Categoria: Stato sociale

Come si privatizza il servizio sanitario nazionale

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Prima del 1978 c’erano le casse mutue, oggi si torna a un sistema sanitario “corporativo” e non universalistico attraverso il predominio delle assicurazioni che fanno capo al welfare aziendale di dipendenti semi-paganti e alla spartizione dei finanziamenti pubblici in Fondi regionali che aggravano le disparità geografiche. Con la flat tax il rischio del colpo finale.

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La favola brutta della Fornero immutabile e dell’invasione

di Felice Roberto Pizzuti

Non è vero che non si può abbassare l’età pensionabile a 64 anni. Costa 9 e non 18 miliardi. Molti interventi ridurrebbero la precarietà delle nostre vite. E senza mettere in contrapposizione ex giovani e anziani o lavoratori stranieri con italiani. Dagli stranieri 5 miliardi annui di saldo attivo.

Il dibattito economico e politico riporta l’attenzione sulla previdenza, sui suoi bilanci e sulle connessioni con le tendenze demografiche e i flussi migratori.

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Sanità in ginocchio. Cgil, Cisl e Uil scrivono alla ministra Giulia Grillo

Avviare “un confronto costruttivo”.

Cgil, Cisl e Uil hanno chiesto un incontro al ministro della Salute, Giulia Grillo, per avviare “un confronto costruttivo mirato al rafforzamento e al rilancio del Sistema sanitario nazionale universale, equo e solidale”. Le tre confederazioni lo annunciano in una nota unitaria a firma dei segretari confederali Rossana Dettori (Cgil), Ignazio Ganga (Cisl) e Silvana Roseto (Uil).

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Bassi redditi e alta pressione fiscale

Indagine Adoc – al confronto con l’Europa l’Italia è una trincea di povertà.

In Italia i redditi sono più bassi del 24,6% rispetto alla media europea. Sono circa 755 euro in meno che entrano in casa. A dirlo è un’indagine dell’Adoc. L’associazione sottolinea che “le spese mensili di una famiglia italiana raggiungono la cifra media di 1.615 euro, pari al 52,6% del reddito netto disponibile. Un impatto sul reddito più alto del 2,3% rispetto alla media della UE-15, nonostante le spese complessive siano, di media, inferiori del 19,2%, pari ad una differenza di 310 euro”.

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Il welfare urbano, terreno di ricostruzione della sinistra

L’articolo di Veronica Pujia “Il nuovo welfare abitativo lombardo. Opportunità per chi?” apparso su questa stessa rivista on line di Sbilanciamoci merita grande attenzione. E’ infatti un’analisi puntuale e documentatissima sugli effetti della cancellazione delle politiche abitative a sostegno della classi più povere che storicamente si chiamavano “case popolari”.

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Cancellare la legge Fornero è necessario, possibile, urgente!

di Roberta Fantozzi –

Le agenzie di oggi battono la notizia: “La spesa pensionistica dell’Italia è una bomba pronta ad esplodere. Lo scriverà la Commissione europea nel rapporto di primavera Ageing Report 2018”.

E giù con espressioni come “numeri choc”, gobbe previdenziali insostenibile, e ogni altra metafora utile a seminare l’idea che i processi siano fuori controllo, che alle pensioni si debba mettere mano, sì, ma per tagliare ancora… tutto l’armamentario del There Is No Alternative che ci si appresta a dispiegare.

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Riforma sanitaria della Regione Lombardia

Nel numero 2 di Liberetà (periodico dello Spi-Cgil) c’è un articolo a firma Michele Lomonaco in  cui si parla del protocollo d’Intesa con l’agenzia di tutela della salute dell’area metropolitana  in merito alla riforma sanitaria della Regione Lombardia.

A proposito della “presa in carico dei malati cronici” sembra che l’unico problema sia la problematicità relativa ai gestori dato che gran parte dei medici di base non ha aderito alla graduatoria dei gestori (che cattivi!!!!!).

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