Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne

Il 25 novembre è la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne (questo il suo nome completo). Una data scelta non a caso. In questo stesso giorno del 1960, furono uccise le tre sorelle Mirabal, attiviste politiche della Repubblica Dominicana.

È una data importante, per ricordare a tutti che il rispetto è alla base di ogni rapporto e che non possiamo continuare a veder crescere il numero delle donne che subiscono violenza.

La violenza sulle donne ha molti volti; dai reati come la violenza fisica a quella sessuale, lo stupro, senza dimenticare la violenza psicologica.

In Italia e nel mondo subisce violenza, mediamente, una donna su tre dai 15 anni in su. Il timore della violenza è confermato dal dato secondo il quale il 53% di donne in tutta l’Unione Europea afferma di evitare determinati luoghi o situazioni per paura di essere aggredita.

Un atto di violenza contro le donne può accadere ovunque: dentro le mura domestiche, sul posto di lavoro, per strada. Sono spesso i partner o gli ex partner a commettere gli atti più gravi: in Italia sono, infatti, responsabili del 62,7% degli stupri. Una lunga scia di violenza che può culminare con l’estrema conseguenza: il femminicidio. Nel 38% dei casi di omicidi di donne, il responsabile è, ancora una volta, il partner.

In Italia sono già 65 le donne uccise nei primi nove mesi del 2018, con un aumento percentuale del 30% rispetto al 2017.

Un fenomeno che non trova risoluzione e che non accenna ad attenuarsi.

La violenza non rappresenta una questione emergenziale, ma è un fenomeno strutturale che attraversa le nostre esistenze su molti piani. Per questo diventa prioritario trasformare profondamente la società e le nostre vite, una strategia che punta alla prevenzione più che alla repressione.

La violenza è un fenomeno sociale e culturale. Le politiche repressive fondate sull’individuazione di nemici ad hoc, di volta in volta diversi, si sono dimostrate strumentali e, soprattutto, inefficaci.

Lo strumento più importante per prevenire la violenza è la formazione. Per questo rivendicare una scuola laica, antifascista e antissesista è fondamentale.

Nel mondo occorrono cambiamenti culturali per smettere di guardare alle donne come “cittadine di seconda classe”. Dobbiamo creare una cultura di rispetto.

Mentre Il governo Salvini-Di Maio si è fatto portatore di una vera e propria guerra contro le donne, così come il Ddl Pillon, su affido e mantenimento dei figli per difendere la famiglia tradizionale e ristabilire ruoli e gerarchie di genere, nega l’autodeterminazione delle donne.

Non una di meno

24 Novembre 2018 Manifestazione nazionale

Contro la violenza di genere e le politiche
patriarcali e razziste del governo.
Patriarcato e razzismo sono due facce della stessa
medaglia: rifiutiamo la paura, l’odio e la violenza del
decreto Salvini e il Ddl Pillon  non si riforma, si blocca!

Roma ore 14 Piazza della Repubblica

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