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È possibile un’Europa dal volto umano?

di Paolo Desogus

È possibile un’Europa dal volto umano?

Il mio amico e collega Raoul Kirchmayr ha segnalato stamani una dichiarazione importante in cui il ministro tedesco dell’economia traccia la linea che intende intraprendere la Germania:

“Sebbene la solidarietà europea sia importante, l’obiettivo principale è rafforzare la competitività delle economie dell’Unione Europea, l’innovazione è più importante degli aiuti”.

Sono parole gravi, animate da un fanatismo ultraliberista che non guarda in faccia a nessuno, nemmeno in questa fase segnata dalla tragedia del coronavirus. Ci danno tuttavia un’idea molto precisa della visione del mondo tedesca e dell’idea di Europa prefigurata dalle élites tedesche. Ci dicono che un’Europa dal volto umano, sino a quando loro detteranno la linea, non sarà possibile, perché la priorità del loro paese è la competizione interna all’Europa, dunque la legge del più forte. Chi dunque afferma che l’UE è nata per difendere i paesi del continente dalla competizione internazionale e dallo sviluppo di grandi paesi popolosi come Cina, India e Stati Uniti, può star fresco. Paesi come l’Italia, che subiscono l’egemonia tedesca, si ritrovano a dover combattere su due fronti, quello europeo e quello internazionale.

C’è un altro dato che va considerato. La Germania fa tutto alla luce del sole: non nasconde i suoi obiettivi politici ed economici, perseguiti con cinismo ma anche con molto pragmatismo. Certo, i tedeschi giocano sporco quando truccano i conti o quando disattendono le regole da loro stessi sottoscritte perché contrarie al loro interesse nazionale. Ma anche in questo caso lo fanno alla luce del sole. È l’Italia che per ragioni incomprensibili non vuole vedere. Non ne sono sicuro, ma credo che le parole del ministro tedesco dell’economia non siano state nemmeno riportate dai quotidiani italiani.

Non credo che ci siano più alternative: o prendiamo atto della complessa situazione politica oppure tra qualche tempo ci ricorderemo di questi giorni come di quelli in cui si cantava l’inno sui balconi per seppellire la nostra repubblica, non certo per ridarle respiro. Eppure basterebbe poco, basterebbe riprendere in mano la nostra Costituzione, proprio come fanno i tedeschi quando qualche regola europea interferisce con il loro interessa nazionale.

Fonte

Dalla Coronavirus; l’anestesia terapeutica come soglia e anticamera…….

Riceviamo da un nostro elettore.

Nel 2017 i morti sul lavoro sono stati 1148; aumentati a 1218 nel 2018; per il 2019 la moltitudine degli istituti “specialisti“ di ricerca non hanno ancora trovato il tempo di pubblicare alcunché.  Fortunatamente negli eccidi sacrificati sull’altare del profitto non c’è un’anestesista. 

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8 marzo: Giornata internazionale della donna

È passato più di un secolo dalla celebrazione della prima Giornata Internazionale della Donna.

I semi di questa ricorrenza erano già stati gettati a New York nel 1908, quando quindicimila operaie tessili avevano invaso le strade per chiedere giorni lavorativi più brevi, un salario migliore e il diritto di voto. L’anno seguente, il Partito Socialista americano dichiarò l’ultima domenica di febbraio la giornata dedicata alle manifestazioni in favore del suffragio femminile.

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La ricchezza globale resta concentrata al vertice della piramide distributiva

La ricchezza globale, in crescita tra giugno 2018 e giugno 2019, resta fortemente concentrata al vertice della piramide distributiva: l’1% più ricco, sotto il profilo patrimoniale, deteneva a metà 2019 più del doppio della ricchezza netta posseduta da 6,9 miliardi di persone.

Nel mondo 2.153 miliardari detenevano più ricchezza di 4,6 miliardi di persone, circa il 60% della popolazione globale.

Il patrimonio delle 22 persone più facoltose era superiore alla ricchezza di tutte le donne africane.

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Giornata internazionale contro la guerra

Sabato 25 gennaio 2020

ore 15.30 in P.zza Duomo

Giornata di mobilitazione internazionale per la pace – Spegniamo la guerra, accendiamo la Pace! Contro le guerre e le dittature a fianco dei popoli in lotta per i propri diritti.

“La guerra è un male assoluto e va ‘ripudiata’, come recita la nostra Costituzione all’Art. 11: essa non deve più essere considerata una scelta possibile da parte della politica e della diplomazia”.

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