Statuto X Congresso

I – L’adesione al Partito

Statuto del Partito
della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea

Preambolo.

Il Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea, con sede in Roma – via degli Scialoja n. 3, e’ libera organizzazione politica della classe operaia, delle lavoratrici e dei lavoratori, delle donne e degli uomini, dei giovani, degli intellettuali, delle precarie e dei precari, delle disoccupate e dei disoccupati dei cittadini tutti, che si uniscono per concorrere alla trasformazione della societa’ capitalista al fine di realizzare la liberazione delle donne e degli uomini attraverso la  costituzione di una società comunista. Per realizzare questo fine il PRC-SE si ispira alle ragioni fondative del socialismo, al pensiero di Carlo Marx. Si propone di innovare la tradizione del movimento operaio, quella delle comuniste e dei comunisti in tutto il novecento a partire dalla Rivoluzione d’Ottobre fino alla contestazione del biennio 68-69 e al suo interno, quella italiana che   muovendo dalla resistenza antifascista ha saputo pur costruire importanti esperienze di lotta, di partecipazione e di democrazia di massa. I comunisti lottano perche‚ in Italia, in Europa, nel Mondo avanzino e si affermino le istanze di libertà dei popoli, di giustizia sociale, di  pace  e  di solidarieta’ internazionali; si impegnano per la salvaguardia  della natura e dell’ambiente; perseguono il superamento del capitalismo e del patriarcato come condizione per costruire una societa’ democratica e socialista di donne e di uomini liberi ed uguali, nella piena valorizzazione della differenza di genere, dei percorsi politici di emancipazione e di libertà delle donne, nonchè in difesa della piena espressione dell’identità e dell’orientamento sessuali e, assumendo la prospettiva femminista, ripudiano ogni forma di violenza  maschile contro le donne, di sessismo, omofobia, transfobia; avversano attivamente l’antisemitismo e ogni forma di razzismo, di  discriminazione, di sfruttamento. Il Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea rigetta così ogni concezione autoritaria e burocratica, stalinista o d’altra matrice, del socialismo e ogni concezione e ogni pratica di relazioni od organizzativa interna al   partito di stampo gerarchico e plebiscitario. E’ consapevole dell’autonomia e della politicità degli organismi e delle associazioni della sinistra alternativa e dei movimenti anticapitalistici:  con i quali quindi collabora e si confronta alla pari, ed ai quali partecipano i propri militanti in modalita’ democratica e non settaria. Il Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea agisce per la reciproca solidarietà e la collaborazione tra le forze politiche e i movimenti anticapitalistici di tutto il mondo e coopera alle iniziative che tendono a raccoglierli e a costituirli in schieramento contro la globalizzazione capitalistica e tutte le manifestazioni dell’imperialismo. E in sede, specificamente, di Unione europea esso agisce per la costruzione di relazioni strutturate permanenti tra i partiti della sinistra antagonista, comunisti e d’altra matrice, e per l’associazione a questa costruzione dei movimenti e delle associazioni della sinistra della società civile.  E’ in questa generale prospettiva che il Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea propone al complesso delle culture e dei soggetti critici e anticapitalistici gli obiettivi di un nuovo partito comunista di massa, di un nuovo movimento operaio e di un nuovo schieramento politico di alternativa.

Art. 1.

  1. Il partito favorisce l’adesione alla sua organizzazione che avviene mediante l’iscrizione.
  2. Possono iscriversi al partito coloro che hanno compiuto il quattordicesimo anno di età e che, indipendentemente dalla nazionalità, e dalla confessione od opinione religiosa, ne condividono il programma e i valori di riferimento.

Art. 2.

  1. La domanda di prima iscrizione e’ rivolta, anche con strumenti telematici, al direttivo del  circolo  territoriale  del  comune  o quartiere di residenza o al circolo di lavoro, di studio  o  tematico ove si svolge la propria attivita’.
  2. Qualora nel comune in cui si svolge la prevalente attivita’ di lavoro, studio o  sociale  non  esista  un   circolo   tematico   o territoriale, e’ data la possibilita’ all’interessata/o di  rivolgere domanda al circolo territoriale piu’  vicino  diverso  da  quello  di residenza.
  3. Il rifiuto  di  prima  iscrizione  deve  essere  motivato  e comunicato  per  iscritto  all’interessato/a  entro  un  mese   dalla domanda. Contro il rifiuto e’ ammesso il ricorso  agli  organismi  di garanzia che sono tenuti a  deliberare  entro  un  mese.  Qualora  il collegio  di  garanzia  riconosca  il   diritto   dell’interessato/a, provvede alla consegna della tessera.
  4. La compagna/Il compagno iscritta/o ha diritto a ricevere  la tessera per gli anni successivi alla prima iscrizione; in tal caso la consegna  della  tessera  e’  atto  dovuto  e  puo’  avvenire   anche attraverso strumenti telematici.
  5. L’atto di iscrizione si  perfeziona  in  ogni  caso  con  il regolare pagamento della tessera  al  circolo.  Il  segretario/a  del circolo  deve  firmare  la  tessera  e  curarne   la   consegna.   Il segretario/a del circolo è altresì responsabile del corretto  invio dei tagliandi di controllo e delle quote del  tesseramento  spettanti alle diverse istanze.

Art. 3.

  1. Non è ammessa la contemporanea iscrizione al partito  e  ad altra organizzazione partitica. E’ fatta eccezione per  le/gli straniere/i residenti in Italia e  per  le/gli  italiane/i  residenti all’estero  purche’  l’iscrizione  si  riferisca  ad  altro   partito comunista o progressista col  quale  il  Partito  della  Rifondazione Comunista – Sinistra Europea abbia rapporti ufficialmente stabiliti.
  2. L’iscrizione al partito è incompatibile con l’appartenenza ad associazioni segrete o che comportino  un  particolare  vincolo  di riservatezza o i cui principi ispiratori contraddicano i valori e  le scelte del partito.

II – La vita democratica del partito

Art. 4.

  1. L’intera vita interna del Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea e l’intero tessuto  delle  sue  relazioni  interne sono orientati alla liberta’, alla  democrazia  e  all’ascolto,  basi fondamentali di un clima propizio allo svolgimento  di  un  confronto rivolto alla critica dei contenuti  e  non  all’invettiva;  con  cio’ anche tendendo ad anticipare e a sperimentare la quotidianita’  e  la qualita’ totalmente democratiche delle relazioni in  quella  societa’ socialista futura per la quale il partito si batte.
  2. I tempi della vita interna di partito e della sua iniziativa debbono  tenere  conto   delle   disponibilita’   reali   delle/degli iscritte/i e, in modo particolare,  delle  donne,  dei  lavoratori  e delle persone anziane.
  3. Il Partito della Rifondazione Comunista –  Sinistra  Europea incoraggia e sostiene la costituzione al proprio  interno,  in  forma indipendente, di luoghi tematici  e  la  partecipazione  ad  essi  di persone non iscritte al partito.
  4. Il Partito della Rifondazione Comunista –  Sinistra  Europea appoggia la costituzione, al proprio interno o in forma indipendente, di  associazioni,  riviste  e  altri  luoghi  e   modi   di   ricerca teorico-politica  e,  piu’  in  generale,  la  libera  organizzazione interna o indipendente di attivita’ e luoghi di ricerca, che uniscano iscritte/i al partito e non.
  5. Ogni iscritta/o al Partito della  Rifondazione  Comunista  – Sinistra Europea ha il diritto di partecipare  alle  attivita’,  alla discussione e ai meccanismi decisionali di partito con piena liberta’ di fare proposte di discussione e di lavoro. E’ inoltre  suo  diritto che queste proposte vengano prese in esame e abbiano una risposta.
  6. Ogni iscritta/o ha il  diritto  nelle  sedi  di  partito  di sostenere le proprie opinioni e di formulare critiche ad ogni istanza di partito,  nel  rispetto  della  dignita’  delle  istanze  e  delle persone; cio’ deve essere mantenuto anche nelle espressioni pubbliche come, ad esempio sui social-network e in rete.
  7. Ogni iscritta/o ha il diritto di esprimere anche esternamente le proprie opinioni politiche.
  8. Ogni iscritta/o ha il diritto di elettorato attivo e passivo secondo le norme del presente statuto.
  9. Ogni iscritta/o ha il diritto di  essere  informata/o  delle discussioni  e  delle  decisioni  da  parte   delle   varie   istanze organizzate del partito e delle critiche rivoltele/rivoltegli.

Art. 5.

  1. Le/Gli iscritte/i al Partito della Rifondazione Comunista  – Sinistra Europea sono tenute/i a contribuire alla realizzazione delle proposte e delle iniziative del partito, a promuoverne la crescita, a prendere parte alla sua vita interna e ad avere in essa comportamenti democratici e solidali, a contribuire al suo finanziamento, a diffonderne la stampa, a votarne le liste elettorali.
  2. Le liste elettorali che gli iscritti e le iscritte sono tenuti a votare, ai sensi dell’art. 5, primo comma,  dello  statuto,  sono tutte le liste e i/le candidate/i in  elezioni  uninominali  (a  puro titolo  esemplificativo  e  non   esaustivo,   candidate/i   sindaci, candidate/i presidenti di provincia, candidate/i presidenti di giunta regionale, candidate/i presidenti di circoscrizioni o  municipalita’, candidate/i sindaci delle aree metropolitane, candidate/i in  collegi provinciali  uninominali)  il   cui   sostegno   sia   stato   deciso dall’organismo politico competente per la collocazione  politica  del partito.
  3. Sono inoltre  tenute/i  ad  appoggiare,   contribuire   alla costruzione e partecipare alle  attivita’  degli  organismi  e  delle associazioni della sinistra  alternativa,  dei  movimenti  critici  e anticapitalistici, a contribuire allo sviluppo  delle  organizzazioni sindacali di classe, delle associazioni democratiche e dei  movimenti di massa.
  4. Il Partito della Rifondazione Comunista –  Sinistra  Europea combatte ogni attitudine in  seno  a  gruppi  dirigenti,  apparati  e rappresentanze istituzionali, a costituirsi in ceti separati  e  alla ricerca di ruoli di prestigio e di privilegi materiali. Sta  ad  essi in primo luogo la promozione e la difesa, nel partito, di rapporti di democrazia, di solidarieta’, di lealta’  e  di  eguaglianza.  Debbono essere loro assegnate responsabilita’ definite e i modi di  esercizio di queste responsabilita’  e  i  risultati  ottenuti  debbono  essere verificati.
  5. Le/I compagne/i elette/i in ruoli di rappresentanza pubblica hanno  un  particolare  dovere  di  responsabilita’  democratica  nei confronti del partito in relazione agli obblighi di cui  al  presente articolo.
  6. Le/Gli iscritte/i devono, in  ottemperanza  all’art.  5  del decreto legislativo n. 460/1997, non trasmettere ad  altri  la  quota tessera   e   le   sottoscrizioni   al   partito,   escludendone   la rivalutabilita’.

