L’assurda paura degli altri

di Ermal Meta

Claudio Baglioni è un uomo di buon senso, sui migranti ha detto solo cose giuste e condivisibili. Il suo festival O’Scià a Lampedusa era un modo per fare da ponte fra i popoli del Mediterraneo, che abitano a poche miglia marine dai nostri approdi e dei quali in fondo sappiamo così poco.

Attaccarlo, o strumentalizzarlo, è un errore madornale. È un’assurdità. Stanno usando la paura dell’altro, dei migranti, la sventolano come uno spauracchio. Chi dovrebbe aver timore di 49 persone che per giornni in questa stagione e con questa situazione meteorologica sono a bordo di una nave in balia delle onde?

La politica sfrutta il tema migranti e lo trasforma in un’arma di distrazione di massa. E noi cantanti cosa dovremmo fare? Stare zitti? Quando si avvicinano le elezioni, le richieste di partecipazione sono numerose e continue. Ci chiedono di partecipare, esprimere il nostro pensiero politico. Gli serve. Quando invece parla Baglioni ed esprime il suo pensiero fuori dal coro il ministro dell’Interno lo bacchetta dicendo che di politica si deve occupare chi la fa e non chi canta canzonette…

Ciò di cui tutti, politici e cittadini, dovremmo avere paura non sono i migranti, gente che viene nel nostro Paese per farsi una vita o scappare dalla guerra. Volete sapere di chi e cosa dovremmo avere paura? Del nepotismo, di chi va avanti a forza di mazzette, dei giornalisti che non fanno domande ma accomodano le risposte, della ’ndrangheta, dei ponti che crollano, dei cervelli che scappano all’Italia, degli insegnanti trattati male da un governo che dovrebbe permettere loro di far crescere gli uomini e le donne di domani, delle infiltrazioni mafiose, da Nord a Sud.

E invece no, vogliono spaventarci con 49 disperati in mezzo al mare. Hanno paura del fumo e non del fuoco. Lunga vita a Claudio Baglioni.

L’autore è il vincitore con Fabrizio Moro del Festival di Sanremo 2018 con la canzone “Non mi avete fatto niente”

[testo raccolto da Luca Dondoni]

Fonte: La Stampa del 12-01-2019

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