La ricchezza globale aumenta e anche i paperoni. Ma l’ineguaglianza è enorme e per i millennial sono guai

La guerra dei dazi fa male, ma non arresta l’espansione della ricchezza mondiale trainata da Stati Uniti e Cina. Che è aumentata del 2,6 per cento, toccando quota 360 mila miliardi di dollari. Tuttavia, la distribuzione di queste risorse finanziare continua a essere poco egualitaria, visto che più della metà degli adulti nel mondo ha un patrimonio netto inferiore ai 10 mila dollari: così quasi l’1 per cento delle persone milionarie possiede collettivamente il 44 per cento della ricchezza globale.

Credit Suisse ha dipinto un quadro esaustivo della ricchezza mondiale e della sua ripartizione nel rapporto Global wealth 2019, arrivato alla sua decima edizione. Gli analisti spiegano che è aumentato il numero di paperoni nel mondo, raggiungendo quota 46,8 milioni a metà del 2019: la maggior parte di loro vive negli Stati Uniti mentre l’Italia ne ha persi 19 mila rispetto al 2018. Ma se si ragiona in termini di ricchezza per adulto, la Svizzera si attesta al primo posto in assoluto con 17.790 dollari, seguita da Usa (11.980 dollari), Giappone (9180 dollari) e Paesi Bassi (9160 dollari).

Gli autori del report evidenziano come la ricchezza continui a essere molto concentrata, nonostante il picco di ineguaglianza sia stato raggiunto nel 2016 e da allora sembra sia cominciato un trend discendente. Una stortura che non si verifica solo tra regioni geografiche e classi sociali, ma che si sviluppa anche tra generazioni all’interno dello stesso paese. In particolare, i millennial sono un gruppo molto svantaggiato rispetto ai baby boomer che li hanno preceduti, e se la passano male non solo per gli effetti della crisi finanziaria ma anche per una serie di difficoltà economiche che caratterizzano l’epoca attuale.

La ricchezza cresce, nonostante tutto

Il valore della ricchezza globale è salito di oltre 9 mila miliardi. Nonostante lo scontro sulle tariffe commerciali, il contributo maggiore a questa crescita lo hanno dato Stati Uniti e Cina, la prima con 3,8 mila miliardi e l’altra con 1,9 mila miliardi di dollari (l’Europa segue al terzo posto, con 1,1 mila miliardi di dollari). In effetti, la guerra dei dazi che il presidente Donald Trump ha ingaggiato con il leader cinese Xi Jinping ha danneggiato le due potenze, gettando ombre sulle loro prospettive di crescita.

Negli Stati Uniti, le tensioni internazionali e l’incertezza ad esse collegata hanno messo i freni all’espansione della ricchezza per individuo, che è aumentata solo del 3 per cento negli ultimi 12 mesi prima della metà del 2019 (nei cinque anni precedenti, il corrispettivo tasso medio era stato del 5 per cento). Tuttavia, il gigante nordamericano è riuscito a fronteggiare queste difficoltà grazie al taglio delle tasse e agli interessi bassi. La Cina, invece, ha attraversato un anno abbastanza complicato a causa dei dazi che hanno colpito le sue esportazioni, con un conseguente rallentamento della crescita economica. Per gli analisti, restano motivo di preoccupazione sia i rapporti commerciali con gli Stati Uniti che i livelli di debito del paese. Ciononostante la ricchezza delle famiglie, che dall’inizio del secolo è cresciuta di 17 volte (da 3,7 mila miliardi a 63,8 mila miliardi di dollari), è tornata ad aumentare dopo gli anni della crisi economica.

Dove vivono i paperoni

Il numero dei milionari nel mondo è cresciuto di 1,1 milioni rispetto al 2018: oltre la metà di questi (657 mila) vivono negli Stati Uniti e si sono andati a unire agli altri 17,9 milioni che risiedono nel Paese. Con questi valori, infatti, il gigante nordamericano si conferma alla guida della classifica degli stati con il maggior numero di paperoni: 18,6 milioni, il 40 per cento del totale mondiale. Al secondo posto c’è la Cina, che con 4,4 milioni di super ricchi sorpassa il Giappone, che ne conta poco più di 3 milioni. Dal lato opposto del ranking c’è l’Australia, che perde 124 mila milionari, seguita da Regno Unito (- 27 mila), Turchia (- 24 mila) e Italia (- 19 mila).

 

 

 

 

 

 

 

Variazione del numero di milionari per paese, 2018/2019 – Credit Suisse

L’ineguale distribuzione della ricchezza mondiale

Anche se la ricchezza per adulto è cresciuta, raggiungendo il nuovo valore record di 70.850 dollari, 2,9 miliardi di persone, vale a dire il 57% della popolazione adulta mondiale, ha un patrimonio netto inferiore ai 10 mila dollari nel 2019. La Svizzera è il paese dove si registra un più alto livello di ricchezza per individuo: qui è pari a 17.790 dolari. Il paese è seguito da Stati Uniti e Giappone. Gli australiani sono quelli che ci hanno perso di più a causa degli effetti del tasso di cambio.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Variazione dei valori relativi alla ricchezza per adulto, 2018/2019 – Credit Suisse

Al contempo, è cresciuto anche il numero di persone che vanta una ricchezza compresa tra i 10 mila e i 100 mila dollari, che ha toccato quota 1,7 miliardi nel 2019: questo dato riflette la crescente prosperità delle economie emergenti, in particolare della Cina, nonché l’espansione del ceto medio nei Paesi in via di sviluppo.

Per gli analisti, a partire dal nuovo secolo le disparità di distribuzione della ricchezza si sono ridotte in quasi tutti i Paesi. Oggi la quota del 90% più povero rappresenta il 18% del patrimonio mondiale, rispetto all’11% del 2000. Ma è prematuro affermare che sia cominciata una fase discendente in questo ambito.

Anche alla luce di questo, gli autori del report mostrano come l’ineguaglianza economica sia evidente anche tra una generazione e l’altra. Più nello specifico, i millennial sono stati molto sfortunati: oltre a essere stati colpiti in giovane età dalla crisi finanziaria, con la recessione e le scarse prospettive di lavoro che ne sono seguite, in molti Paesi i nati tra la fine degli anni ottanta e l’inizio degli anni novanta devono fare oggi i conti con elevati prezzi delle abitazioni, bassi tassi d’interesse e redditi bassi, e hanno quindi maggiori difficoltà ad acquistare immobili o accumulare un patrimonio. Certo, per alcuni di loro c’è l’aiuto dei genitori, il cui sostegno economico e l’eredità permettono di fronteggiare le difficoltà che vivono nel presente. Ma anche questo è fonte di disuguaglianza, perché il lascito ereditario dei familiari avrà un peso maggiore sulla distribuzione della ricchezza in futuro.

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