Art. 6.

Ogni istanza di partito promuove,  in  raccordo  con  le  istanze superiori, le  iniziative  ritenute  piu’  idonee  a  perseguire  gli obiettivi politici del partito a livello locale, regionale, nazionale ed internazionale nel rispetto  della  linea  politica  definita  dal congresso nazionale e dai congressi federali, nonche’ delle decisioni assunte dal  comitato  politico  nazionale  nell’intervallo  fra  due congressi nazionali.

Art. 7.

  1. Gli organismi dirigenti ed esecutivi sono eletti secondo  le norme stabilite dallo statuto.
  2. La funzione dirigente si esprime nel:
  3. a) promuovere la  partecipazione  democratica   e   l’attivita’ politica di tutte/i le/gli iscritte/i;
  4. b) stimolare l’approfondimento  teorico  e   culturale,   anche attraverso l’attivita’ di formazione;
  5. c) assicurare la circolazione delle informazioni;
  6. d) garantire la libera espressione di tutte le opinioni;
  7. e) lavorare costantemente per l’unita’ del partito attraverso il dibattito democratico e l’azione solidale di tutti i militanti;
  8. f) organizzare l’attivita’ politica in modo da favorire la piu’ ampia partecipazione;
  9. g) proporre decisioni operative e  far  si’  che  le  decisioni assunte trovino concreta applicazione;
  10. h) riferire  periodicamente   alle/agli    iscritte/i    circa l’attuazione delle decisioni assunte;
  11. i) contribuire a superare gli  ostacoli  di  natura  economica, sociale e culturale che limitano la possibilita’ di partecipazione di tutte/i le/gli iscritte/i.
  12. Non possono esercitare la funzione dirigente i compagni  che non abbiano tempestivamente rinnovato, senza giustificato motivo,  la tessera per l’anno in corso entro 3 mesi dall’inizio  della  campagna di tesseramento. I compagni e le compagne componenti degli  organismi esecutivi, dirigenti e di garanzia  che  non  partecipino  ad  alcuna seduta valida dell’organismo del quale sono componenti  nei  18  mesi dalla prima assenza, sono dichiarati/e decaduti/e. I  compagni  e  le compagne dichiarati/e decaduti/e non possono essere  riproposti nell’ambito dello stesso mandato congressuale.

Art. 8.

Il libero dibattito e la pluralita’ delle posizioni rappresentano l’essenza della vita democratica del partito  che  e’  impegnato  nei suoi organismi alla ricerca costante della sintesi.

Art. 9.

  1. Il partito e’ una collettivita’ politica  unitaria  con  una pratica politica  ed  una  direzione  unitarie.  Cio’  avviene  anche attraverso una pluralita’  delle  posizioni  che  possono  esprimersi liberamente in fase congressuale e anche nel corso  di  dibattiti  su questioni di grande rilevanza politica.
  2. Gli organi di stampa del partito mettono a disposizione  del dibattito interno uno spazio adeguato.
  3. Non e’ consentita  la  formazione  di  correnti  o  frazioni permanentemente organizzate.

Art. 10.

Lo scioglimento del partito, la sua confluenza o unificazione  in una nuova soggettività politica  possono essere decisi solo dal congresso del partito con la maggioranza dei due terzi delle delegate e dei delegati.

Art. 11.

  1. Su questioni di particolare rilievo politico  gli  organismi dirigenti  possono   promuovere   forme   di   consultazione,   anche referendaria, di tutte/i le/gli iscritte/i secondo norme e  modalita’ stabilite di volta in volta.
  2. Tali consultazioni  sono  effettuate  se   richiesto   dalla maggioranza assoluta del CPF o del CPN o da un quinto degli  iscritti della federazione o da un decimo del partito a livello nazionale,  in almeno tre regioni. Possono essere altresi’ promosse dalla  direzione nazionale in caso di grave  conflitto  nei  territori  fra  organismi dirigenti  circa  la  collocazione  politica   del   partito   e   la individuazione di candidature per le liste elettorali  di  pertinenza federale.
  3. La Direzione nazionale si dota  di  un  regolamento  per  lo svolgimento dei referendum di cui all’art. 11.

Art. 12.

  1. L’ordine del giorno con il quale  e’  convocato  l’organismo dirigente e l’assemblea di circolo  deve  inderogabilmente  contenere l’esplicitazione,  con  distinta  e  dettagliata  indicazione,  delle materie sulle quali  si  effettueranno  votazioni.  Cio’  costituisce principio inderogabile per quelle materie  riservate  allo  specifico organismo dirigente o assemblea di circolo.
  2. Ogni atto deliberativo assunto dalle istanze del partito deve essere sancito dal  voto  e  verbalizzato  insieme  all’esito  della votazione a pena di nullita’.
  3. L’esito della votazione deve essere immediatamente proclamato.

III – L’organizzazione del partito

Art. 13.

L’organizzazione del partito si articola in circoli,  federazioni e comitati regionali.

Art. 14.

  1. Il circolo e’ l’istanza fondamentale del partito. E’ composto da tutti i suoi iscritte/i nella forma dell’assemblea di circolo con le  attribuzioni,  incarichi,  rappresentanza   legale   e   relative modalità di elezione e durata previsti nel presente articolo e  agli articoli 7, 17, 18, 39, 41, 42, 50, 51, 53, 72, 73 e 75 del  presente statuto.
  2. Il circolo e’: territoriale (comunale, sub-comunale ed intercomunale), di lavoro, di studio o tematico; puo’ inoltre essere costituito un circolo di piu’ luoghi di lavoro o di  studio  omogenei tra di loro.
  3. Si possono costituire nuclei organizzativi, composti  da  un numero di compagne/i minore di quelli necessari per la formazione  di un circolo, purche’ organizzativamente giustificati e ai fini di  una piu’  agevole  azione  politica  e  sociale.  Tali   strutture   sono costituite su istanza degli interessati  al  circolo  piu’  vicino  o comunque contiguo ed ad esso fanno capo e non  costituiscono  livello congressuale.  A  fronte  di  diniego  alla  costituzione  o  mancata risposta entro trenta giorni da parte del  circolo  a  cui  e’  stata presentata  la  domanda  e’  ammesso  ricorso  al  comitato  politico federale che decide entro trenta giorni.
  4. Le assemblee degli iscritti e delle iscritte del circolo sono di norma aperte.

Art. 15.

  1. L’iniziativa per la costituzione dei circoli e’ assunta  dal comitato politico federale e dalle/i singole/i iscritte/i.
  2. Possono assumere l’iniziativa anche almeno 10 iscritte/i che risiedano nel medesimo ambito territoriale o che operino nel medesimo ambito di lavoro o di studio.

Art. 16.

  1. La costituzione dei circoli e’ diritto dei proponenti, ed e’, in ogni caso, sempre deliberata dal comitato politico  federale  che deve  pronunciarsi  alla  prima  riunione  utile,  e  comunque  entro sessanta giorni dalla richiesta, e che, ove approvata la proposta, ne convoca il congresso costitutivo.
  2. Contro il diniego alla costituzione di un circolo comunicato per iscritto, e’ ammesso ricorso entro trenta giorni al CNG che  puo’ chiedere una nuova deliberazione al CPF,  che  decide  a  maggioranza assoluta dei suoi componenti.
  3. Non puo’ darsi luogo alla costituzione dei circoli di ambito territoriale, e di luogo di lavoro, di studio o tematico, con meno di 10 iscritte/i, salvo i circoli delle federazioni estere.
  4. I circoli tematici hanno gli stessi doveri  e  godono  della medesima titolarita’ degli altri circoli. I circoli  tematici  devono essere costituiti su scala territoriale ampia,  possibilmente  quella cittadina, metropolitana, circoscrizionale o municipale.
  5. I circoli di uno stesso comune, di una stessa circoscrizione o municipio o zona, possono costituire coordinamenti (cittadini, circoscrizionali, municipali o zonali) anche tematici.
  6. I coordinamenti, ad ogni modo, non costituiscono istanze  di partito.
  7. Si puo’ dar vita a forme di  coordinamento  di  attivita’  a livello mesoregionale e trasfrontaliero non permanente  su  decisione di piu’ comitati regionali e/o federali, sulla base di  tematiche  di lavoro comuni. Esse si coordinano in  ogni  caso  con  gli  organismi dirigenti del partito, i dipartimenti nazionali,  le  commissioni  di lavoro nazionali, regionali e territoriali.
  8. Nei circoli intercomunali e nei luoghi di lavoro si  possono costituire nuclei di iscritti per operare su temi specifici locali  o aziendali. Tali nuclei non costituiscono sede decisionale  e  operano in collegamento con il comitato direttivo del circolo.
  9. Il comitato politico federale  puo’,  altresi’,  autorizzare deroghe motivate al principio di iscrizione territoriale  di  singoli iscritti  in  particolare   per   sperimentare   circoli   su   scala territoriale  ampia  che  agiscano  sul  tema   del   lavoro,   della precarieta’, dello studio-lavoro,  dell’immigrazione,  dell’ambiente, del territorio.

Art. 17.

  1. Organo fondamentale del circolo e’  l’assemblea  delle/degli iscritte/i.
  2. L’assemblea del circolo approva  il  bilancio  preventivo  e consuntivo, nonche’  il  piano  di  lavoro  proposto  dal  direttivo, laddove presente.
  3. L’assemblea del circolo si riunisce almeno ogni due mesi  su iniziativa  della/del  segretaria/o  o  del  comitato  direttivo  del circolo, laddove presente. Ove non presente il direttivo, l’assemblea del circolo si riunisce almeno una volta al mese.
  4. Puo’ essere convocata  dalla  segreteria  della  federazione oppure su richiesta motivata di un quinto delle/degli iscritte/i.
  5. Quando vi e’ richiesta di convocazione dell’assemblea da parte di un quinto degli iscritti, la segretaria/il segretario del circolo deve provvedere alla convocazione entro cinque giorni e la  riunione deve tenersi  non  oltre  trenta  giorni.  In  mancanza  provvede  il collegio di garanzia di federazione.

Art. 18.

