Categoria: Politica interna

Amnesty International denuncia

“governi europei collusi con le autorità libiche per contenere rifugiati e migranti in Libia”. Tra giugno e luglio 2018, 721 morti in mare.

Il numero di persone che perdono la vita nel Mediterraneo centrale o che sono state rimandate in squallidi centri di detenzione in Libia è aumentato “a seguito delle politiche europee volte a chiudere la rotta del Mediterraneo centrale”, la denuncia arriva da Amnesty International in un nuovo dossier pubblicato mercoledì 8 agosto, in cui l’organizzazione accusa i paesi europei di cospirare con la Libia per contenere gli arrivi in Ue.

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Chiediamo la verità sui respingimenti in Libia

Un gruppo di personalità, attive nella vita culturale, civile e politica: Massimo Villone, Mauro Volpi, Luigi Ferrajoli, Alfiero Grandi, Domenico Gallo, Silvia Manderino, Mauro Beschi, Guido Calvi, Felice Besostri, Livio Pepino, Antonio Esposito, Raniero La Valle, Vincenzo Vita, Luigi De Magistris, Moni Ovadia, Sergio Caserta, Alfonso Gianni, Antonio Pileggi, Giulia Venia, Francesco Baicchi, Elena Coccia, Roberto Lamacchia, Fabio Marcelli, Paolo Solimeno, Leonardo Arnau, Paola Altrui, Elisena Iannuzzelli, Margherita D’Andrea, Tommaso Sodano, Costanza Boccardi, Massimo Angrisano, Antonio Garro tramite l’avv. Danilo Risi hanno presentato un esposto al Procuratore della Repubblica di Napoli intorno alla vicenda della nave “Asso 28”.

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Una questione di classe: perché la flat tax conviene al capitale

La flat tax proposta dal Governo di Lega e Cinque Stelle viene presentata come una grande riforma fiscale che sarà di beneficio a tutti i ceti sociali, compresi quelli meno abbienti.

Essa, in realtà, non farebbe altro che privilegiare una categoria assai ristretta di redditi elevati incrementando quel processo di erosione della progressività delle imposte già in atto da tre decenni.

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«Perché Salvini non fa sgomberare CasaPound?»

di Ruggero Scotti

La lettera del sindaco di Cerveteri, coordinatore del nuovo partito di Pizzarotti, al ministro e alla prima cittadina di Roma ricorda che la sede nazionale dei “fascisti del terzo millennio” è un bene dello stato.

Ieri il sindaco di Cerveteri Alessio Pascucci, coordinatore di «Italia in Comune» – il nuovo partito fondato dal sindaco di Parma, Pizzarotti – ha scritto una lettera al ministro dell’interno Salvini, alla sindaca di Roma Raggi e al prefetto della Capitale Basilone per invitarli a sgomberare, finalmente, la sede nazionale di CasaPound.
«Nella capitale esiste un elenco di immobili occupati stilato con la deliberazione n. 50 del 26 aprile 2016 dal prefetto Tronca.

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Pubblicità reciproca sulla pelle dei migranti: Salvini e Repubblica, due facce della stessa medaglia

 

“Perché una nuova nave Acquarius arriverà presto. E a quel punto si pone una domanda: che fare?”

Subito dopo il noto caso della Ong francese, come AntiDiplomatico avevamo dedicato un approfondimento dal titolo “Acquarius, che fare ora?” raccogliendo una serie di interviste di esperti e amici del sito per orientarci meglio nella sfida epocale che stiamo vivendo. Vi invitiamo a leggere i vari contributi.

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La barbarie di Salvini non ha limiti

Con una circolare blocca il legittimo diritto d’asilo a donne incinte, malati e bambini. Un coro indignato contro di lui.

Una stretta verifica dei requisiti per accedere alla concessione della cosiddetta ‘protezione umanitaria’ chiede il ministro dell’Interno Matteo Salvini con la circolare indirizzata ai prefetti, alla commissione per il diritto d’asilo e ai presidenti delle sezioni territoriali per il riconoscimento della protezione umanitaria. Una sollecitazione che potrebbe comportare di conseguenza un restringimento della concessione di tali permessi, della durata di due anni, rinnovabili, nel momento in cui è accertata la condizione di difficoltà umanitaria. E da una prima lettura a farne maggiormente le spese sono proprio le figure più deboli, come donne incinte, malati e bambini.

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Decreto dignità. Il giudizio della Cgil

Il decreto dignità varato dal Consiglio dei ministri, “pur contenendo misure interessanti e condivisibili, da tempo richieste dalla Cgil, a partire dall’intervento sui tempi determinati, manca di coraggio nell’affrontare, attraverso un intervento organico, un profondo ridisegno delle regole del mercato del lavoro”. Inizia così il commento della Cgil nazionale al testo del decreto dignità, approvato dal governo Conte. Questo, per il sindacato, è “il vero limite” dell’intervento dell’esecutivo.

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