Il corpo e il binario

Al netto delle strumentalizzazioni di parte, la manifestazione antirazzista di ieri è stata la più grande mobilitazione antigovernativa dallo scossone del 4 marzo 2018.

Le realtà organizzate del corteo, le associazioni, i gruppi, i sindacati, i partiti, sono stati presto sommersi da un oceano di corpi in movimento, che li attraversavano, li superavano, li contaminavano. È dall’agosto scorso, dalle continue mobilitazioni antirazziste degli scorsi mesi e settimane, che era chiaro il sentimento di opposizione che stava nascendo.

È ancora un sentimento, non coscienza di alternativa, ma noi sappiamo quanto conta in politica la necessaria connessione sentimentale, con i corpi e il pensiero di larghe masse.

Nessuno ieri, era all’altezza di dare una rappresentanza politica compiuta a quelle masse, non il PD neo-liberale ancora in cerca di autore, non la sinistra radicale in ricerca continua di un pensiero omogeneo.

La forza dei corpi mobilitati, il pensiero debole della sinistra. Qualcuno riempirà presto questo vuoto.

Una mamma giovane con due figli piccoli sotto il nostro bandierone della pace, alla domanda sul perché fosse lì, mi ha risposto ” Non lo so bene, non ho tempo per manifestare, ma sento che qualche cosa di brutto sta per avvenire e voglio evitare un brutto futuro a loro”.

La mia sinistra radicale, si connetta presto sentimentalmente con questa madre, esca dalle pastoie del rancore, del “ma anche”, dica a lei semplicemente “Segua il binario dell’arcobaleno insieme a noi, la stazione di arrivo la decidiamo insieme, il futuro non è quello di oggi”. Ne guadagneremo in credibilità.

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