  1. Ogni circolo e’ diretto da un comitato  direttivo  e  da  un una/un segretaria/o. I  circoli  con  meno  di  30  iscritti  possono decidere,  in  sede  congressuale,  di  non  eleggere   il   comitato direttivo, le cui funzioni in tal caso  sono  assunte  dall’assemblea degli iscritti. Puo’ essere costituita anche una segreteria ove  cio’ si renda necessario.
  2. Ai componenti la  segreteria  vengono  attribuiti  incarichi specifici.
  3. Il comitato direttivo, per i circoli con piu’ di 30 iscritti e per quelli con meno di 30 iscritti ove  istituito,  e’  eletto  dal congresso del circolo.
  4. Segretaria/o, tesoriera/e e la segreteria  sono  eletti  dal comitato direttivo nel proprio seno a maggioranza di voti.  Nel  caso in cui, per i circoli sotto i 30 iscritti, il congresso decida di non eleggere il comitato direttivo, la/il segretaria/o  e’  eletto direttamente dall’assemblea degli iscritti a maggioranza di voti.

Art. 19.

  1. La federazione e’ costituita di norma su base provinciale. La composizione, le  attribuzioni,  gli  incarichi,  la  rappresentanza legale e le relative modalita’ di elezione e durata sono previste nel presente articolo e agli articoli 7, 39, 41, 43, 44, 50, 51, 53,  72, 73 e 75 del presente statuto.
  2. Possono essere costituite federazioni in ambito subprovinciale o interprovinciale caratterizzate da omogeneita’.
  3. Alla costituzione e alla fusione delle federazioni provvede la direzione nazionale, assieme alla segreteria regionale di competenza.
  4. Il comitato politico regionale puo’ costituire coordinamenti delle federazioni che insistono sulle medesime aree metropolitane.
  5. Il comitato politico regionale, sentiti i comitati  politici federali, puo’ costituire, sui temi legati alle politiche  regionali, coordinamenti delle federazioni.

Art. 20.

  1. Nei Paesi di emigrazione italiana possono essere  costituite federazioni del PRC-SE sulla base delle norme del presente statuto.
  2. Per quanto riguarda l’Europa, i  circoli  e  le  federazioni all’estero hanno  la  stessa  organizzazione,  funzione  politica  ed autonomia dei circoli e federazioni in  Italia.  Per  costituire  una federazione, di norma, e’ necessaria l’esistenza di almeno 3  circoli nello stesso Paese. Per le eccezioni decide il Cpn.
  3. Le federazioni e i circoli in Europa possono  costituire  un coordinamento come organismo collegiale e paritario di collegamento e di comunicazione tra le/i compagne/i iscritte/i in Europa. I  modi  e le forme di funzionamento di tale coordinamento vengono stabilite  in modo condiviso dalle federazioni e dai  circoli  stessi.  L’assemblea dei  segretari  dei  circoli  elegge  il  coordinatore  europeo. E’ componente di diritto del coordinamento,  il  responsabile  nazionale del dipartimento degli italiani nel mondo.
  4. Per quel che riguarda la presenza del  partito  negli  altri continenti, questa potra’ essere  adattata  alla  realta’  sociale  e politica dei Paesi  di  accoglienza  assumendo,  in  accordo  con  il dipartimento nazionale, forme organizzative anche diverse dai circoli e dalle federazioni europee.
  5. Le organizzazioni del Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea all’estero sviluppano e  articolano  i  rapporti  di collaborazione  con  le   formazioni   politiche   locali   orientate analogamente al partito e  con  le  forze  politiche  e  sociali  che organizzano e costruiscono rapporti con gli emigranti all’estero.

Art. 21.

  1. Su argomenti di particolare interesse la federazione puo’ dar vita a consulte e commissioni aperte, anche, ad apporti  esterni  al partito.
  2. Nelle realta’ territoriali in cui siano  presenti  minoranze nazionali e linguistiche le  federazioni  promuovono  sedi  di partecipazione e meccanismi  di  rappresentanza  riservati  alle/agli iscritte/i appartenenti a tali minoranze.

Art. 22.

Nelle regioni con piu’ federazioni  si  costituisce  un  comitato regionale eletto dal congresso regionale. La composizione,  le attribuzioni, gli incarichi, la rappresentanza legale e  le  relative modalita’ di elezione e durata sono previste nel presente articolo  e agli articoli 7, 39, 45, 50,  51,  53,  72,  73  e  75  del  presente statuto.

Art. 23.

  1. Il partito riconosce la condizione specifica della autonomia sarda cosi’ come si  esprime  nei  suoi  valori  di  progresso  e  di sentimento unitario di popolo, coerentemente  con  gli  obiettivi  di liberazione umana;  di  identita’  e  di  espressivita’  del  proprio patrimonio  storico,  culturale  e  linguistico;  del   progetto   di rinascita economica e sociale delineato  dalla  norma  costituzionale dell’art. 13 dello statuto  d’autonomia.  E  cio’  essenzialmente  in coerenza con l’ispirazione del  pensiero  di  Antonio  Gramsci  e  di Emilio Lussu in tema di sentimento nazionale, di democrazia effettiva e di autogoverno del  popolo,  da  affermare  nel  contesto  unitario italiano, europeo e mediterraneo.
  2. Conseguentemente, al partito in Sardegna e’ riconosciuto:
  3. a) il diritto di proposta del progetto di rinascita economica e sociale dell’isola da assumere come parte integrante  dell’iniziativa politica generale del partito in sede nazionale e comunitaria;
  4. b) il diritto  all’indicazione  della  propria   rappresentanza politica nelle istanze unitarie a carattere sovraregionale;
  5. c) una dotazione adeguata di mezzi e risorse  commisurata  alla effettiva consistenza organizzativa  ed  elettorale  del  partito  in Sardegna, da definirsi in  un  quadro  di  utilizzazione  equa  delle risorse complessive del Il livello regionale provvede a  sua volta al riconoscimento delle disponibilita’ in favore dei circoli  e delle associazioni di base riferibili al partito,  con  modalita’  di ripartizione da definire con criterio generale ed obiettivo  in  sede di comitato politico. Le risorse derivanti dal rimborso  delle  spese elettorali delle consultazioni regionali e di quelle locali, se e  in quanto esistenti, sono interamente riconosciute in capo al partito in sede regionale che operera’ con  analogo  criterio  di  utilizzazione interna cosi’ come sopra indicato.

IV – Forum permanente delle donne

Art. 24.

  1. Il Forum delle donne del Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea luogo di incontro di  percorsi  diversi,  e’  sede comune di elaborazione e costruzione della politica di genere.
  2. Le donne che scelgono di parteciparvi decidono autonomamente i modi e le forme di funzionamento.
  3. Il Forum concorre alla formazione degli orientamenti e delle scelte del Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea.

V – Giovani comuniste e comunisti

Art. 25.

  1. Le/I giovani comuniste/i sono l’organizzazione giovanile del Partito della Rifondazione Comunista –  Sinistra  Europea;  ne  fanno parte tutte le iscritte e gli iscritti del Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea che non abbiano ancora compiuto 30  anni e che, volontariamente, aderiscano al partito mediante la tessera dei giovani comunisti.
  2. Le/I giovani comuniste/i godono degli stessi diritti e degli stessi doveri di tutte/i le/gli iscritte/i al PRC-SE. L’iscrizione al partito  deve  essere  di  norma  effettuata  presso  il  circolo  di competenza.
  3. Al fine di favorire  l’incremento  delle  adesioni,  alla/al portavoce provinciale e’ riconosciuta la possibilita’ di iscrivere ai circoli di competenza, nel pieno rispetto dell’art. 2 dello  statuto, le/i giovani comuniste/i che non abbiano un’agevole  possibilita’  di contattare i circoli territoriali o tematici ovvero di promuovere  la creazione di nuovi  circoli  tematici  (scuola,  universita’,  lavoro precario) secondo quanto stabilito dall’art. 16 dello statuto.
  4. All’organizzazione  delle/dei   giovani   comuniste/i    e’ riconosciuta autonomia di  proposta  e  di  iniziativa  politica,  la promozione di iniziative e campagne, la costruzione di un  intervento territoriale e tematico nelle istanze di movimento,  la  possibilita’ di creazione di  strutture  di  movimento  (collettivi  studenteschi, comitati per il  lavoro  ecc.)  aperte  alle/ai  non  iscritte/i,  la promozione,  nei   circoli   del   partito,   della   discussione   e dell’iniziativa  politica  sulle  tematiche  che  caratterizzano   lo specifico giovanile.
  5. L’assetto organizzativo delle/dei giovani comuniste/i si struttura sui livelli organizzativi del partito.  Il  coordinamento nazionale  delle/dei  giovani  comuniste/i   decide   a   maggioranza qualificata dei due terzi, con il concorso  degli  organismi  giovani comunisti delle realta’ coinvolte,  sperimentazioni  sul piano dell’assetto organizzativo  diverse  dai  livelli  organizzativi  del partito.
  6. A livello di federazione, l’assemblea delle/dei giovani comuniste/i iscritte/i nella federazione medesima, e’ l’istanza  di base delle/dei giovani comuniste/i.
  7. Tale assemblea elegge un coordinamento che  al  suo  interno elegge una/un o due portavoce; ove fossero due, essi  necessariamente rappresentano la diversita’ di genere. A livello nazionale, ogni  tre anni viene convocata  dal  coordinamento  nazionale  delle/i  giovani comuniste/i la conferenza nazionale costituita  dalle/dai  delegate/i elette/i su base federale tra le/i giovani comuniste/i.
  8. I delegati di ciascuna federazione provvedono, in una riunione comune, all’elezione di un coordinamento regionale con  compiti  di coordinamento esecutivo tra le diverse federazioni della regione.  Il coordinamento regionale elegge  tra  i  suoi  componenti  uno  o  due portavoce ove  fossero  due  essi  necessariamente  rappresentano  la diversita’ di genere.
  9. La conferenza nazionale elegge il coordinamento nazionale e ne determina il numero delle/i componenti.
  10. La/Il portavoce nazionale  (se  due,  necessariamente rappresentanti la diversita’ di genere) e’ eletto  dal  coordinamento nazionale delle/dei giovani comuniste/i.
  11. L’organizzazione dei/delle giovani comunisti/e  si  da’  un proprio regolamento interno approvato dalla conferenza nazionale.
  12. Nel caso in cui si determinino situazioni di mancato rispetto delle regole democratiche, di comprovata inattivita’,  o  di  grave pregiudizio all’immagine esterna del partito, il  coordinamento nazionale, a maggioranza assoluta dei  suoi  membri,  con  il  parere favorevole del collegio nazionale  di  garanzia,  puo’  sciogliere  i coordinamenti regionali e federali,  convocarne  le  conferenze straordinarie. Tali conferenze devono essere svolte entro sei mesi e, allo scopo, il coordinamento nazionale  individua  una/un  compagna/o cui vengono affidati i compiti stabiliti  dal  regolamento  nazionale dell’organizzazione.
  13. Nel caso in cui il coordinamento nazionale perdesse la meta’ piu’ uno dei suoi membri, i rimanenti hanno l’obbligo  di  convocare entro tre mesi una conferenza nazionale straordinaria. Passato questo termine, il comitato politico nazionale ha il diritto di individuare, di concerto  con  i  membri  rimanenti  del  coordinamento  nazionale stesso, un compagno/una compagna dei giovani comunisti a cui affidare il compito di convocare  entro  tre  mesi  una  conferenza  nazionale straordinaria.
  14. La/Il portavoce provinciale fa parte di diritto del comitato politico federale; qualora fossero due, ne fanno parte entrambi. Fa o fanno parte, come invitati permanenti, della segreteria provinciale. La/Il portavoce regionale fa parte di diritto del  comitato  politico regionale; qualora fossero due, ne fanno parte entrambi. Fa  o  fanno parte, come invitati permanenti, della segreteria regionale.
  15. La/Il portavoce nazionale fa parte di diritto del  comitato politico nazionale e della direzione nazionale del  partito:  qualora fossero due, ne fanno parte entrambi. Fa o fanno parte, come invitati permanenti, della segreteria nazionale.

