani non sono andate secondo i piani. La sicurezza di Hamas è molto più efficiente e capillare rispetto a qualche anno fa quando le unità speciali israeliane facevano ciò che volevano riuscendo sempre a far perdere le loro tracce. I membri di Qassam hanno scoperto l’auto e l’hanno inseguita. C’è stato uno scambio di raffiche di mitra durato almeno due ore. I comandi israeliani hanno mettere in atto un piano ampio per tirare fuori da Gaza i mistaravim (così sono chiamati i militari che si travestono da palestinesi) bloccati dai combattenti del movimento islamico. Tre palestinesi e un ufficiale israeliano sono rimasti uccisi nello scontro a fuoco. Altri tre palestinesi sono stati uccisi dall’aviazione israeliana. I comandi israeliani ieri si complimentavano a vicenda per quanto hanno fatto, sottolineando di aver impedito la cattura dei membri dell’unità speciale. Ma per molti minuti a dettare legge sono stati i palestinesi. Solo l’intervento massiccio di aerei, droni ed elicotteri ha permesso la fuga dei soldati. Il capo di stato maggiore Eisenkot ha spiegato il blitz come una «attività operativa». Il portavoce dell’esercito ha aggiunto che l’operazione «non aveva lo scopo di uccidere o di rapire ma solo di rafforzare la sicurezza israeliana» e che la “forza speciale” era impegnata in una missione di intelligence «come tante altre che avvengono e non sono rese note». Hamas invece è sicuro: lo scopo della missione era quello di uccidere o fare prigioniero Baraka e altri palestinesi ma i suoi membri sono stati capaci di evitarlo.

Rabbia ed emozione ieri mattina si sono impadronite delle molte migliaia di palestinesi che hanno preso parte ai funerali dei sette uccisi. Nel pomeriggio è scattata la risposta, attesa da tutti. Da Gaza nel giro di meno di due ore sono partiti circa 200 fra razzi e colpi di mortaio verso Sderot, Shar HaNeghev, Ofakim e tante altre località e centri abitati del sud di Israele con decine di migliaia di abitanti che si precipitavano nei rifugi allertati delle sirene di allarme. Filmati postati sui social hanno mostrato un’ondata di decine di razzi sparati tutti nello stesso momento mentre Hamas, con un suo comunicato, rivendicava l’attacco in risposta ai sette combattenti uccisi. Almeno tre israeliani, rimasti feriti, sono stati trasferiti negli ospedali della zona. Un’abitazione di Sderot è stata avvolta dalle fiamme. Un razzo anticarro ha colpito un autobus israeliano ferendo un passeggero in modo serio. I cacciabombardieri israeliani sono decollati subito per martellare Gaza da nord a sud. Potenti boati hanno rotto il silenzio della sera di Gaza, con la popolazione barricata in casa nel timore di una nuova guerra. Alcune esplosioni hanno danneggiato parti della rete elettrica gettando nel buio intere aree di Gaza dove, è bene ricordarlo, anche senza le bombe la corrente c’è solo poche ore al giorno. Tre palestinesi, due dei quali membri delle Brigate Abu Ali Mustafa, sono stati uccisi. Diversi i feriti. Una notte carica di paura ha fatto da scena ai carri armati e i blindati israeliani che stavano circondando Gaza. Una incerta mediazione egiziana, secondo indiscrezioni, è partita in tarda serata nel tentativo di evitare la guerra.

Fonte: il manifesto

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