Categoria: Lavoro

Decreto “Dignità”

di Roberta Fantozzi

«Del tutto insufficiente su contrasto a precarietà e licenziamenti, negativa l’abolizione dello split payment. Su delocalizzazioni si fa quello che proponiamo da anni».

Le misure sul lavoro contenute nel decreto “Dignità” non smantellano il Jobs Act. L’aumento del numero di mensilità che un lavoratore può ricevere come indennizzo per un licenziamento ingiusto è certamente migliorativo della situazione esistente, ma è assai diverso dal diritto ad essere reintegrato nel proprio posto di lavoro come prevedeva l’articolo 18.

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Cgil, non ci lasceremo intimidire da nuovi attacchi neofascisti

Cgil: attacchi neofascisti a nostre sedi, non ci intimidiscono

“Le nostre sedi rappresentano un luogo di risposta individuale e collettiva ai bisogni di tutti i cittadini”

“Una nuova provocazione, un grave attacco nei confronti delle organizzazioni dei lavoratori, che si aggiunge ai precedenti che denunciamo da tempo e che danno il senso del clima minaccioso e intimidatorio che si respira nel nostro Paese”. Così in una nota la segreteria nazionale della Cgil, dopo che questa notte, davanti alle sedi del sindacato di diverse città d’Italia, sono stati affissi manifesti, volantini e striscioni con frasi e immagini a sfondo razzista, omofobo e fascista contro la Cgil e il suo segretario generale.

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Lavoro, a rischio quasi duecentomila posti di lavoro

La Cgil ricorda a Conte il dossier fermo al Mise. I salari italiani sono i più bassi d’Europa e non crescono da quasi 30 anni. Per affrontare seriamente questo tema, però, “bisogna capire che per agire sui salari bisogna muoversi anche sulla qualità e sul modello di lavoro”.

Il governo Conte, dopo la nomina dei viceministri e dei sottosegretari, è ora pienamente operativo e dovrà vedersela con i 162 tavoli di crisi aperti al Ministero dello sviluppo economico, che mettono a rischio ben 180.000 posti di lavoro.

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Tim, una situazione senza sbocco che i lavoratori stanno pagando pesantemente

L’avvio da parte di Tim della procedura di Cigs, cassa integrazione straordinaria, per riorganizzazione per 29.736 lavoratori è l’ulteriore atto di forzatura unilaterale messo in atto dall’azienda. Lo sostengono le segreterie nazionali di Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilcom Uil.

Si tratta di una scelta sbagliata che, oltre a non aiutare a risolvere gli indubbi problemi che vi sono, alimenta un clima di lacerazione con i lavoratori, l’esatto opposto di quello che sarebbe utile per superare le difficoltà indotte da uno scenario difficile e complesso quale è quello in cui si trova a doversi misurare Tim.

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Logistica, parte la lotta alla Fedex contro i massicci licenziamenti dopo l’acquisizione di Tnt

FedEx, il colosso americano delle spedizioni, ha recentemente annunciato un costosissimo programma di acquisto di aerei alimentati con carburanti a basso impatto ambientale. Intanto, in Italia, va avanti un piano di riorganizzazione che prevede il licenziamento per 361 lavoratori, il trasferimento per un altro centinaio di dipendenti e la chiusura di 24 filiali su 34. Tra i centri a rischio ci sono Torgiano in Umbria, Ornago in Lombardia (dove anche Malpensa e Brescia traballano), Settimo Torinese in Piemonte e la Tnt di Empoli in Toscana.

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Lavoro – Acerbo (Prc): “Continua la strage sui luoghi di lavoro. Serve sciopero generale”

«Dopo il gravissimo incidente di Padova alle Acciaierie Venete con 4 lavoratori ustionati, di cui due gravissimi – dichiara Maurizio Acerbo, segretario nazionale di Rifondazione Comunista – Sinistra Europea -, nella giornata di ieri nel cantiere navale di La Spezia un operaio è morto schiacciato da una lastra di acciaio e un altro si trova in gravi condizioni.

Sempre ieri un altro lavoratore di Abano (PD), operatore ecologico, è morto schiacciato da un autobus che sopravveniva durante lo svolgimento delle sue mansioni.

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Incidenti sul lavoro, una strage senza fine

Comunicato stampa

“Dopo gli incidenti mortali di ieri a Fagagna e Terni, oggi è morto sul posto di lavoro un giovane lavoratore di 19 anni nel cantiere della Fincantieri a Monfalcone.

Dall’inizio dell’anno siamo ad oltre 200 vittime, due al giorno. E’ una strage senza fine, una guerra non dichiarata contro le lavoratrici e i lavoratori, una vera e propria mattanza. Del resto in Italia manca ancora un piano nazionale per la sicurezza sul lavoro, un paese, il nostro, in cui si riscontrano ancora limiti inqualificabili, ritardi insopportabili e gravi inadempienze legislative.

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