VI – Conferenza delle lavoratrici e dei lavoratori

Art. 26.

  1. Le lavoratrici ed i lavoratori comunisti si riuniscono periodicamente in conferenza a livello nazionale sulle tematiche ed i problemi attinenti il mondo del lavoro.
  2. La conferenza e’ convocata dalla  direzione  nazionale  ogni volta che se ne ravvisi la necessita’, e si articola in conferenze  a livello regionale e federale.
  3. La conferenza nazionale elegge, al termine della sua sessione, la consulta delle  lavoratrici  e  dei  lavoratori  comunisti   che costituisce un organismo consultivo sulle tematiche  del  lavoro  per tutti gli organismi di direzione del partito.
  4. Il comitato politico federale  e  quello  regionale  possono convocare una conferenza a livello locale ogni volta che  ne  ravvisi la necessita’.

VII – Conferenza sulle politiche migratorie

Art. 27.

  1. Il partito, ogni volta che se ne ravvisi la necessita’, terra’ una conferenza nazionale sulle tematiche e i problemi  inerenti  le politiche migratorie, i diritti sociali e di  cittadinanza  delle/dei migranti.
  2. La conferenza e’ convocata  dalla  direzione  nazionale,  e’ aperta alla partecipazione dell’associazionismo dei migranti  e dell’antirazzismo  e  puo’  articolarsi  in  conferenze   a   livello regionale e federale.
  3. Il comitato politico federale puo’ convocare una conferenza a livello locale ogni volta ne ravvisi la necessita’.

VIII – Conferenza nazionale delle donne comuniste e degli uomini comunisti

Art. 28.

  1. Le donne comuniste si riuniscono periodicamente, e per scelta, in conferenza nazionale, per discutere in  relazione  ai  movimenti femministi e contro la violenza maschile sulle donne, delle  pratiche di autodeterminazione dentro e fuori il Partito, della democrazia  di genere, di antisessismo, omofobia, transfobia.
  2. Gli uomini  comunisti  promuovono  incontri  periodici   per discutere a partire da sè  del  superamento  del  patriarcato,  del sessismo e di ogni forma di violenza maschile contro le donne fino  a sperimentare momenti di conferenza nazionale.

Art. 29.

I dipartimenti nazionali e/o dei comitati politici  federali  e/o regionali possono proporre alla direzione nazionale lo svolgimento di conferenze nazionali su temi di carattere generale.

IX – Le conferenze di organizzazione e altre conferenze

Art. 30.

  1. Per esaminare  lo  stato  dell’organizzazione  o   specifici problemi politici, possono essere convocate  conferenze  di  circolo, cittadine, zonali, di federazione, regionali e nazionali.
  2. Vengono indette per ogni  singola  istanza,  dai  rispettivi organismi dirigenti che stabiliscono  gli  obiettivi  politici  e  le modalita’ di svolgimento e di partecipazione.
  3. Le conferenze non sono sostitutive dei congressi e non possono eleggere o modificare gli organismi dirigenti. Possono essere anche aperte a realta’ esterne al partito.

Art. 31.

  1. Le conferenze regionali sono costituite, proporzionalmente al numero delle/degli iscritte/i,  dalle/dai  delegate/i  elette/i  dai comitati politici federali della regione.
  2. Vengono convocate,  obbligatoriamente,  in  occasione  delle elezioni regionali.
  3. Possono essere convocate per decisione del comitato politico regionale ovvero su richiesta di federazioni che rappresentino almeno un terzo delle/degli iscritte/i su scala regionale.

Art. 32.

  1. Le/I segretarie/i di circolo si riuniscono in  assemblea,  a livello nazionale, almeno una volta all’anno.
  2. L’assemblea delle/dei segretarie/i di circolo  e’  convocata dalla direzione nazionale e puo’ svolgersi con  modalita’  articolate sul territorio.

X – I congressi

Art. 33.

  1. Il congresso è, per ogni istanza del partito, il massimo organo deliberativo
  2. Il congresso nazionale definisce la linea politica ed il programma del partito nel suo complesso.
  3. I congressi di federazione e di  circolo  vi  contribuiscono definendo, nel contempo, il  programma  d’iniziativa  politica  delle rispettive organizzazioni.
  4. Il congresso regionale definisce il programma d’iniziativa del partito a livello regionale.
  5. Il partito riconosce la democrazia di genere  come  elemento costitutivo del  percorso  della  rifondazione.  Le  delegazioni  dei circoli ai congressi federali e quelle delle federazioni ai congressi nazionali e  regionali  devono  rispettare  la  parita’,  nelle  loro composizioni, di donne e di uomini, salvo che la presenza  di  genere sul totale degli iscritti lo renda impossibile.
  6. La stessa regola vale per le conferenze di partito.
  7. I comitati politici eletti dai congressi devono rispettare la parita’, nelle loro composizioni, tra la presenza di donne e  quella di uomini.  Analoga  regola  vale  per  la  formazione  dei  comitati direttivi di circolo e federazione, per la direzione nazionale e  per le segreterie.

Art. 34.

Ogni  iscritta/o  che  partecipa  al  congresso  ha  diritto   di esprimere, nel dibattito, opinioni e proposte, presentare ordini  del giorno, illustrarli, chiedere che siano  messi  in  votazione  e  che vengano trasmessi al congresso di istanza superiore.

Art. 35.

  1. Il congresso di circolo e’ costituito dall’assemblea generale delle iscritte e degli iscritti.
  2. Viene convocato dal comitato direttivo di circolo di norma in corrispondenza con la convocazione del congresso di federazione. Puo’ essere convocato in via straordinaria e per decisione  motivata  dal comitato politico federale oppure, nel caso in cui la meta’ piu’  uno degli iscritti lo richieda, il comitato politico federale e’ tenuto a convocarlo entro trenta giorni dalla convalida delle firme effettuata dal collegio federale di garanzia, che risponde entro dieci giorni.
  3. Elegge il comitato direttivo, salvo quanto disposto dall’art. 18, comma 1, anche la composizione  numerica;  elegge  altresi’  le/i delegate/i al congresso di federazione.

Art. 36.

  1. Il congresso di  federazione  e’  costituito  dall’assemblea delle/dei delegate/i dei circoli elette/i proporzionalmente alle/agli iscritte/i ed e’ convocato dal comitato politico federale di norma in corrispondenza con la convocazione del congresso nazionale.
  2. Puo’ essere convocato  in  via  straordinaria  su  decisione motivata della direzione nazionale oppure, nel caso in cui  la  meta’ piu’ uno degli iscritti lo richieda, la direzione nazionale e’ tenuta a  convocarlo  entro  trenta  giorni  dalla  convalida  delle   firme effettuata dal collegio nazionale di  garanzia,  che  risponde  entro venti giorni.
  3. Il congresso di  federazione  elegge  il  comitato  politico federale  ed  il  collegio  di   garanzia   stabilendone   anche   la composizione numerica; elegge altresi’ le/i delegate/i  al  congresso nazionale e al congresso regionale.

Art. 37.

 

Per lo svolgimento dei  congressi  straordinari  di  circolo,  di federazione  e  regionali  si  applicano  le  norme  usate   per   lo svolgimento dell’ultimo congresso ordinario, per quanto  applicabili. Per  le   questioni   relative   allo   svolgimento   dei   congressi straordinari, contro le decisioni della commissione per il  congresso puo’ proporsi ricorso di appello rispettivamente al collegio federale di garanzia per i congressi di circolo e  al  collegio  nazionale  di garanzia per i congressi regionali e di federazione.

Art. 38.

  1. Il congresso  regionale  e’  costituito  dall’assemblea  dei delegati eletti dai congressi delle federazioni in ogni regione ed e’ convocato dal comitato politico regionale in accordo con la direzione nazionale entro tre mesi dallo svolgimento del  congresso  nazionale, nell’eventualita’ il termine  non  risulti  rispettato  la  direzione nazionale esercita i poteri sostitutivi, col  parere  favorevole  del collegio nazionale di garanzia.
  2. Puo’ essere convocato in  via  straordinaria  per  decisione motivata dalla direzione  nazionale  o  su  richiesta  approvata  dai comitati politici di una o piu’ federazioni che rappresentino  almeno un terzo degli iscritti ovvero per decisione del comitato politico  a maggioranza dei componenti.
  3. Il congresso regionale elegge il comitato politico regionale ed il collegio regionale di garanzia.
  4. I segretari di federazione fanno parte di diritto del comitato politico regionale.

Art. 39.

  1. Il congresso nazionale e’  costituito  dalle/dai  delegate/i elette/i dai congressi  di  federazione  proporzionalmente  alle/agli iscritte/i. Gli organismi eletti dal Congresso,  in  ogni  istanza  e articolazione del partito, rimangono in carica  fino  alla  data  del congresso successivo, salvo quanto altrimenti previsto  dal  presente statuto.
  2. E’ convocato dal comitato politico nazionale almeno ogni tre anni.
  3. Puo’ essere convocato in via straordinaria su  deliberazione del comitato politico nazionale o su richiesta motivata  di  comitati politici federali, con voto a maggioranza dei componenti  che rappresentino  almeno  un  terzo  di  tutte/i  le/gli  iscritte/i  al partito. Con l’atto di convocazione si stabiliscono, anche, le  norme per lo svolgimento dei congressi ad ogni livello.
  4. Il congresso nazionale elegge il comitato politico nazionale ed elegge il collegio nazionale di garanzia.
  5. L’elezione deve  avvenire  in  modo  tale  che  vi  sia   la percentuale del sessanta per cento di rappresentanza territoriale.
  6. Il congresso nazionale  esamina  le  proposte  di  carattere statutario e decide su di esse con voto espresso a maggioranza  degli aventi diritto (comma 1 del presente articolo).

