Categoria: Politica interna

Al di là del governo, la sinistra riparta dai «Dieci punti»

di Paolo Favilli*

La costituzione del nuovo governo è un fatto positivo anche per la nostra sinistra. Non è certo però un governo con cui identificarsi, nemmeno un po’.

Per «nostra» intendo quell’insieme politico e teorico che aveva trovato una prima fragile aggregazione nella lista «la Sinistra» presentata alle elezioni europee. Aggregazione che aveva l’ambizione di rappresentare un primo passo per la costruzione di quel soggetto di reale alternativa politica e culturale di cui l’Italia, a differenza di altri grandi paesi europei, è del tutto priva. Tornerò tra poco su questo punto.

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Dieci punti per un governo che riparta dalla Costituzione

Condividiamo le proposte contenute nel documento firmato da tante personalità della cultura, della solidarietà, della sinistra e dell’ambientalismo pubblicato su Il Fatto e il Manifesto. Il governo che forse sta nascendo non sarà il nostro governo e dubitiamo che i 10 punti saranno fatti propri dalla maggioranza M5S-Pd. Però costituiscono un’ottima agenda di lotta e mobilitazione per incalzare la nuova maggioranza parlamentare e indicano soprattutto la svolta di cui ci sarebbe bisogno e su cui unitariamente dovrebbe impegnarsi tutta la sinistra sociale e politica.  (M.A.)

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15 luglio, in piazza

Il messaggio è tanto chiaro quanto feroce: salvare vite umane in mare è reato. Non importa se sulla costa del Mediterraneo stiamo costruendo un gigantesco campo di concentramento, non importa se duecento anni di colonialismo e sfruttamento presentano il conto, se i migranti sono in mare per difendere un’idea di libertà. Il Parlamento dal 15 luglio si appresta a trasformare in legge il Decreto sicurezza bis, un obbrobrio giuridico e etico. È tempo di mettere fine alla lunga notte del razzismo istituzionale. Il grido di Alex Zanotelli.

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Un prudente rinvio, la nostra lotta continua

Gruppo di lavoro su “Autonomia Regionale Differenziata” di Rifondazione Comunista- Sinistra Europea

Grazie alla tenacia di associazioni e sindacati della scuola, alcuni costituzionalisti, comitati territoriali, alla cui formazione abbiamo contribuito come PRC/SE, associazioni attente ai problemi del Meridione, settori sindacali della sanità, si comincia a rompere l’assordante silenzio che ha troppo a lungo coperto gli accordi segreti di Veneto, Lombardia, Emilia Romagna con il governo Gentiloni prima e con quello giallo-verde poi, per l’attuazione dell’Autonomia regionale differenziata. La portata di quella che è stata definita “la secessione dei ricchi” è tale che non solo verrebbe compromessa l’unità politica nazionale, ma rappresenterebbe lo smantellamento concreto dei principi fondamentali della Costituzione, rovesciandone l’impianto di solidarietà e tutela degli individui e dei territori più deboli a favore di individui e territori che già possiedono vantaggi.

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“Siamo utili?” Dopo il tonfo elettorale, 5 ore di interventi e discussione de “la Sinistra” in un Teatro a Roma

di Federico Rucco

La parola utilità è forse quella che più si è sentita nelle cinque ore di discussione dell’assemblea nazionale che La Sinistra ha tenuto a Roma sabato scorso. Declinata in positivo e in negativo (siamo utili! Siamo utili?).

Circa 250 persone hanno riempito il Teatro dei Servi (capienza 241 posti) per fare il punto sulla batosta elettorale (1,7%)  subita alle elezioni europee e capire se e come proseguire l’ennesima esperienza “congiunturale” nata alla vigilia di una scadenza elettorale. Moltissimi gli interventi e non sempre coincidenti.

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Censura, censura e ancora censura

Via striscione “Nessun migrante ci ha rubato 49 mln”

Succede a Mantova ad una ragazza di Libera che aveva provato ad entrare nella piazza dove Salvini teneva un comizio.

Tutti molto solerti per evitare contestazioni a Salvini, dai vigili del fuoco che rimuovono gli striscioni, alla polizia che bussa alla porta delle persone intimando di ritirare i cartelli contro Capitan Nutella.

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