Art. 40.

  1. Per l’elezione delle/dei delegate/i ai congressi federali  e nazionali e per l’elezione degli organismi dirigenti occorre fare  in modo che vi siano presenze adeguate di lavoratrici e lavoratori e  di giovani.
  2. In presenza di documenti alternativi la designazione delle/dei delegate/i dovra’ essere proporzionale  ai  consensi  ottenuti  dai diversi documenti.

XI – Gli organismi dirigenti

Art. 41.

  1. Nell’intervallo tra due congressi la direzione politica  del partito spetta, nell’ambito di propria competenza,  all’assemblea  di circolo, o al comitato direttivo di circolo ove eletto,  al  comitato politico federale, al  comitato  politico  regionale  e  al  comitato politico nazionale.
  2. Tali organismi possono articolarsi in commissioni e dotarsi di un proprio regolamento interno.
  3. Le loro  riunioni  sono  convocate  dalla/dal  segretaria/o, sentito l’organo esecutivo corrispondente, o su richiesta di un terzo delle/dei loro componenti.
  4. Il segretario deve provvedere alla convocazione, quando vi e’ richiesta di un terzo dei componenti, entro cinque giorni.
  5. In mancanza, provvede il collegio di garanzia competente.
  6. Delle convocazioni degli organismi e’ data notizia a  quelli superiori.

Art. 42.

  1. L’assemblea di  circolo  o,  laddove  eletto,  il   comitato direttivo di  circolo  dirige  l’attivita’  politica  del  partito  a livello locale.
  2. L’assemblea o, ove eletto, il comitato direttivo, elegge  al suo interno, a  maggioranza  di  voti,  la/il  segretaria/o  e  il/la tesoriere/a e, ove si renda necessario, una segreteria.
  3. Il tesoriere, o il comitato direttivo, laddove eletto, propone all’assemblea il bilancio preventivo e consuntivo previo parere del collegio federale di garanzia.
  4. Qualora si elegga  una  segreteria,  ai  componenti  vengono attribuiti, con l’elezione, incarichi specifici.
  5. Nel caso di cessazione dalla carica, per qualsiasi causa, di un componente del direttivo di circolo,  l’assemblea  degli  iscritti provvede alla sostituzione nella prima seduta utile  successiva  alla cessazione dalla carica, nel rispetto degli esiti congressuali.
  6. I componenti  il  comitato  direttivo   dopo   tre   assenze consecutive non giustificate, verificate dai verbali di presenza  dal collegio di garanzia, sono dichiarati decaduti dallo stesso.
  7. L’assemblea degli iscritti o, laddove istituito, il comitato direttivo del circolo indica al  gruppo  del  consiglio  comunale  la proposta per la/il capogruppo. Nel caso di piu’ circoli nello  stesso comune,  l’indicazione  avviene  nella   riunione   congiunta   delle assemblee di circolo alla presenza della segreteria provinciale.

Art. 43.

  1. Il comitato politico federale decide gli indirizzi  politici della federazione, approva le candidature per le liste elettorali  di pertinenza federale, il bilancio consuntivo e  preventivo,  dirige  e coordina l’attivita’ dei circoli e delle  altre  istanze  nell’ambito territoriale di competenza.
  2. Esso si riunisce almeno ogni due mesi, in caso contrario può essere convocato dalla segreteria regionale.
  3. Deve prevedere la rappresentanza  di  tutti  i  circoli. I segretari di circolo sono invitati permanenti.
  4. Per le  federazioni  oltre  mille  iscritte  e  iscritti  la componente territoriale non potra’ essere inferiore  complessivamente al 60%, ma l’intero comitato  politico  federale  verra’  eletto  dai delegati al congresso.
  5. Esso di norma non potra’ superare il numero di cento membri, tenendo in ogni caso conto della funzionalita’.
  6. Le/I componenti del comitato  politico  federale,  dopo  tre assenze consecutive non giustificate, sono dichiarati decadute/i dal comitato politico federale stesso sulla base di una   verifica effettuata dal collegio federale di garanzia.
  7. Nel caso di cessazione dalla carica, per qualsiasi causa, di un componente  eletto  dal  congresso  di  federazione,  il  comitato politico  federale  provvede  alla  sua sostituzione con voto a maggioranza dei suoi componenti nella prima seduta  utile  successiva alla cessazione dalla carica, nel rispetto degli esiti congressuali.
  8. Il comitato politico federale elegge, fra i suoi membri, la/il segretaria/o, la segreteria, il tesoriere  e,  qualora  lo  ritenga necessario, la/il presidente ed il comitato direttivo.
  9. Ai componenti la segreteria vengono attribuiti con l’elezione incarichi specifici.
  10. La/Il segretaria/o e la/il presidente del comitato politico federale fanno parte di diritto del comitato direttivo.
  11. Qualora non venga eletto il comitato direttivo, i  medesimi entrano di diritto nella segreteria.
  12. Il comitato politico federale costituisce nel proprio  seno commissioni di lavoro con funzioni  di  istruttoria  e  di  proposta, designandone le/i componenti e nominando le/i responsabili.
  13. Possono far parte delle commissioni anche non componenti del comitato politico federale.
  14. Il comitato  politico  federale  discute,  annualmente,  un rapporto sull’attivita’ delle/degli elette/i nelle liste del  partito e di coloro che rivestono cariche pubbliche alle quali  sono  state/i designate/i dal partito.
  15. Il comitato politico federale indica al gruppo  del  comune capoluogo e della provincia la proposta per la/il capogruppo.
  16. Nel caso di più federazioni nella stessa provincia, l’indicazione avviene nella riunione congiunta dei comitati politici federali.

Art. 44.

  1. Il comitato direttivo, laddove eletto, agisce su mandato del comitato politico federale e risponde ad esso del suo operato.
  2. In conformita’  agli  orientamenti  fissati,   il   comitato direttivo assicura la continuita’  dell’attivita’  politica  ed organizzativa del partito, ne dirige il  lavoro  e  lo  coordina  con quello dei gruppi nelle assemblee elettive.
  3. Formula proposte  al  comitato  politico  federale   ed   in particolare sulle seguenti questioni:
  • scelte politiche di collocazione rispetto al governo  degli  enti locali nel territorio di competenza della federazione;
  • piano di lavoro della federazione;
  • questioni sorte ai livelli inferiori che abbiano rilievo politico generale per il territorio della federazione;
  • costituzione di nuovi circoli;
  • costituzione di coordinamenti comunali, zonali, circoscrizionali o di municipio, in nessun caso sostitutivi di organismi di  direzione politica della federazione.

Art. 45.

  1. Il comitato politico regionale  coordina  l’attivita’  delle organizzazioni di partito nella regione, ne promuove il rafforzamento e lo sviluppo, promuove e organizza  l’attivita’  di  formazione  sul piano regionale, determina e dirige la politica regionale sulla  base di una piattaforma  politica  concernente  la  dimensione  regionale, definisce le liste  per  le  elezioni  regionali,  decide  le  scelte politiche e di collocazione rispetto al governo regionale ed orienta, sul piano politico ed organizzativo, le attivita’ delle federazioni.
  2. Il comitato politico regionale elegge, fra  i  suoi  membri, una/un segretaria/o, una/un tesoriera/e e una segreteria,  e  qualora lo  ritenga  necessario,  la/il  presidente  del  comitato   politico regionale.
  3. Ai componenti la segreteria vengono attribuiti con l’elezione incarichi specifici.
  4. La carica di segretaria/o  regionale  e’  incompatibile  con quella di segretaria/o di federazione.
  5. Il comitato politico regionale indica al gruppo del consiglio regionale la proposta per la/il capogruppo e, su proposta di questi, discute e approva i criteri  relativi  all’organizzazione  funzionale dell’attivita’ dei gruppi.
  6. Il comitato politico regionale si riunisce almeno  ogni  tre mesi, in caso contrario provvede la direzione nazionale.
  7. Le/I componenti del comitato politico  regionale,  dopo  tre assenze consecutive non giustificate,  sono  dichiarate/i  decadute/i dal comitato politico regionale medesimo sulla base di  una  verifica dei  verbali  di  presenza  effettuata  dal  collegio  regionale   di garanzia.
  8. Nel caso di cessazione dalla carica, per qualsiasi causa, di un componente eletto dal congresso regionale,  il  comitato  politico regionale provvede alla sua sostituzione con voto a  maggioranza  dei suoi componenti nella prima seduta utile successiva  alla  cessazione dalla carica, nel rispetto degli esiti congressuali.

Art. 46.

  1. Il comitato politico nazionale e’ il massimo  organismo  del partito,
  2. Esso determina gli indirizzi fondamentali  e  gli  obiettivi dell’attivita’ complessiva del partito, ne verifica l’attuazione e ne risponde collegialmente al congresso nazionale.
  3. Le/I componenti del comitato politico nazionale rappresentano il partito a livello nazionale ed estero ed operano in  collegamento con le federazioni di appartenenza senza vincolo di mandato.
  4. E’ convocato dalla  direzione  con  lettera  del  segretario nazionale o, in via straordinaria, su richiesta di un terzo delle/dei suoi componenti.
  5. Le/I componenti del comitato politico  nazionale,  dopo  tre assenze consecutive non giustificate,  sono  dichiarate/i  decadute/i dal comitato politico nazionale stesso sulla base di una verifica dei verbali di presenza effettuata dal collegio nazionale di garanzia.
  6. Nel caso di cessazione dalla carica per qualsiasi  causa  di una/o delle/dei suoi componenti eletta/o dal congresso nazionale,  il comitato politico nazionale provvede alla loro sostituzione con  voto a  maggioranza  dei  suoi  componenti,  nella  prima   seduta   utile successiva alla cessazione dalla carica,  nel  rispetto  degli  esiti congressuali.
  7. Il comitato politico nazionale si riunisce almeno  ogni  tre mesi.
  8. Il comitato politico nazionale elegge, nel suo  seno,  la/il segretaria/o del partito, la/il tesoriera/e nazionale, la segreteria, la direzione nazionale.
  9. Approva in via definitiva le liste per il Parlamento italiano ed europeo e avanza la proposta ai gruppi parlamentari per l’elezione dei capigruppo al Parlamento italiano ed europeo.
  10. Fanno parte di diritto del comitato politico nazionale:  il presidente del collegio  nazionale  di  garanzia,  i  presidenti  dei gruppi parlamentari, e i portavoce nazionali dei/delle giovani comuniste/i.
  11. Il comitato politico nazionale puo’ eleggere al suo interno un/una presidente.
  12. Il comitato politico nazionale, con  decisione  a  semplice maggioranza, puo’ invitare ai propri lavori, con diritto di parola  e non di voto, in relazione a singoli argomenti da trattare o  in  modo permanente, iscritte/i  individualmente  al  Partito  della  Sinistra Europea.

Art. 47.

  1. La direzione nazionale e’ composta da un  numero  di  membri stabilito dal comitato politico nazionale.
  2. Ne fa parte di diritto la/il segretaria/o del partito.
  3. La direzione nazionale opera su mandato del comitato politico nazionale e risponde ad esso.
  4. In conformita’ agli orientamenti fissati dal comitato politico nazionale, provvede ad esaminare le problematiche inerenti la  vita del partito e delle sue relazioni esterne, discute  gli  orientamenti politici, esprime il parere sulla composizione  delle  liste  per  il Parlamento italiano e quello europeo, sulla proposta  di  indicazione per i  capigruppo  al  Parlamento  italiano  ed  europeo,  discute  e approva, in seduta allargata alle/ai segretarie/i alle/ai tesoriere/i dei comitati regionali, il bilancio preventivo e  il  rendiconto  del partito.

Art. 48.

  1. La segreteria nazionale e’ organo con funzioni esecutive.
  2. A ciascun componente sono assegnati incarichi  specifici  da comunicare al comitato politico nazionale.
  3. Alla segreteria nazionale compete, anche,  di  convocare  la direzione nazionale, di definirne l’ordine del giorno e di  istruirne i lavori.

Art. 49.

  1. La/Il segretaria/o nazionale presiede i lavori della direzione nazionale e coordina quelli della segreteria. Rappresenta il partito.
  2. La funzione di segretaria/o nazionale non puo’ essere svolta oltre tre mandati congressuali interi consecutivi  e,  comunque,  per non piu’ di 10 anni consecutivi.
  3. Tale norma si applica anche alle  funzioni  di  segretaria/o regionale e di federazione.

Art. 50.

  1. L’elezione della/del segretaria/o e  quella  della/del tesoriera/e, a tutti i livelli, e’ fatta a scrutinio segreto.
  2. Il comitato  politico  federale  e  il   comitato   politico regionale, qualora lo ritengano necessario, procedono alla elezione a scrutinio segreto del presidente.
  3. La seduta  di  votazione  e’  valida  se  vi  partecipa   la maggioranza delle/degli aventi diritto.
  4. C’e’ liberta’ di candidatura.
  5. Risulta eletta/o alle rispettive cariche la/il candidata/o che riporti la maggioranza dei voti.
  6. Nel caso in cui, in prima convocazione, non si raggiunga  il numero richiesto per la validita’ della seduta,  si  procede  ad  una seconda convocazione non prima di sette giorni e non  oltre  quindici giorni.
  7. La seduta in seconda convocazione e’ valida se sono presenti almeno un terzo delle/degli aventi diritto.
  8. Viene eletta/o chi ottiene la maggioranza dei voti.

Art. 51.

  1. In caso di piu’ liste, collegate a documenti congressuali  o sottoscritti da almeno il 20% degli aventi diritto al voto, il numero degli eletti verra’ calcolato proporzionalmente ai consensi  ottenuti dalle liste medesime.
  2. Il voto per l’elezione degli organismi dirigenti e di garanzia e’ segreto.

Art. 52.

Occorre assicurare che in tutti  gli  organismi  esecutivi  siano presenti entrambi i sessi.

Art. 53.

  1. La segreteria di circolo, di federazione o  regionale  viene eletta a scrutinio segreto, su lista bloccata, a maggioranza dei voti del direttivo del circolo, del comitato politico di federazione o del comitato politico regionale.
  2. La proposta viene avanzata dal  segretario  di  circolo,  di federazione o regionale.
  3. E’ possibile proporre alla votazione una lista  alternativa, ove sia avanzata richiesta in tal senso da parte del 20%  almeno  dei membri del direttivo di circolo, del comitato politico federale o del comitato politico regionale. Risulta eletta la lista che ottiene piu’ voti.

Art. 54.

  1. Per tutti gli altri incarichi di partito e per la designazione a cariche pubbliche si procede con  deliberazioni  degli  organismi competenti, assunte a maggioranza di voti e con voto segreto.
  2. In caso di pluralita’ di circoli e di federazioni nel medesimo territorio, ciascun circolo o federazione avanza una proposta sulla quale decide l’istanza superiore.
  3. E’ da evitare la concentrazione di piu’ incarichi di partito e istituzionali su singole/i compagne/i.
  4. Dinanzi a fenomeni di concentrazione, dovranno intervenire gli organismi di garanzia che, a fronte del rifiuto  di  rinunciare  ad incarichi di pari livello, faranno decadere le/gli  interessate/i  da quelli di partito.
  5. Le segreterie devono essere  costituite  in  maggioranza  da compagne/i non impegnate/i a livello istituzionale di pari livello.
  6. Sono incompatibili gli incarichi istituzionali di  carattere esecutivo con i compiti esecutivi a livello di partito.

Art. 55.

  1. Le sedute degli organismi dirigenti  e  degli  organismi  di garanzia, ad ogni livello, sono valide in prima convocazione,  se  e’ presente la maggioranza delle/dei componenti. In seconda convocazione le sedute sono valide qualunque sia  il  numero  delle/dei  presenti, esse devono essere convocate non prima di sette  giorni  e  non  dopo quindici giorni.
  2. Le deliberazioni sono prese a maggioranza di voti.

Art. 56.

  1. La/Il direttora/e degli organi di informazione,  sentite  le rispettive redazioni e le/i responsabili dei settori di lavoro,  sono eletti dalla direzione nazionale su proposta di candidature formulate dalla/dal segretaria/o nazionale.
  2. C’e’ liberta’ di candidature alternative.

Art. 57.

  1. L’assunzione delle/dei funzionarie/i di partito o di  gruppo consiliare e di gruppo parlamentare e’  a  tempo  determinato  ed  e’ decisa dalle competenti segreterie, su proposta dei tesorieri  o  dei gruppi, e deve essere comunicata agli organismi di direzione.
  2. Nei comitati politici delle federazioni la presenza delle/dei funzionarie/i non puo’ essere superiore a un decimo delle/dei componenti.
  3. Negli organi di direzione  politica  nazionale  la  presenza delle/dei funzionarie/i di  partito  non  puo’  essere  superiore  al trenta per cento.

Art. 58.

  1. La cooptazione di nuove/i componenti negli organismi dirigenti e’ consentita solo eccezionalmente ed e’ deliberata  a  maggioranza assoluta delle/dei componenti l’organismo deliberante.
  2. Le cooptazioni non possono, comunque, risultare superiori al dieci per cento della composizione originaria dell’organismo  per  il quale sono proposte.

Art. 59.

Le/I presidenti dei  comitati  politici,  ove  eletti,  hanno  il compito di presiedere le  sedute,  sovrintendere  alla  registrazione delle presenze e alla verbalizzazione delle decisioni.

XII – Gli organismi di garanzia

Art. 60.

  1. Il collegio di garanzia e’ eletto nelle federazioni, a livello regionale e nazionale.
  2. Esso e’ composto da un numero di membri non inferiore a tre e non superiore a sette a livello federale e regionale  e  di  nove  a livello nazionale.
  3. E’ eletto con le procedure di cui al precedente art. 50.
  4. Ogni collegio elegge, nel proprio seno, una/un presidente che fa parte di diritto del rispettivo organismo dirigente.
  5. Il collegio nazionale di garanzia elegge, al proprio interno, un presidente, due vicepresidenti e un segretario.
  6. Il collegio  nazionale  di  garanzia  si  da’   un   proprio regolamento interno.
  7. E’ compito  del  collegio  di   garanzia,   nell’ambito   di competenza:
  • esaminare le questioni attinenti i diritti e i  doveri  delle/dei singoli iscritti;
  • garantire  il  rispetto  delle  regole  di  funzionamento   della democrazia interna e  l’attuazione  dello  statuto,  con  particolare attenzione alla democrazia di genere;
  • garantire il diritto al dissenso;
  • adottare  misure  disciplinari  nei  casi  di  violazione   dello statuto;
  • formulare proposte  per  il  superamento  di  conflitti  tra  gli organismi dirigenti e adottare misure per risolverle;
  • esprimere parere vincolante sull’interpretazione delle norme statutarie;
  • esprimere parere vincolante sulla proposta di scioglimento  degli organismi dirigenti di cui all’art. 64;
  • verificare la validita’  delle  firme  per  la  convocazione  dei congressi straordinari;
  • esaminare i bilanci ed i conti consuntivi.
  1. A questo fine il collegio nazionale di garanzia elegge tra i suoi membri un collegio  dei  revisori  dei  conti  composto  da  tre persone di cui una/un presidente.
  2. I collegi federali e regionali di garanzia  ed  il  collegio nazionale  esercitano,  altresi’,  la   vigilanza   sulla   attivita’ finanziaria e patrimoniale delle corrispondenti istanze di partito.
  3. Il collegio nazionale di garanzia assume il  compito  della formazione e dell’informazione dei componenti dei collegi federali  e regionali.
  4. La funzione  di  tesoriere,   a   qualunque   livello,   e’ incompatibile con quella di revisore dei conti e  di  componente  dei collegi di garanzia.
  5. Le/I componenti dei collegi di  garanzia  partecipano  alla riunioni del comitato politico corrispondente senza diritto di voto.
  6. Il collegio nazionale di garanzia  e’  istanza  di  appello rispetto ai collegi federali e regionali.
  7. Le istanze superiori possono intervenire anche in  funzione sostitutiva in caso di carenza o di inerzia dei livelli inferiori.
  8. Il collegio federale di garanzia e’  competente,  in  prima istanza, per le questioni disciplinari relative alle  iscritte/i  dei circoli della federazione, tanto  del  partito,  quanto  dei  giovani comunisti, e per le/gli elette/i nei consigli comunali e provinciale. Il collegio regionale di  garanzia,  in  prima  istanza,  per  quelle relative alle/ai componenti delle/degli  organismi  regionali,  tanto del partito, quanto dei giovani comunisti,  e  le/i  consigliere/i  e deputate/i regionali. Il collegio nazionale di  garanzia  per  quelle relative alle/ai componenti  degli  organismi  nazionali,  tanto  del partito,  quanto  dei  giovani  comunisti,   e   alle/ai   compagne/i investite/i di mandato parlamentare nazionale o europeo.
  9. Il collegio nazionale di garanzia ha il compito di assicurare l’interpretazione corretta e uniforme dello statuto e dei regolamenti nazionali, nonche’ di giudicare sulla conformita’ allo  statuto  di questi ultimi e dei quesiti referendari previsti dall’art. 11.

 

Art. 61.

  1. Tutti gli atti e, in particolare, i provvedimenti disciplinari del collegio nazionale di garanzia sono definitive e vincolanti per le/gli iscritte/i al partito.
  2. Il rifiuto o la non osservanza di tali sanzioni e degli atti prescrittivi di fare, non  fare,  permettere,  determina  la  perdita dell’iscrizione al partito.
  3. Per l’esecuzione  dei  provvedimenti  emanati  il   collegio nazionale di garanzia puo’ incaricare gli organismi dirigenti  locali che sono tenuti a provvedere, ovvero,  puo’  nominare,  di  volta  in volta, un commissario ad acta.

Art. 62.

  1. L’inosservanza o il rifiuto previsto dal comma 2 dell’art. 61, le formali dimissioni dal partito nonche’ la candidatura  in  liste alternative e/o  contrapposte  a  quelle  del  partito,  comporta  la perdita dell’iscrizione al partito.
  2. La perdita dell’iscrizione partito si concreta con  il  mero atto di accertamento dell’inadempienza e  con  la  conseguente declaratoria.
  3. La reiscrizione al partito non puo’ avvenire prima di due anni dalla declaratoria e, in ogni caso, sulla richiesta di reiscrizione, deve pronunciarsi il CNG. Identica procedura si adotta, nel  termine di un anno, nel caso di formali dimissioni dal partito.

Art. 63.

  1. In caso di cessazione dall’incarico,  per  qualsiasi  causa, delle/dei  componenti  dei  collegi  di   garanzia,   provvede   alla sostituzione  rispettivamente  il  comitato  politico  federale,   il comitato politico regionale ed  il  comitato  politico  nazionale  in seduta congiunta con il  corrispondente  collegio  di  garanzia,  nel rispetto degli esiti congressuali.
  2. La funzione di componente di  un  collegio  di  garanzia  e’ incompatibile con quella  di  un  collegio  di  garanzia  di  livello superiore anche se, come nel caso del collegio regionale, esso non e’ istanza d’appello per decisioni dei collegi federali.

Art. 64.

  1. Il ricorso a misure disciplinari va considerato come rimedio a situazioni non altrimenti risolvibili e, in ogni caso, e’ escluso per il dissenso politico, comunque espresso, nello svolgimento della vita democratica del partito, cosi’ come previsto dallo statuto.
  2. Le sanzioni disciplinari per le/gli  iscritte/i  al  partito sono:
  • il richiamo formale;
  • la sospensione da incarichi direttivi; la sospensione dal partito;
  • l’allontanamento dal partito.
  1. La sospensione da incarichi direttivi e’ adottata in caso di gravi violazioni dello statuto.
  2. La sospensione dal partito e’ adottata nel caso di violazioni gravi e ripetute dello statuto, ovvero, di comportamenti lesivi della immagine pubblica del partito.
  3. Le misure disciplinari  della  sospensione  dagli  incarichi direttivi e della sospensione  dal  partito  sono  comminate  per  un periodo minimo di un mese e per periodo massimo di un anno.
  4. L’allontanamento dal partito e’ adottato nel caso  di  grave pregiudizio all’organizzazione del partito.
  5. Nei casi di particolare gravita’, le misure sospensive di cui al comma precedente e l’allontanamento dal  partito  possono  essere eseguite, in via provvisoria, anche  in  pendenza  di  ricorso,  alla condizione che la relativa decisione  sia  assunta  dal  collegio  di garanzia  con  la  maggioranza  dei  componenti ed immediatamente comunicata al collegio nazionale di garanzia.
  6. Il collegio  nazionale  di  garanzia   puo’   annullare   il provvedimento di provvisoria esecuzione.
  7. Le sanzioni sono deliberate con  il  voto  favorevole  della maggioranza delle/dei  componenti  dell’organismo  e  comunicate  per iscritto all’interessata/o  ed  all’organismo  dirigente  di  livello corrispondente.
  8. Il provvedimento che irroga una sanzione deve essere motivato e adottato con il voto favorevole della maggioranza dei componenti.
  9. Esso e’   comunicato   per   iscritto   all’interessato   e all’organismo dirigente di livello corrispondente.
  10. E’ sottoscritto dal presidente del collegio.
  11. Contro il provvedimento chiunque vi  abbia  interesse  puo’ proporre ricorso all’organismo di appello (art. 60,  comma  13  dello statuto), entro trenta giorni dalla sua comunicazione.
  12. Il ricorso presentato oltre il termine e’ inammissibile.
  13. Gli iscritti che siano stati allontanati  dal  partito  non possono essere re-iscritti prima di due  anni  dal  provvedimento  di allontanamento e, in ogni caso, sulla re-iscrizione  deve  esprimersi l’assemblea degli iscritti o,  laddove  istituito,  il  direttivo  di circolo, nel quale era precedentemente iscritto.

Art. 65.

  1. Nel caso si determinino situazioni gravi di mancato rispetto delle regole di democrazia, di inadempienza statutaria,  di  dissesto finanziario o di grave pregiudizio all’immagine esterna del  partito, gli  organi  di  direzione  nazionale  e  federale,  con  il   parere favorevole dei corrispondenti collegi di garanzia, possono sciogliere gli organismi delle istanze immediatamente inferiori e convocarne  il congresso straordinario.
  2. Questo congresso deve essere indetto  entro  tre  mesi.  Per periodi superiori deve essere acquisito il parere favorevole del CNG. Debbono occuparsene gli organismi di direzione,  di  intesa  con  gli organismi di garanzia. Le discussioni  su  proposte  di  scioglimento debbono vedere l’audizione di tutte le parti interessate.
  3. La gestione delle situazioni di cui al comma 2 e’  affidata, temporaneamente, ad una/un compagna/o con i compiti di  commissaria/o straordinaria/o. Questi non puo’ assumere iniziative che vadano oltre i contenuti del suo mandato, cosi’  come  specificato  dall’organismo che lo nomina.

Art. 66.

  1. L’iscritta/o sottoposta/o a procedimento  disciplinare  deve essere posta/o a conoscenza dei fatti che gli vengono  addebitati  ed ascoltata/o dall’organo che esamina il suo caso.
  2. Ella/Egli ha diritto di essere sentita/o, di produrre memorie, documenti e quant’altro ritenga opportuno per la sua difesa.
  3. I collegi di garanzia ad ogni  livello  si  pronunciano  nel termine di due mesi. Questo termine e’ elevato  a  tre  mesi  per  il collegio nazionale di garanzia.

Art. 67.

  1. La sospensione cautelativa dall’attivita’  di  partito  puo’ essere decisa, come  misura  temporanea,  nel  caso  di  pendenza  di indagini giudiziarie. Non costituisce  sanzione  disciplinare  e  non puo’ essere stabilita per piu’ di sei  mesi,  prorogabile  di  eguale periodo in caso di necessita’.
  2. La deliberazione e’ assunta dagli organismi di garanzia che ne fissano le modalita’.
  3. L’autosospensione volontaria dal partito o dai suoi organismi e’ consentita esclusivamente nel caso in cui la/ il  compagna/o  sia coinvolta/o in indagini giudiziarie; in tutti gli altri  casi l’autosospensione  equivale  alle  dimissioni  dagli   incarichi   di partito.

XIII – Le cariche pubbliche ed elettive

Art. 68.

  1. La definizione delle candidature relative a ogni livello della rappresentanza istituzionale deve rifarsi all’obiettivo di eleggere donne e uomini in termini il piu’ possibile paritari.
  2. Tutte le candidature a  cariche  pubbliche  ed  elettive  di iscritte/i al partito  sono  sottoposte  al  parere  del  circolo  di appartenenza della/del candidata/o.
  3. La/il candidata/o anche se non iscritto/a al  Partito  della Rifondazione Comunista  –  Sinistra  Europea  non  puo’  svolgere  la campagna elettorale in modo contrario all’impostazione stabilita  dal partito ed  e’  tenuto/a  a  rispondere  ai  requisiti  previsti  dal presente articolo. A tale fine verra’ concordato un impegno.
  4. Le/gli elette/i debbono:
  • conformarsi rigorosamente agli orientamenti  del  partito  ed  al regolamento del gruppo nell’esercizio del loro mandato;
  • versare al partito una quota dell’indennita’ di  carica  ed  ogni emolumento percepito  in  forza  del  loro  mandato  sulla  base  del regolamento approvato dalla direzione nazionale di cui all’art. 74.

Art. 69.

  1. Le cariche nelle assemblee elettive regionali, nazionali  ed europee non sono  cumulabili,  ad  eccezione  della/del  segretaria/o nazionale del partito.
  2. Nel rispetto del vincolo di maggioranza sulle alleanze e  le scelte politiche approvate dagli organismi dirigenti,  nelle  cariche elettive vanno valorizzate le pluralita’  delle  esperienze  e  delle soggettivita’ interne al partito e di quelle esterne che  collaborano con esso.
  3. Non puo’ essere ricandidato, fatto salvo/a il/la segretario/a nazionale, chi ha ricoperto i seguenti incarichi istituzionali per un numero di  anni  equivalenti  a  due  mandati  interi:  parlamentare europeo, deputata/o, senatrice/ore, consigliere/a regionale e chi  ha svolto  funzioni  di  governo  nazionale,  regionale,  provinciale  e comunale. In questo ultimo caso, se le funzioni sono state svolte  in citta’ metropolitane.
  4. Con voto espresso sul singolo caso della maggioranza dei tre quinti dei suoi componenti,  l’organismo  deputato  ad  approvare  le liste puo’ stabilire singole eccezioni al precedente vincolo.

Art. 70.

  1. Le candidature nei  consigli  comunali,  circoscrizionali  e municipali vengono discusse nei circoli interessati all’elezione.
  2. Nel caso in cui insistano piu’  circoli  in  un  comune,  le candidature sono proposte dai circoli del comune e votate dal CPF.
  3. Le candidature per le elezioni provinciali  e  delle  citta’ metropolitane vengono adottate nei  comitati  politici  federali.  In ogni caso, la ratifica di tutte le liste spetta al comitato  politico federale competente territorialmente.  Spetta  altresi’  ai  comitati politici federali approvare le candidature per  i  consigli  comunali del comune capoluogo di provincia ed avanzare le  candidature  per  i consigli regionali, limitatamente ai collegi  elettorali  di  propria pertinenza, sulla base dei criteri, delle indicazioni e degli orientamenti formulati dal comitato politico regionale,  che  approva in via definitiva le liste regionali.
  4. Non puo’ essere ricandidato chi ha svolto due mandati interi consecutivi in una assemblea o in una carica di governo nel  medesimo ente locale, ovvero tre mandati in enti locali differenti, prevedendo eccezioni  motivate  con  voto  espresso  sul  singolo   caso   dalla maggioranza dei tre quinti dei componenti del comitato competente.
  5. Il comitato politico regionale valutata la proposta nel  suo complesso, provvede all’approvazione definitiva delle candidature  al consiglio regionale.
  6. Vige il diritto di candidature alternative.

Art. 71.

  1. Per le  candidature  al  Parlamento  nazionale,  i  comitati politici federali, sulla base delle indicazioni del comitato politico nazionale e del  comitato  politico  regionale,  formulano  le  varie proposte.
  2. Vige il diritto di candidature alternative.
  3. Per le  candidature  al  Parlamento  europeo,  la  direzione nazionale  approva  le  liste  su  proposta  dei  comitati   politici regionali interessati alle singole circoscrizioni.

XIV – L’amministrazione del partito

Art. 72.

  1. I mezzi finanziari del partito sono costituiti:
  • dalle quote del tesseramento;
  • dal finanziamento pubblico e dalle risorse previste  dalle disposizioni di legge;
  • da sottoscrizioni volontarie;
  • dagli introiti delle feste e delle altre iniziative politiche;
  • dalle erogazioni liberali previste dall’art. 11 del decreto-legge n. 149 del 2013 convertito in legge n. 13 del 2014.
  1. Ogni organizzazione di partito puo’ promuovere sottoscrizioni informandone gli organismi dirigenti di livello immediatamente superiore.
  2. Il comitato politico nazionale, i comitati  regionali  ed  i comitati politici federali stabiliscono, per ogni  entrata  derivante dalle iniziative del partito, le quote da ripartire  fra  le  diverse istanze.
  3. L’importo minimo della tessera e’ stabilito dalla  direzione nazionale  che  fissa  l’ammontare  delle  quote  e  le   percentuali spettanti alle diverse istanze di partito.
  4. I circoli, le federazioni e i comitati regionali hanno proprie distinte e autonome amministrazioni finanziarie, patrimoniali, economiche e contabili. Ciascuna  struttura  organizzativa  risponde, inoltre, esclusivamente degli atti e dei rapporti giuridici posti  in essere e non e’  responsabile  per  gli  atti  compiuti  dalle  altre articolazioni.
  5. Per ogni spesa deve essere indicata la relativa copertura.
  6. La spesa va prioritariamente e prevalentemente  impegnata  a sostegno, lavoro esterno di partito, di massa o di movimento.
  7. Il partito tende a ridurre al minimo indispensabile i  ruoli d’apparato centrale per il cui funzionamento e’ nel complesso  tenuto a contribuire.
  8. Viene inoltre data priorità al  finanziamento delle organizzazioni decentrate del partito destinando una quota minima del 30% del finanziamento pubblico alle federazioni ed ai regionali.

Art. 73.

  1. La/Il tesoriera/e ha la responsabilita’ delle attivita’ amministrative, finanziarie e patrimoniali dell’istanza  presso  la quale e’ nominato.
  2. Ad essa/o e’ attribuita la rappresentanza legale, giudiziale verso terzi, sia  attiva  che  passiva,  in  materia  amministrativa, finanziaria e patrimoniale.
  3. La/Il tesoriera/e  ha  la  responsabilita’  di  redigere  il rendiconto annuale ed il bilancio preventivo annuale delle entrate  e delle spese della propria organizzazione; di richiedere o  verificare presso l’Agenzia delle  entrate  l’attribuzione  del  codice  fiscalerelativo alla struttura rappresentata; di richiedere o verificare  la corretta  iscrizione   nell’elenco   dei   tesorieri   del   partito, comunicando i propri dati e quelli della struttura rappresentata alla tesoreria nazionale.
  4. Provvede altresi’ alla  tenuta  ed  all’aggiornamento  delle scritture e  dei  documenti  contabili  ed  all’inventario  dei  beni mobili, immobili e delle partecipazioni.
  5. Il patrimonio immobiliare del partito  a  qualsiasi  livello appartiene all’intera comunita’ di iscritti ed  iscritte  al  Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea. La sua  alienazione, anche parziale, o vendita puo’ essere deliberata  solo  con  il  voto favorevole dei due terzi dei componenti della direzione nazionale.
  6. La/Il tesoriera/e nazionale e’ abilitato a riscuotere le somme spettanti al partito in relazione agli adempimenti della legge  sul finanziamento pubblico.
  7. Nel caso di elezione di una/un  nuova/o  tesoriera/e,  la/il tesoriera/e uscente e’ obbligata/o a redigere un rendiconto della sua gestione e  consegnarlo  al  nuova/o  tesoriera/e  mediante  apposito verbale.
  8. La/Il tesoriera/e e’ componente di diritto della segreteria, a tutti i livelli.
  9. Nel corso dei lavori del congresso nazionale la/il tesoriera/e nazionale rende il conto della propria gestione.

Art. 74.

  1. I contributi delle/dei  consigliere/i  regionali,  delle/dei deputate/i,  delle/dei   senatrici/ori   e   delle/dei   parlamentari europee/i, vengono versati all’amministrazione del partito sulla base di un regolamento approvato dalla direzione nazionale.
  2. I contributi dei  consiglieri  provinciali,  comunali, circoscrizionali o dei rappresentanti designati dal partito a tutti i livelli, vengono versati alle organizzazioni  di  competenza  che  ne fissano l’entita’ in sintonia con i criteri fissati  dal  regolamento della direzione nazionale.
  3. Il mancato rispetto di questa norma determina l’intervento del collegio di garanzia e l’automatica esclusione da successive candidature.
  4. I regolamenti, nazionale e locali, si atterranno al principio di fissare il trattamento economico dei rappresentanti istituzionali, tenuto conto delle spese e degli oneri collegati al mandato, nonche’ dei diritti acquisiti in materia retributiva, in misura pari a quella dei funzionari di partito  di  livello  corrispondente  tenuto  conto delle retribuzioni del lavoro dipendente.
  5. I regolamenti fissano le cifre massime della retribuzione.

Art. 75.

  1. Ciascun livello di organizzazione del partito deve redigere ed approvare annualmente un bilancio preventivo e un rendiconto.
  2. Il bilancio preventivo e’ predisposto e approvato entro il 31 gennaio di ogni anno. Il rendiconto  si  chiude  alla  data  del  31 dicembre di ciascun anno, deve essere redatto secondo il  modello  di rendiconto  approvato  dalla  direzione  nazionale  e   deve   essere sottoposto all’approvazione nei  tempi  e  nelle  modalita’  previsti dalla legge n. 2/1997 e successive modificazioni.  Al  rendiconto  e’ allegato l’inventario dei beni mobili ed immobili.
  3. I bilanci preventivi e i rendiconti sono predisposti dalla/dal tesoriera/e, esaminati dal  competente  collegio  di   garanzia   e sottoposti all’approvazione dei rispettivi organismi dirigenti.
  4. Copia dei bilanci preventivi e dei rendiconti approvati deve essere trasmessa alle/ai tesoriere/i dell’istanza superiore.  I rendiconti  dei  comitati  regionali  devono   essere   allegati   al rendiconto del partito.
  5. L’approvazione e la trasmissione dei bilanci preventivi e dei rendiconti alla tesoreria nazionale e’ condizione  necessaria all’erogazione dei contributi, a qualsiasi  titolo,  da  parte  della direzione nazionale del partito.
  6. Il rendiconto nazionale e’ esaminato ed approvato dalla direzione riunita con le/i segretarie/i regionali e con le/i tesoriere/i regionali.
  7. I bilanci preventivi e i rendiconti regionali sono esaminati ed approvati dai CPR riuniti con le/i tesoriere/i provinciali. I rendiconti federali sono esaminati ed approvati dai CPF riuniti con le/i segretarie/i di circolo e con le/i tesoriere/i di circolo.
  8. Il bilancio preventivo e il rendiconto devono essere resi pubblici e portati a conoscenza delle/degli iscritte/i.
  9. Il rendiconto nazionale e’ pubblicato integralmente sul sito web del partito.
  10. In ottemperanza all’art.  5  del  decreto  legislativo  n. 460/1997, si fa divieto di  distribuire,  anche  in  modo  indiretto, utili, avanzi di gestione, fondi, riserve o capitale durante la  vita del partito, salvo che non sia imposto per legge.
  11. Il partito si obbliga a devolvere il suo patrimonio, in caso di scioglimento, ad altra associazione  od  organizzazione  politica avente le medesime finalita’ politiche  e  ideali.  In  tal  caso  si dovra’ sentire l’organismo di controllo di cui all’art. 3, comma 190, della legge n. 662/1996.

XV – La stampa ed i mezzi di comunicazione di massa

Art. 76.

  1. La stampa del partito ed i mezzi di comunicazione di massa di cui il partito dispone si ispirano agli orientamenti politici fissati dal comitato politico nazionale.
  2. Corrispondono alle esigenze del libero dibattito garantendo a tutte le opinioni gli spazi adeguati ed una informazione pluralista.
  3. Il partito riconosce a chiunque entri in relazione con se’ il diritto al rispetto della vita privata e alla  protezione  dei  dati personali che lo riguardano in conformita’  ai  principi  del  codice della privacy – come previsto e disciplinato dal decreto  legislativo 30 giugno 2003, n. 196 e successive modifiche -, alle norme  ad  esso collegate nonche’ ai provvedimenti dell’autorita’ garante.

XVI – I simboli del partito

Art. 77.

  1. La bandiera del partito e’ rossa e reca, in colore oro, la stella, la falce ed il martello. Un nastro con i colori nazionali e’ legato all’asta della bandiera.
  2. Il simbolo del partito è cosi’ descritto: «due cerchi eccentrici e tangenti internamente sulla destra. Il più grande a fondo rosso, in secondo piano, riporta nella porzione di cerchio visibile a sinistra, la scritta in bianco Sinistra Europea. Il secondo cerchio, in primo piano, e’ piu’ piccolo e interno al primo, con fondo bianco e riporta: falce, martello e stella gialli sopra una bandiera rossa distesa ed inclinata a sinistra sormontato dalla scritta in nero Rifondazione, nella parte inferiore compare la scritta in nero Partito Comunista. Le due scritte sono separate da due settori circolari verde a sinistra e rosso a destra che, con il fondo bianco, compongono i colori della bandiera nazionale».
  3. Gli inni del partito sono: l’Internazionale, Bandiera Rossa, l’Inno dei lavoratori.
  4. Nei territori in cui vivono minoranze etniche, linguistiche e nazionali, il simbolo e le scritte del partito devono essere plurilingue, cosi’ come gli atti ufficiali ove possibile.

Art. 78.

Nelle elezioni nazionali ed europee, l’eventuale adozione di simbolo diverso da quello del partito deve essere approvato con il voto favorevole dei due terzi dei componenti del comitato politico nazionale.

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